“La lunga strada di Rita”

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“Le NOBELDONNE”. Rita Levi Montalcini: molto più che un premio Nobel per la Medicina!

Rita Levi Montalcini

A lei in Italia sono state intitolate varie strade, viali e piazze: anche alcuni istituti scolastici portano il suo nome, grazie anche all’iniziativa dell’Associazione Toponomastica femminile con la campagna “La lunga strada di Rita”.

“Abbiamo tre carte da giocare per salvare il pianeta: modificare l’educazione per l’infanzia, dare spazio agli adolescenti, cioè alle generazioni che devono essere introdotte nella società, far entrare in azione la componente femminile del genere umano”.

In questa sua frase è racchiuso il suo invito di donna e di scienziata all’intera umanità. Chi l’ha conosciuta la ricorda come una persona determinata, disponibile, aperta al dialogo e attenta alle richieste e ai bisogni dei giovani. È stata sensibile ed attiva in tante campagne di interesse sociale e umanitario: forte è stato il suo impegno contro le mine antiuomo ed ha sempre sollecitato ad un “senso di responsabilità” degli scienziati nei confronti della società.

Nata a Torino nel 1909, Rita Levi Montalcini, viene insignita del Premio Nobel per la medicina nel 1986. Al di là del prestigioso premio, quello che Rita ci ha lasciato in eredità è un tesoro che va custodito e che non tutti conoscono.

Nel suo saggio “Abbi il coraggio di conoscere” afferma perentoriamente che non esistono le razze ma esistono i razzisti. Così scrive: “È imperativo rendere consapevoli i giovani delle tragiche conseguenze di odi fomentati da differenze sociali, religiose, politiche e da tabù tribali che nelle civiltà più evolute assumono caratteristiche razziali: Contro questi veleni, che ammorbano l’atmosfera, è possibile immunizzare i giovanissimi non ancora contaminati dalle campagne politiche e non ancora ubriacati dagli slogan. A quanti – genitori e docenti – sono in quotidiano contatto con la gioventù, si impone il compito di incoraggiare questo atteggiamento critico e di ridare ai giovani il senso del valore”.

La grande scienziata, nel 2001, si rese conto che il suo personale successo era legato all’opportunità di avere potuto studiare e decise che questa opportunità doveva essere data a tutte le donne, soprattutto a quelle più svantaggiate dei paesi africani. Insieme alla sorella gemella Paola istituisce una fondazione che porta il suo nome e che ancora oggi opera nel ricordo del suo monito e del suo impegno.

La costituzione della “Fondazione Rita Levi Montalcini” fu un generoso atto di impegno intellettuale e morale supportato concretamente da una cospicua parte del suo patrimonio personale. Ad oggi, 12.466 bambine e ragazze in trentasei Paesi dell’Africa, hanno potuto beneficiare di corsi di alfabetizzazione, frequentare scuole primarie e secondarie, accedere a corsi di formazione universitaria, master dottorati, specializzazioni. Tutto ciò è nato dalla sua ferma convinzione che “l’istruzione è una leva per lo sviluppo della società nel suo complesso, le risorse investite sulle donne ritornano ed ogni donna alfabetizzata crea una società migliore, è una sorta di chiave di volta per spezzare il circolo della povertà”.

Proprio alle donne si rivolge un appello di Rita: “È auspicabile che le appartenenti al sesso femminile possano oggi redigere un manifesto simile nello spirito a quelli promulgati in difesa non soltanto dei diritti della donna ma dell’intera umanità, e possano unirsi compatte per affrontare le problematiche che si presentano in questo inizio di terzo millennio. E lo facciano al di là delle differenti ideologie e dell’appartenenza a ceti e nazioni, ai fini di promuovere una campagna avente lo scopo un futuro sostenibile per l’intero genere umano”.

È questo appello che dobbiamo raccogliere quando onoriamo la sua memoria. Sicuramente lei voleva essere ricordata non tanto come vincitrice di un Nobel ma come donna impegnata nella costruzione di un pianeta migliore, nella costruzione di un mondo in cui scienza e conoscenza devono mettersi al servizio dello sviluppo umano e soprattutto un mondo dove le donne non siano più discriminate. E proprio nelle mani delle donne depone la sua convinzione che il genere femminile sarà quello che, adeguatamente supportato, riuscirà a disattivare i meccanismi che portano agli eccidi di intere popolazioni; è necessaria, afferma: “la partecipazione delle donne a pieno titolo nel fronteggiare i pericoli che incombono sul genere umano e sull’intero pianeta”.

Ester Rizzo

L’impegno costante di Rita nell’incentivare l’istruzione femminile si evince da questa sua frase scritta e ripetuta più volte: “garantire pari opportunità nell’istruzione ai bambini di ambo i sessi è uno degli strumenti fondamentali per combattere la discriminazione di genere, sostenere le bambine nell’accesso all’istruzione arreca benefici profondi e duraturi che, negli anni, si possono trasferire alle loro famiglie e alla società nella quale vivono. Bisogna assolutamente mettere argine agli orrori della condizione femminile di alcuni paesi perché noi siamo un’isola di benessere circondata da un mare in fiamme. Se non diamo aiuto oggi pagheremo domani. Sono convinta che aiutando le donne si possa guardare a una società globale volta alla libertà di crescita e di sviluppo degli individui dell’intero globo […] bisogna comprendere l’enorme potenzialità non riconosciuta all’altra metà del genere umano. E mi rattrista il pensiero di quante capacità femminili siano scoraggiate, di quante riserve di intelligenza possano restare inutilizzate. Non sempre per cambiare le cose c’è bisogno di violenza, molto spesso basta l’indignazione: se queste ricchezze sommerse di cui sono portatrici le donne vedranno un giorno la luce, allora sarà enormemente più facile superare quelle crisi che minano oggi le relazioni e la pacifica convivenza tra i popoli”.

Rita Levi Montalcini: molto più che un premio Nobel per la Medicina!

foto da internet

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