La politica nazionale parla toscano

|




Ma siamo democraticamente diventati un Paese di sudditi in un periodo storico che non somiglia proprio a quello rinascimentale

altLa politica nazionale parla toscano. Il presidente del consiglio, il ministro dell’istruzione, il segretario del Pd, quello di Forza Italia sono toscani. Una bella responsabilità in un momento storico che non somiglia proprio, almeno così mi sembra, al periodo rinascimentale, epoca inimitabile ma di cui ci si fa vanto. E non somiglia neanche a quegli anni creativi del dopoguerra quando in Piemonte si costruiva la Fiat 500 e l’Olivetti Lettera 22, in Emilia si affermavano Ferrari e Maserati, ma in Toscana il prof. D’Ascanio, con una ruota d’aereo inventava la mitica Vespa e i ricercatori di Pisa cominciavano a pensare all’informatica e ai computer.

Siamo nell’epoca della globalizzazione, dove la creatività sembra stare altrove, e noi che almeno potremmo guardare al futuro alimentandoci della nostra storia, stiamo fermi a gestire (male) il piccolo cabotaggio.

Sì, perché comunque la si voglia mettere, il turismo nella nostra regione è determinato dalla storia, l’attrattività della nostra regione è data soprattutto dai monumenti e dal paesaggio che offrono città e campagne, frutto di una stupenda storia, fatta da chi vi ha vissuto e abitato e sedimentata nei secoli. Ma anche le stesse propensioni verso la moda, la cucina, l’ospitalità che oggi oscilla tra particolarità locale e globalizzazione, tra storia e folklore, in un’indecisione che è soprattutto ansia economica, determinano quello che si chiama stile, grazie a cui riconosci i tratti di un’identità quale è quella toscana. Ma lo stile è storia. Nessuno (a parte un dio) crea dal nulla. Si crea sempre da qualcosa e questo qualcosa è offerto dal passato, dalle tradizioni, dagli stili. Anche le singole città e i singoli paesi hanno la loro identità, la loro storia, il loro stile. I cittadini ne vanno sempre e giustamente orgogliosi.

Eppure, niente di tutto questo traspare dai dibattiti in corso nelle città toscane che dovranno eleggere i loro sindaci e i loro consigli comunali. Si fanno nomi, si spettegola, si fanno accordi, si litiga, ma niente traspare su come i candidati vorrebbero la loro città, su come la vivono, su come la immaginano non soltanto qui e ora, ma in prospettiva. Niente visione generale, niente progetti, niente dibattiti strategici sulle cose da fare. Solo nomi e accordi sui nomi. Qualcuno dirà che sto parlando di una politica che non c’è più. Può darsi, ma quella che si è affacciata non ha niente di nuovo. Il prevalere dei rapporti personali sui progetti, lo spostamento della curiosità mass-mediale dalle cose alle persone, alle loro biografie, ai loro umori, tutto molto vecchio. Appartiene all’epoca in cui c’erano i sudditi, che è quel che democraticamente siamo diventati. E’ uno stanco déjà vu, la cui sostanza, al di là dell’essere di destra o di sinistra, è conservatrice.

D’altra parte abbiamo un governo piuttosto confuso sia per la maggioranza che lo sostiene, ma di cui non si accorge nessuno salvo quando la destra, colpita all’improvviso da un altissimo, assai improbabile, senso morale, insorge contro i matrimoni gay, sia per le gaffes che continua a fare, ultima questa nei confronti di insegnanti e bidelli, per fortuna rientrata, ma che avrà conseguenze nella scuola in termini di sempre meno soldi. E mentre giustamente si ripropone l’urgenza della riforma elettorale e della questione del lavoro, il dubbio che si continuerà a tergiversare è assai forte. L’alternativa al senso della storia è il vivere giorno per giorno, ma il carpe diem di Orazio, l’invocazione a vivere il presente va colto nel senso di prendersi la responsabilità dell’oggi senza rimandare a domani, perché il futuro non è un rinvio a quel che puoi già fare ora così come il passato non è una fuga dal presente. In politica le cose sembrano andare diversamente.

Alfonso Maurizio Iacono

da Il Tirreno

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *