La mia vita nella “fabbrica dei sogni”

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Nostro incontro con Giancarlo Montesano: organizzatore e direttore di produzione, produttore e regista. Una vita dedicata al Cinema.

Giancarlo Montesano

“Il Cinema è la fabbrica dei sogni, dove è possibile realizzare anche ciò che non succederà mai nella vita reale. Oltretutto è un laboratorio di idee e di innovazione tecnologica”.

E’ quanto ci dice all’inizio di una piacevole conversazione Giancarlo Montesano, una vita dedicata a tutto tondo al Cinema, come organizzatore e direttore di produzione, produttore e regista.

Quando nasce la tua passione per il Cinema? 

“Devo subito dirti che ho cominciato a lavorare nell’ambiente delle produzioni cinematografiche attratto da un ambiente libero e intraprendente. La passione per il mio lavoro è venuta in seguito, grazie anche al tessuto sociale che permea una troupe cinematografica”

Come sta in salute il Cinema italiano di  oggi?

Direi che ha una leggera influenza, subisce il fascino dei grandi film americani… Ha perso lo smalto del cinema d’autore che ha contraddistinto il nostro cinema negli anni 70 e 80.

Puoi parlare del tuo primo film?

Credo fosse un film di mio fratello, ma non ricordo più il titolo, all’epoca ero segretario di produzione. Ne sono passati di anni …

Hai conosciuto grandi registi come Damiano Damiani, grandi attori, che ricordo hai di queste esperienze?

Bei ricordi e meno belli. Perché come in tutte le professioni incontri persone affabili, dei veri professionisti con i quali il rapporto di lavoro si basa sulla correttezza, a volte sulla simpatia reciproca, a volte purtroppo devi difenderti dalla prepotenza dei cosiddetti maestri. Mi è capitato in un paio di film di dover fare la guerra tutti i giorni per difendere gli interessi del mio datore di lavoro, il produttore che a volte è visto come il padre padrone del film. In realtà un film è un grande lavoro di squadra e registi come Pasquale Festa Campanile, Giorgio Capitani, Carlo Vanzina sapevano trattare la troupe con grande rispetto dei ruoli e delle competenze. Con una regista palermitana non posso dire di aver avuto vita facile, ma nonostante ciò ho portato a casa il risultato, cioè non sforare sul budget fissato e finire il film nei tempi programmati.

Tutti vengono a girare le fiction di mafia a Palermo, non pensi che ripetano sempre lo stesso cliché, le stesse location, che alla fine frena i turisti e dà un’immagine negativa della Sicilia con l’equazione Sicilia uguale mafia?

Purtroppo, come si dice, attacca il ciuccio dove vuole il padrone. E in questo caso il padrone è il pubblico che segue le fiction televisive morbosamente, e con i dati auditel i produttori Rai o Mediaset si devono confrontare, e poi, il “popolo” preferisce vedere un morto ammazzato piuttosto che due innamorati che si baciano. L’arena del Colosseo docet.

Come mai ad un certo momento della tua vita ti sei trasferito in Sicilia, prima a Palermo ora a Marsala?

Veramente sono arrivato in Sicilia, e più propriamente a Palermo, per organizzare il film di Roberta Torre: “Angela”. A Roma c’era ancora tra i miei colleghi organizzatori di produzione una certa reticenza a venire a Palermo, visti i trascorsi a volte poco edificanti di situazioni, diciamo così, malandrine. Io avevo già avuto esperienza facendo il direttore di produzione nel film: Pizza connection di Damiano Damiani e non ho avuto alcuna titubanza ad accettare l’incarico. Finite le riprese mi sono fatto convincere a rimanere in Sicilia, allettato dalla possibilità di formare una squadra che potesse attirare le produzioni romane ed offrire loro maestranze competenti. Il tempo mi ha dato torto, nel 2000 non c’erano i presupposti che poi molti anni dopo hanno permesso la produzione di pellicole come il Commissario Montalbano. Poi, con una nuova compagna, abbiamo deciso di andare a vivere in una cittadina meno caotica di Palermo e, detto tra noi, Peppe per Peppe mi sarei tenuto il mio di Peppe, cioè Roma.

Prima il nostro cinema aveva un fascino maggiore nel mondo: Fellini, Rossellini, Visconti, Risi, Pasolini, De Sica. Ed ora qual è la situazione?

E’ cambiato il modo di raccontare le storie, il neorealismo è tramontato con i nostri più grandi registi e le Major americane hanno spostato l’attenzione del pubblico su film d’azione, molto spettacolari ma, a volte, poveri di contenuto.

Che mi puoi dire di Cinecittà? Prima era la sede del grande Cinema con lo studio 16, oggi è diventato il set per il sottoprodotto televisivo?

Il più grande teatro di posa europeo era, e lo è ancora, il teatro numero 5 dove amava girare Fellini. Ma a parte i teatri di posa a Cinecittà un regista  poteva entrare con una sceneggiatura sotto il braccio e uscire con le pizze di pellicola pronte per essere spedite nei maggiori capoluoghi. A Cinecittà c’era tutto, i più bravi costruttori teatrali, gli studi di doppiaggio, le moviole del montaggio, il laboratorio di sviluppo e stampa delle pellicole, i magazzini di arredamento, il più famoso laboratorio di calchi in gesso con le riproduzioni delle statue usate per i film storici e non, per finire con la mensa e gli uffici. C’era veramente tutto. L’avvento delle produzioni televisive a mano a mano ha fatto morire tutte quelle lavorazioni non necessarie per un prodotto digitale.

Qual è il segreto per realizzare un ottimo film?

Una buona sceneggiatura, se non c’è quella tutto il resta conta poco. Scegliere dei bravi professionisti, ognuno per le sue competenze, ed amalgamare il tutto. Il resto, come diceva Philip Henslowe in Shakespeare in love,
Mr. Fennyman, permettetemi di spiegare in merito agli affari teatrali. La condizione naturale e’ quella di ostacoli insormontabili sulla via di un imminente disastro.

Quali sono i registi che oggi ti affascinano?

Devo dire che ho sempre amato i film di Quentin Tarantino per il cinema americano e Fellini e Pasolini per il cinema italiano. Tra i contemporanei direi Crialese e Muccino.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Portare a spasso il cane ah,ah,ah …..  Scherzo, però, come diceva  Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto”.

 

 

 

 

 

 

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