La primavera è arrivata, ma in società e politica è ancora inverno

|




L’esigenza di fare un governo e la consapevolezza che quasi nulla potrà cambiare. Eppure abbiamo bisogno di cambiamento.

La primavera è arrivata. Le margheritine bianche hanno preso il posto di quelle gialle, il verde delle foglie e dei campi è sempre più vivo, ma anche gli altri colori si risvegliano. La luce è cambiata e la vita diventa vita, si fa movimento dolce, mentre gli odori e i profumi ci avvolgono sensualmente. La voglia di dormire aumenta e così pure quei disturbi fisici che si accompagnano quasi sempre al cambiamento di stagione e che stridono così forte rispetto al senso di gioia che la primavera ci offre. Quasi che la gioia sia una colpa e la nostra mente con il nostro corpo non la possa accettare se non con un disagio che si accompagna al desiderio di luce, di sole, di colori, di movimento, di calore, di mare. In fondo la natura fa il suo corso e noi ci rassicuriamo del suo incessante ripetersi nei cambiamenti. I bambini sentono la primavera e pensano già all’estate, il loro futuro quasi tangibile. Molto più tangibile di un futuro sociale e politico che oggi non si vede. In società e in politica è ancora inverno.

La primavera è una allegra e meravigliosa confusione. Ben diversa da quella che viviamo negli affari umani. La situazione del governo è quella che è. Quale governo potrà venire fuori e, stretto da vincoli, dissensi e ricatti, che cosa potrà o vorrà mai fare? Se si guarda all’immediato l’esigenza di fare un governo si presenta naturalmente come una necessità, ma se si cerca di guardare un po’ più in là, verso un futuro neanche troppo lontano, ci si rende facilmente conto di come, date le condizioni attuali, quasi niente potrà cambiare. Eppure abbiamo bisogno di cambiamento. Tutto nella nostra società si sta sfaldando, non solo la politica. La primavera non c’è e dunque non c’è risveglio. Non riesce più ad annunciare né se stessa né l’estate che la seguirà.

Sabato ho partecipato a Sarzana a un seminario sulla crisi dei legami sociali e sulle risposte delle istituzioni, lodevolmente organizzato da Maria Bocchia del Distretto Socio Sanitario. Notevole partecipazione non soltanto degli operatori sanitari, ma anche di insegnanti di vari ordini e gradi. Dalle relazioni e dal dibattito è emerso lo stato di disagio e di confusione in cui ci troviamo nel bel mezzo dell’evidente sfaldamento dei legami sociali in rapporto a istituzioni come la scuola e la sanità. Il modello aziendalistico abbracciato ormai da tutti sta creando solo danni. L’ossessione per i risultati per ogni azienda-scuola o per ogni azienda-sanità in un clima deplorevolmente concorrenziale spinto verso il basso, ha fatto spostate l’attenzione degli operatori e delle famiglie dal valore effettivo della formazione e della cura all’ansia egoistica (l’egoismo non è solo individuale, può essere anche collettivo) di una gara insensata tra scuole e aziende che spinge sempre di più verso le diseguaglianze e il quasi totale disinteresse verso le persone, siano esse gli insegnanti e il loro ruolo, gli alunni e la loro identità, gli operatori sanitari e la loro disponibilità umana, i pazienti e le loro insicurezze. Nelle scuole si è spezzato il legame tra genitori e insegnanti, negli ospedali il lato umano nella sofferenza scompare di fronte ai protocolli. Il diritto si sostituisce alla fiducia ed è diventato il distorto baluardo per individui che annaspano nella solitudine.

Sarà ora di dire basta a questo modello aziendalistico-istituzionale che sta inquinando non solo il nostro paese ma tutto l’occidente? Il primo partito politico che lo dirà con programmi e progetti radicalmente alternativi e credibili, forse ci farà sentire un po’ di primavera in un paesaggio politico che è segnato solo da radi alberi secchi e spogli, quasi fantasmi che giocano ai dadi in un gioco in cui la maggioranza delle donne, degli uomini e dei bambini sono esclusi.

Nella foto Renzi, Berlusconi, Di Maio e Salvini, alcuni dei principali protagonisti della vita politica del nostro Paese

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *