La rivoluzione di velluto di Angelino il coraggioso

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Ha deposto il re senza ucciderlo. Ma la sua strada verso la gloria sembra essere lastricata di insidie

Angelino AlfanoL’uomo senza quid, l’Angelino pavido che a detta dei molti detrattori non si sarebbe mai liberato dal ruolo pallido di maggiordomo del grande capo ha sconvolto ogni logica che sembrava consolidata dai decenni avviando nello spazio di una notte memorabile e da tragedia shakespeariana la rivoluzione di velluto che potrebbe cambiare la scena politica italiana. C’è voluta probabilmente tutta la sfrontatezza dell’età giovane che si fa adulta, ma anche la disperazione dell’ultima occasione disponibile prima che tutto crolli per riuscire a deporre il Re senza uccidere il Re.

Visto così un capolavoro, con mille risvolti tattici ed umani, un passaggio di testimone alla fine soft, ma che è solo l’inizio di un lungo cammino. La strada verso la gloria è lastricata di insidie per definizione. Da oggi il quadro è in mossa composizione, si sta ricominciando e nessuno che abbia ragione può scommettere seriamente sull’avvenire. Eppure un dato è certo, Enrico ed Angelino stanno disperatamente provando a fare quel salto generazionale che la politica e la società italiana pervicacemente rimandano da decenni. Comunque la si pensi su di loro, il successo del loro tentativo rappresenterebbe il grimaldello per scardinare la porta arrugginita che immobilizza le stanze del potere in Italia e della società nel suo complesso. Comunque si giudichino Letta ed Alfano, la loro relativa giovinezza, pur condita da quasi vetusta militanza politica, è l’ ultima chance per entrare nel futuro. Due apripista che dovranno necessariamente essere seguiti da altri, certo, ma la cui funzione è in questo momento essenziale, non fosse appunto per una questione anagrafica. E certo potrebbe essere un bene anche per la Sicilia e la provincia di Agrigento che uno dei due protagonisti di questa transizione sia un ragazzo venuto da queste terre dimenticate. Ecco, dopo tanto rumore per nulla ora in Italia ci sono due leader, anzi tre, con Renzi alla finestra e forse già seduto nel salotto buono, la cui scommessa vale già il prezzo del biglietto. Per sapere come andrà a finire c’è ancora un po’ di tempo.

Luigi Galluzzo

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