La scomparsa dei dinosauri

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Scenari per l’Italia che verrà. E’ anche probabile che le prossime elezioni politiche partoriscano un Governo dal respiro corto. La carta d’identità del potere attuale

altEffetto Monti sull’Eurozona. Tutti lo invocano, tutti, a parole almeno, lo voglio. Anzi no, a fronte dei tanti, soprattutto nell’establishment, c’è anche una minoranza, o forse maggioranza sia pur silenziosa, al momento, che lo detesta. Non possiamo continuare a restare in tribuna è arrivato il momento di scendere in campo ripete Luca Cordero di Montezemolo in questi giorni tirando per la giacchetta Mario Monti affinché scenda in campo candidandosi a Premier. Se c’è Monti candidato io mi faccio da parte promette Silvio Berlusconi dopo aver fatto cadere il governo Monti sostenendo che aveva sbagliato tutto.
Vogliamo fortissimamente che Monti resti alla guida dell’Italia dicono in coro i leader di mezza Europa. Ecco, i leader di mezza Europa e i banchieri, quelli che detengono le potenti leve dell’onnipotente potere economico, invocano Monti, uno di loro, il Bismarck della restaurazione finanziaria. Berlusconi vuole Monti obtorto collo, come si dice, non potendolo sfidare apertamente cerca di disinnescarlo facendo finta di subirlo.

 

Gli altri si oppongono, da Bersani che vede la sua scalata verso Palazzo Chigi in forse per colpa sua, a quelli che vedono in Monti solo il paladino delle crescenti disuguaglianze sociali, da Vendola a Di Pietro a Grillo alla Lega. Su questo sfondo si disegnano gli scenari prossimo venturi.Tra pochi giorni Monti scioglierà la sua riserva. Se si candida la vittoria fin qui annunciata di Bersani torna in forse e un Monti bis, appoggiato da Montezemolo, Casini, Riccardi, la Cisl e le Acli e a suo dire da Berlusconi, sicuramente da parte del Pdl (Mauro, Frattini, Pisanu) e soprattutto da Napolitano, torna prepotentemente probabile aprendo le porte del Quirinale ad Amato che se ne sta quatto, quatto alla finestra. Se non si candida tutto torna all’aria, Berlusconi dovrebbe restare in pista nella speranza di pareggiare al Senato e condizionare Bersani, probabile vincitore alla Camera. Acquattato alla finestra in queste ore ci sta pure Prodi che spera in qualche incidente di percorso che ne faccia rilievitare le, per ora, modeste possibilità di ottenere il Quirinale, il suo sogno. In quanto a Monti chi lo conosce bene dice che al Quirinale non ci pensi, il suo obiettivo è restare un altro anno e mezzo a Palazzo Chigi per poi spiccare il volo verso la poltrona di commissario europeo presto lasciata vuota da Barroso.Del resto è opinione di tutti che dal voto di febbraio uscirà un governo di transizione, dal respiro corto, che porti a termine due tre riforme essenziali per poi ridare la parola agli elettori. Il fattore R, quello su cui punta Matteo Renzi, tornato cheto, cheto, in apparenza alla sua Firenze, ma pronto a far tesori degli errori compiuti ora per azzannare il potere vero tra due anni e mezzo forte dell’anagrafe, 37 anni appena, un ragazzino, che potrebbe tra non molto lasciarlo unico sopravvissuto, politico, nella prossima inevitabile scomparsa dei dinosauri.Basta infatti guardare la carta d’identità del potere attuale: Napolitano 87 anni, Letta 77, Berlusconi 76, Amato 74, Prodi 73, Monti 69, Montezemolo 65, Bersani 61 per capire chi sopravviverà al diluvio.

Luigi Galluzzo

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