La “Passione” in piazza, come a teatro

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A Racalmuto controversia tra bandisti e portatori dell’Urna. Momenti clou, in tutta la Sicilia, per i riti pasquali. Processioni, cortei, simulacri, bande e drammi umani

Foto di Alessandro GiudiceIl rito antico si ripete, ogni anno e in tutti i paesi della Sicilia. Un rito molto seguito dalle comunità che rivivono la Passione di Cristo attraverso le tante tradizioni, diverse in ogni luogo. Feste religiose che risvegliano le città e i paesi. Momenti di condivisione sociale e di festa, in alcuni casi. E in Sicilia – come raccontato dagli scrittori, da Pirandello a Sciascia da Consolo a Camilleri – le feste diventano anche drammi da palcoscenico. Rappresentazioni che si svolgono nelle strade e nelle piazze, veri teatri di vita.

E può capitare, come spesso succedeva in passato, che il dramma si trasformi in controversia. Come è successo oggi pomeriggio a Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia. Alle 18, puntuale, la processione con l’Urna vuota dalla Chiesa del Monte, portata a spalla da studenti e non, si è snodata per le vie principali per raggiungere la Chiesa del Carmelo, luogo in cui viene ricostruito il calvario. Ma quest’anno – per colpa di un orologio del capo banda che segnava cinque minuti indietro rispetto all’orologio del responsabile dei portatori dell’Urna – la processione se ne è andata in silenzio. I bandistiLa processione dell'Urna senza la banda sono arrivati leggermente in ritardo all’appuntamento e i portatori sono stati puntuali come non mai. L’Urna senza la banda. Con la meraviglia dei più anziani che mai – hanno commentato in piazza e nei circoli – si era vista cosa simile. L’Urna senza la musica! Un piccolo battibecco tra bandisti e portatori che ha fatto sì che parte della processione si svolgesse senza marce musicali tipiche dei riti pasquali.

Per fortuna tutto si è poi sistemato. Regolarmente per tutta la serata il corteo è stato accompagnato dalla banda. Tutti in pace. E vale la pena allora rileggere le pagine del racalmutese Sciascia: “Una festa religiosa è tutto fuorché una festa religiosa… non c’è paese, in Sicilia, in cui la Passione di Cristo non riviva attraverso una vera e propria rappresentazione, in cui persone vive o gruppi statuari non facciano delle strade e delle piazze il teatro di quel grande dramma i cui elementi sono il tradimento, l’assassinio, il dolore di una madre. Ma è davvero il dramma del figlio di Dio fatto uomo che rivive, nei paesi siciliani, il Venerdì Santo? O non è invece il dramma dell’uomo, semplicemente uomo, tradito dal suo vicino, assassinato dalla legge?”.

Salvatore Picone

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