La Iena, la mafia e Angelino

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Pif esordisce alla regia, ma il film è ancora senza nome

Il titolo ricorda troppo il libro di Angelino Alfano

La Iena PifAllora se dico “La mafia uccide d’estate” cosa vi viene in mente? Ovviamente il libro di Angelino Alfano, uscito circa un anno fa dove il giovane ex guardasigilli racconta la sua carriera politica fino a ministro della Giustizia nel governo di Berlusconi. Ovviamente. Ma se tra “uccide” e “d’estate” aggiungo un piccolo avverbio di appena due sillabe – solo – a cosa altro pensate? Ah, ecco, ci siete: “La mafia uccide solo d’estate”. Ma non era questo il titolo provvisorio che la Iena Pif (al secolo il palermitano Pierfrancesco Diliberto) aveva scelto per il suo primo film da regista, pronto da qualche settimana e in uscita tra pochi mesi? Provvisorio è vero, e che però rischia di non essere più questo. Certo, Pif lo aveva scritto almeno tre anni fa, ma purtroppo Angelino lo ha battuto sul tempo e quindi Pif adesso è spiazzato.

E qui comincia il tormento del nostro regista: che fare, cambiare tutto anche se, a detta di Pif, lui lo aveva scelto prima? Oppure lasciare questo titolo e chi se ne importa se si creerà confusione? Magari nella confusione uno dei due ci guadagna. Però certo ‘sto titolo che subito fa pensare ad Alfano… maledizione, ma perché Pif non l’ha annunciato subito quando ha iniziato a scrivere la sceneggiatura? Oggi il problema sarebbe di Angelino.

Angelino AlfanoMa poi come gli è venuto in mente ad Angelino che la mafia uccide d’estate che, come dice il regista “non è vero e nemmeno è un detto: sospetto una soffiata ad Alfano che ha intitolato così il suo libro”. Mah, che consiglio potremmo dare per aiutare il nostro Pif tormentato? Cambialo, meglio non confondersi con Angelino. No, non cambiare, che ti importa di Angelino!

Comunque vada e qualsiasi sia il titolo non vediamo l’ora di goderci questo film, una commedia romantica che ci racconta la Palermo a cavallo degli anni ’70 e ’90, la Palermo della guerra di mafia, attraverso gli occhi di un bambino, con ironia e tenerezza e perfino con una carica di impegno civile che mostra un modo nuovo di rappresentare l’antimafia. E allora: in bocca al lupo Pif!

Anna Rita Peritore

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