La scommessa di Peppe Arnone: “Al ballottaggio ci sarò io contro Firetto”

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ELEZIONI. Giuseppe Arnone, più pungente che mai, torna alla carica candidandosi a sindaco di Agrigento. “Sono l’unico che ha portato un mare di soldi al Comune. I veleni? Io non li alimento, io li subisco”. E ancora: “Firetto è l’uomo del rigassificatore, Marcolin non sarà sulla scheda, Di Rosa e Cirino sono bravi ragazzi. Dalli Cardillo? Mi dicono che era assessore a Porto Empedocle col centrodestra”. L’intervista di Anna Maria Scicolone.

E’ tornato alla carica, più pungente che mai, pronto a sventolare striscioni accusatori nei luoghi più strategici di Agrigento e non solo. Giuseppe Arnone sta per affrontare la competizione elettorale per la poltrona di sindaco di Agrigento con la prosa colorita di sempre e con una sequela di denunce. A chi lo accusa di avvelenare il clima politico replica che ha sempre lavorato per il bene di Agrigento e che, semmai, le sue, sono risposte ad attacchi subiti pesantemente.

Giuseppe Arnone

Giuseppe Arnone

La sua carriera politica, come ama ricordare, cominciò prestissimo, al liceo classico Empedocle, quando aveva solo 16 anni, eletto al Consiglio d’Istituto e al Consiglio distrettuale scolastico. Era il 1977 e fu allora eletto con oltre 600 voti, cifre enormi per uno che concorreva da solo. La prima volta in Consiglio comunale arriva nel 1990 con la Lista per Agrigento. Il Consiglio comunale si sciolse poco tempo dopo, nel ’92, per lo scandalo delle “somme urgenze” che colpì la Giunta presieduta da Roberto Di Mauro a seguito di un suo dossier. Anni dopo, come si ricorda, furono tutti assolti. Nel giugno del ’93 si consumò il ballottaggio che vide la vittoria a sindaco di Calogero Sodano con il 50,7 per cento contro il 49,3 per cento di Arnone. L’ambientalista allora aveva 33 anni, era candidato per il Pds assieme a Rete, Verdi e Rifondazione Comunista. Arnone racconta della sua ininterrotta attività consiliare fino al 2012. “Da allora ho ritenuto, come scelta di vita, di non rimettere più piede in Consiglio comunale”, afferma. Ora, nonostante qualche condanna, si ricandida a sindaco, ma chiarisce subito: “Non ho subìto condanne che comportino l’ineleggibilità”.

Come nasce l’idea di ricandidarsi a sindaco di Agrigento e perché?

“Mi ricandido per un senso di responsabilità nei confronti di questa città e dei giovani. Ho riflettuto sul particolare contesto che sta vivendo la città: la Sinistra che non riesce a individuare un candidato e il Consiglio comunale travolto in modo indecente dagli scandali. La forte contrapposizione programmatica tra me e gli altri candidati impone doverosamente di dare ai miei concittadini un’opzione di cambiamento. Dall’altra parte c’è Firetto, che è il frutto di un’operazione politica studiata a tavolino per spianare la strada al rigassificatore”.

Non ne comprendo la ragione, visto che il progetto è già approvato a Porto Empedocle.

“E’ un’operazione che l’evoluzione della contingenza economica internazionale ha abbastanza penalizzato. Chi vuole realizzare il rigassificatore ha la necessità che il Comune di Agrigento, che è il Comune più importante, non si metta di traverso”.

Ma Firetto sostiene che il rigassificatore è ritenuto anche da Enel non più conveniente…

“L’Enel è interessata a metterlo sul mercato per cederlo ad aziende che vogliono occuparsi esclusivamente di gas. Questo è altro dal dire che il rigassificatore non si fa più”.

Di che cosa ha bisogno Agrigento?

Arnone beve l'acqua di San Leone

Arnone beve l’acqua di San Leone

“Della pianificazione di uno sviluppo turistico di livello nazionale e internazionale. Siamo favoriti, purtroppo e con grande dolore, da una contingenza internazionale: oggi le immagini del museo del Bardo di Tunisi sono impresse nella mente di chi amava andare in Egitto o in Tunisia. Ma dobbiamo intanto costruire la nostra immagine. Se a Cefalù o a Taormina io andassi a dire che il loro mare è inquinato, a fronte di dati accertati dall’Asp assolutamente pacifici sulla balneabilità, secondo lei io potrei più mettere piede in quelle località? Oppure mi butterebbero a mare? Qua invece abbiamo un mare che è assolutamente balneabile e si continua a sostenere il contrario. Ricorda le battaglie vinte per togliere l’inquinamento dal mare, come quelle contro 20 mila abitanti che scaricavano a 500 metri? Io ho denunciato queste persone. Nel 2008 Campione prese la gestione di Girgenti Acque, ci incontrammo perché siamo i cinquantenni di maggiore peso in questa città, e in quella occasione gli chiesi di rifare i pennelli a mare (quelli che consentivano di “sparare” al largo i liquami, ndr). Campione mi rispose che intendeva togliere i pennelli a mare, ma ci volevano tre o quattro anni per realizzare un depuratore. A quel punto gli dissi che, in attesa della costruzione di un depuratore, le multe che ogni anno facevo pagare al Comune per il malfunzionamento dei pennelli, le avrebbe pagate lui. Così decise di togliere i pennelli a mare e di costruirne uno funzionante che scaricava a tre chilometri. Io non ero a favore dei pennelli, anzi nel ’98 mi ero battuto per chiuderli e per portare tutti i liquami a depurare in contrada Sant’Anna. Ma allora non si poteva aspettare tre anni. La decisione venne poi assunta in Consiglio comunale: si stabilì che tutte le fogne di San Leone fossero depurate a Sant’Anna. Ciò avviene già dall’anno scorso. Nel 2005 ho fatto approvare la proposta di far depurare tutti i liquami dell’area est che non vanno a Sant’Anna al Villaggio Mosè. Girgenti Acque non può che adempiere e ha avviato l’iter per la costruzione di un grande depuratore al Villaggio Mosè. Ho anche ottenuto che si ponesse fine agli scarichi nel fiume. Oggi San Leone ha divieti di balneazione, come previsto dalla legge, solo in prossimità delle foci dei fiumi, duecento metri a destra e sinistra”.

E la schiumetta scura sempre indicata e documentata anche con fotografie dai cittadini?

“E’ un fatto naturale determinato dalla flora e dalla fauna marina, è un fenomeno biologico. C’è schiuma pure nella riserva di Torre Salsa. Spesi 500 euro per far analizzare l’acqua da Mare Nostrum. Non c’era niente. Il mare è pulito”.

La polizia municipale dovrebbe vigilare affinché gli esercizi pubblici, quali pub e ristoranti, non gettino rifiuti speciali nelle fogne, come ad esempio gli oli esausti, o che i privati non realizzino allacci abusivi, per esempio scaricando la fogna nelle acque bianche?

“Io ho scoperto scarichi fognari abusivi presso la Villetta Pertini, di fronte al Ragno D’Oro. Allora era assessore Olimpia Campo”.

In sintesi, che cosa ci vuole per Agrigento?

“Un progetto di sviluppo economico legato al turismo. Penso agli errori del passato, a Porto Empedocle, devastata dal sogno industriale voluto da Sinesio, un sogno che ebbe una sua dignità, perché portò la Vetem, l’Enel, l’industria del sale, ma di cui oggi non è rimasto nulla, eccetto il braccio del porto, che ha determinato l’erosione delle coste di San Leone”.

Agrigento ha bisogno di una buona politica di salvaguardia delle coste?

“Sì. E anche di restituire l’immagine di una realtà turistica ad Agrigento. Ma non solo. Penso anche alla nostra tradizione gastronomica e ai nostri prodotti tipici, che sono straordinari”

E che cosa può fare un sindaco?

“Può promuovere il turismo, orientando anche l’economia di tutta la città. Se fossi diventato sindaco nel ’93, oggi non avremmo i problemi dell’abusivismo nella Valle dei Templi, perché avrei schermato le case abusive, avrei ricostruito un panorama perfetto, avrei rilanciato l’immagine di Agrigento, che non è la terra dell’abusivismo, ma della bellezza e del turismo. Io avrei smontato personalmente l’obbrobio della Mosella, quel palazzone abusivo. Il Villaggio Mosè fa schifo, ma ci sono gli alberghi: possiamo provare a fare un intervento di grande piantumazione di verde per coprire le fetenzie?”

A prescindere da come vadano queste elezioni, un contributo in questa direzione ritiene di poterlo dare?

“Il problema è uno. Ci vogliono le capacità. Io sono l’unico che ha portato un mare di soldi al Comune di Agrigento. Sono l’unico al mondo, in questo caso, perché, pur non essendo parlamentare sono riuscito a far approvare dal Parlamento della Repubblica una legge a favore di Agrigento che ha portato una barca di soldi: il palazzo che c’è di fronte l’hotel Costazzurra, ad esempio, è frutto di questa legge: è una costruzione che non condivido personalmente, ma l’applicazione della norma ha comportato l’eliminazione delle brutture degli scheletri e ha portato un mare di soldi al Comune di Agrigento. Mi riferisco all’art. 25 della finanziaria del 1999, grazie alla quale i vincoli nelle zone “B”, “C” e “D” del Gui-Mancini divennero vincoli urbanistici, quindi la Soprintendenza con un suo parere poteva dare l’assenso per applicare le sanatorie. Prima di questa legge, in zona “B” poteva essere concessa la sanatoria a un edificio pari a 10 metri ogni duemila metri quadrati. Cioè a nessuno. Sarebbe stato demolito tutto: 6000 e non 600 costruzioni”.

Fu quando era al ministero dei Lavori Pubblici?

“Ero nell’Ufficio di Gabinetto del Ministro dei Lavori Pubblici, durante il Governo Prodi, dal ’96 al ’98. Avevo l’autorevolezza, le idee e riuscivo a ragionare con tutti. Si riusciva a trovare soluzioni anche alle situazioni più difficili. Questi sono fatti”.

Un giudizio sugli altri candidati…

“Firetto è l’uomo del rigassificatore, Di Rosa e Cirino sono bravi ragazzi, ma non devo pronunciarmi sulla loro storia, elettorale, politica, sulle posizioni da loro rappresentate. Sono fatti che parlano da soli. Marcolin è un candidato che non credo che sarà sulla scheda, anche se mi auguro che ci sia. Nel momento in cui scende in campo Arnone, Marcolin si mette da parte”.

Marco Marcolin

Marco Marcolin

Ma Marcolin è già candidato.

“Me lo auguro di cuore, ma quel che penso è che se ci sarà Arnone, e Arnone ci sarà, non ci sarà Marcolin. Quest’ultimo infatti è un candidato di rottura che viene dalla destra. Ad Arnone, che la mafia voleva uccidere, che è stato sempre all’opposizione, che ha fatto sempre battaglie, Marcolin che cosa può dire? Io vado in giro e tanta gente mi dice che avrebbe voluto votare per Marcolin, ma, visto che mi candido io, sceglierà me. Io rappresento il candidato di rottura locale, che ha un pedigree”.

Anche Marcolin sostiene che alla fine ci saranno pochi candidati, ma della sua candidatura è certissimo.

“Me lo auguro, a me va benissimo. Anzi, se vuole che io gli dia un finanziamento, un contributo per la sua campagna elettorale, sono pronto a farlo. Sono strafelice della sua candidatura. Ma, purtroppo per lui, io ho 40 anni di politica ad Agrigento”.

Che cosa pensa dei Cinquestelle e di Dalli Cardillo?

“Chi fa politica con scientificità, come faccio io, va a controllare che cosa è successo nei Comuni in cui si è candidato il sindaco a Cinque Stelle: in genere, una persona semi-sconosciuta.Il candidato sindaco del M5S ha preso l’1,5 per cento perché la gente, quando vota per il sindaco, è portata a scegliere il migliore possibile, che può dare una risposta ai problemi. Tende più a percepire la qualità della persona. Mi dicono che il candidato sindaco dei Cinque Stelle era assessore di centrodestra al Comune di Porto Empedocle. Mi basterà avere un confronto con lui e chiedergli se è vero…”

Gli agrigentini sono scesi in piazza per la minacciata chiusura del Cupa e anche per lo scandalo delle commissioni facili in consiglio comunale. Invero si è espressa contro la politica e contro chi la rappresenta da anni. Perché lei dovrebbe rappresentare una novità, un cambiamento?

“La gente non cerca le novità. A Palermo è stato eletto Orlando, perché rappresentava una novità, o perché rappresentava la rottura, rispetto ad un sistema di potere consolidato?”

Forse Orlando aveva lasciato un ricordo positivo?

“Orlando, nel 2007, col vecchio sistema elettorale era stato battuto da Cammarata, era stato battuto nel 2001 da Totò Cuffaro. O ce lo siamo dimenticati? La gente vuole chi è in grado di assicurare un cambiamento. Io e Firetto, che siamo i principali antagonisti, ci siamo già confrontati nel ’94: io ero candidato del Polo progressista alle Politiche, lui era il candidato della Dc. Era anche assessore nella Giunta Fontana. Ora, se ci fosse candidata a sindaco la moglie di Obama, probabilmente l’avrebbero vista come una novità: ma noi qui come novità ci troviamo Marcolin, nella città del Cardinale Montenegro che è sensibile al problema degli immigrati, poi Firetto, Cirino e Di Rosa, e Arnone. Chi rappresenta il cambiamento?”

Il momento di cambiamento e di rottura potrebbe anche coincidere con una nuova fase della storia agrigentina senza veleni, visto che la si associa sempre a periodi oscuri e velenosi?

“Io non sono chi alimenta i veleni; io li subisco. Io non ho mai messo il telefono sotto controllo a nessuno, ma l’ho subito. Io non ho mai detto cose irripetibili su qualcuno, ma altri lo hanno detto di me”.

Andrea Cirino

Andrea Cirino

Cirino dice che grazie alla sua candidatura ci sarà più pepe e quindi ci sarà da divertirsi. che cosa gli risponde?

“Cirino è un ragazzo simpatico e quindi in effetti ci divertiremo. Ha fatto tra l’altro una scommessa politica dignitosa, cioè di candidarsi con un movimento, che, seppur minoritario, è coerente”.

Quali sono i suoi rapporti con il Pd al momento?

“Dobbiamo distinguere i rapporti programmatici col Pd nazionale e regionale da quelli col Pd locale. Col Pd nazionale io sono in una posizione molto simile a Civati, Fassina, Bersani, cioè sono un uomo di sinistra, ho appoggiato Renzi incondizionatamente sin dal primo momento. Ma, ho fatto la mia tesi di laurea sullo Statuto dei lavoratori, da studente di sinistra, e se avessi saputo che un punto programmatico del Governo Renzi sarebbe stato abolire lo Statuto dei Lavoratori, di cui conosco l’importanza alla luce dei tanti lavoratori sfruttati in provincia di Agrigento, io non lo avrei sostenuto. I miei rapporti con Raciti personalmente sono buoni, ma Raciti lo trovo largamente inadeguato rispetto alla vicenda agrigentina. Avrebbe dovuto prendere posizione ben prima delle primarie”.

E di Crocetta che mi dice?

“Crocetta l’ho già denunciato penalmente. Contro di lui ho in programma un’iniziativa dirompente.

Si arriverà al ballottaggio o ci sarà un sindaco al primo turno?

“Io credo che gli agrigentini abbiano il gusto di scegliersi il sindaco. Ricordo che la vittoria di Zambuto su Camilleri non fu un caso”.

Alleanze, in caso di ballottaggio?

“Se si arriverà al ballottaggio vedremo chi ci starà sulla base di un programma politico. Il ballottaggio possibile è tra il candidato Arnone e il candidato Firetto. Allora ci sarà Arnone che dirà: io sono contro il rigassificatore e per chiudere la porta del Comune a Vincenzo Fontana, Roberto Di Mauro, Angelino Alfano, Riccardo Gallo, voi che dite?”

Dopo tanti anni lei continua con questo accanimento. In fondo anche lo scandalo delle somme urgenze si è poi concluso con un’assoluzione

“I fatti di cui al dossier delle somme urgenze erano veri, fu condannato uno dei due ingegneri del Comune a quattro anni di carcere , mentre l’altro tecnico era deceduto . Gli amministratori condannati in primo grado furono assolti in appello col dubbio di essere vittima di imbrogli posti in essere dai tecnici . Questa è la verità processuale . Ognuno può valutare se il sindaco Di Mauro è tipo da farsi prendere in giro dal tecnico condannato” .

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