“La Sicilia è femmina”, lo confermano otto secoli di storia

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A Palermo in mostra documenti importantissimi che riportano alla luce l’operato di regine, schiave, popolane, suore, badesse, vedove, nobildonne ed archeologhe sconosciute a tanti.

Anche quest’anno a Palermo si è conclusa la XII edizione della manifestazione “Le vie dei tesori” che permette a cittadini e turisti di godere di luoghi di grande fascino e bellezza solitamente chiusi al pubblico.

Tra i posti  “fruibili” in questi weekends di ottobre, tre archivi: l’Archivio Storico Comunale, l’Archivio di Stato Gancia e quello Catena. In quest’ultimo la mostra “La Sicilia è femmina”.

Da un variegato collage dei documenti conservati in questi luoghi, si è offerto ai visitatori uno spaccato della vita delle donne in Sicilia che si snoda attraverso otto secoli di storia.

E così sono ritornate alla luce i documenti che portano in originale le firme delle regine Costanza d’Altavilla e Bianca di Navarra; i documenti che testimoniano l’attività dell’unica vicerè di Sicilia Eleonora Di Mora (De Moura), per arrivare alla lettera che, nel marzo del 1943, la Soprintendente Jole Bovio Marconi scrisse al prefetto per ottenere l’assegnazione del legname necessario per proteggere le sculture di Selinunte e di Himera del Museo Salinas, durante il secondo conflitto mondiale.

In mostra anche i documenti relativi a una nota informativa della Questura di Palermo, del 1893, con la quale si comunica il rientro a Piana dei greci di un gruppo di sette donne appartenenti al fascio dei lavoratori, dopo la condanna di una di loro a due mesi di carcere per il reato di oltraggio contro la forza pubblica. Un atto che testimonia la fattiva partecipazione al movimento contadino dei Fasci siciliani del 1893-94 da parte delle donne. Ed ancora, la relazione del Questore di Palermo, del 1941,al prefetto, sulla manifestazione ad Alimena di circa 400 donne che protestavano contro le esigue assegnazioni di grano e quella della protesta di 200 donne a Termini Imerese per ottenere la distribuzione di pasta e riso. Fruibile, grazie a questa iniziativa, anche la copia del Sigillo di Costanza d’Altavilla  Imperatrice e Regina di Sicilia fino al 1198.

Documenti importantissimi che riportano alla luce l’operato di regine, schiave, popolane, suore, badesse, vedove, nobildonne ed archeologhe sconosciute a tanti. Carte che raccontano la storia della nostra isola in cui la donna è protagonista e non semplice comparsa. Figure femminili che, nonostante i tempi, sono soggetti giuridici specifici, capaci di tracciare il sentiero non solo del proprio destino ma anche di quello delle comunità di appartenenza.

Da quelle antiche carte, miracolosamente scampate all’incuria del tempo e degli uomini, emerge con forza dirompente, la storia delle donne siciliane che deve ancora essere scritta e divulgata.

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One Response to “La Sicilia è femmina”, lo confermano otto secoli di storia

  1. Mirella Rispondi

    10/11/2018 a 11:31

    Grazie Ester cara! Per avere scovato questo bel documento

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