La Repubblica delle banane, tra complotti ed Expo

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“La situazione è grave, ma non seria”

Ennio Flaiano

Ennio Flaiano

E non può che tornarci ancora in mente Flaiano e quella sua profetica intuizione “la situazione è grave ma non seria” come sempre in Italia. Ancor di più adesso. Tra rottamazioni lasciate a metà e tangentopoli che si rinnovano, un paese senza, sicuramente senza  dignità. Nelle ultime ore è tutto un tintinnar di manette, di faccendieri che ritornano, in galera, di magistrati che si dilaniano tra loro, quelli di Milano, di politici che ripetono “bisogna far pulizia, cambiar registro”.

E tutto accade, anzi scorre, in una sorta di indulgenza generale, che è più che indifferenza, assuefazione verso questo mal di vivere che in Italia è mal gestire, ben rubare. Rubano, se non tutti in troppi, nell’impunità che appare sempre diffusa, senza che si riesca a trovare antidoti efficaci se non le solite grida manzoniane del saremo inflessibili, individueremo, puniremo, faremo. Una sorta di recita senza soggetto, un finale di partita triste e malinconico, un cupio dissolvi dove anche le notizie di un complotto ai danni di Berlusconi da parte dei tecnocrati europei per farlo cadere nel 2011, anche le rivelazioni tardive dell’ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti, un poco come alcuni mesi fa le rivelazioni del giornalista e scrittore Friedman, più che schiarirci le idee ce le confondono ulteriormente.

E così, dentro i Palazzi, i complottisti e i dietrologi di professione o dilettanti si scatenano. È l’America che vuole abbattere la Merkel. È tutta una manovra per far paura ad Angela, no per affossare l’Euro, no per garantire la supremazia del dollaro. E dietro a Renzi ci sono loro, gli americani, ma ci sono loro anche dietro Grillo, loro dietro a tutto e forse pure dietro la rivalutazione di Berlusconi, così tanto per seminare un poco di zizzania in più, un altro po’ di confusione e vedere chi in mezzo al caos vince e poi schierarsi con lui.

Un gran casino tanto per sintetizzare, un casino all’italiana, però, grave, ma non serio.

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