La guerra di potere contro Farm Cultural Park

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FAVARA. A meno di ventiquattro ore dall’intesa annunciata tra Farm e amministrazione comunale, alcune installazioni vengono messe sotto sequestro. Cosa c’è dietro a queste decisioni? Chi comanda a Favara? Qual è il vero obiettivo delle ostilità contro uno dei più importanti centri culturali della Sicilia? Prova a rispondere Gaetano Savatteri

Tutto risolto? Certo. Incontri, sorrisi, strette di mano. Farm Cultural Park è salva: l’ordinanza di ripristino dei luoghi, uscita all’improvviso dagli uffici comunali che ha fatto parlare mezza Italia, sarà revocata. Ma siamo a Favara e siamo in Sicilia.

Sequestro alla Farm

Questa mattina, gli addetti del Comune di Favara, a meno di dodici ore dall’intesa raggiunta con l’amministrazione comunale, transennano alcune installazioni e collocano un bel cartello, leggermente sgrammaticato: “Comune di Favara. Struttura sottoposto a sequestro”.

A me non piace la definizione di “vicenda pirandelliana”: non mi piace perché derubrica i fatti a situazioni paradossali e buffe, da risolvere con una risata amara.

Qui la cosa è molto più grave e molto più seria. In una delle capitali dell’abusivismo edilizio d’Italia, è stata  presa di mira l’unica realtà che in questi anni ha dato lustro e ha fatto da volano economico all’intera città.

Miopia? Burocratismo ottuso? “Tutto sempre più bizzarro. Quasi un’opera d’arte”, scrive amareggiato ma non rassegnato Andrea Bartoli, uno dei patron della Farm sulla pagina facebook. Ma qui, come dicevamo, la cosa è più grave e più seria.

C’è l’ipotesi più banale che al Comune di Favara la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. Ma questo farebbe pensare a una buona fede magari un po’ sciatta. Penso invece che l’obiettivo sia molto più sottile e fosco: da una parte ci sono alcuni apparati che evidentemente hanno un doppio bersaglio. Il primo è la Farm, perché avendo fatto parlare di Favara e avendo accresciuto la sensibilità della collettività per la propria città, Farm Cultural Park rappresenta ormai un attore di disturbo in un territorio dominato a lungo dall’abuso e dal malaffare. Il gioco è vecchio e conosciuto:  facciamo diventare il bello un po’ brutto, trasformiamo gli onesti in quasi disonesti. Insomma, il nero se non tinci, mascaria.

Sequestro alla Farm

Ma il secondo obiettivo è quello di realizzare un braccio di ferro con l’amministrazione comunale, stretta tra le ragioni di una burocrazia sempre più onnipotente, in tutti gli enti locali, e la necessità di preservare la realtà realizzata da Andrea Bartoli e Florinda Sajeva. La presunta vicinanza politico-culturale tra Bartoli (indicato più volte da Beppe Grillo come uno degli esempi della Sicilia che sta cambiando) e la sindaca di Favara Anna Alba, eletta con il Movimento 5 Stelle, aggiunge pepe al conflitto, mettendo sempre più in imbarazzo la giunta che pubblicamente non riesce a prendere le distanze né dai suoi uffici né dalla Farm. In definitiva, la sindaca ne esce sempre più indebolita, come una che non sa quali ragioni far prevalere.

Il cartello e l’atto di stamattina, che naturalmente saranno veicolati come “atti dovuti”, ben stabiliti da leggi e norme (ma come non riuscire a trovare una norma adatta in un’Italia che ne ha più di mezzo milione?), sono l’ennesimo capitolo di una guerra che ha due fronti: quello esterno, contro Farm Cultural Park, e quello tutto interno agli equilibri politici e di forza del palazzo comunale. Il risultato è quello di far sprofondare tutto nel peggio, far rassegnare i forti, indebolire le istituzioni, far calare di nuovo su Favara la notte in cui tutti i gatti son bigi, tutte le case sono abusive, tutti i disonesti sono un po’ onesti e viceversa.

A Favara si sta giocando una partita importante che riguarda tutta la Sicilia.

Sequestro alla Farm

Vincerà un sistema burocratico senza nome e senza volto (lo stesso che nei Comuni e alla Regione e nelle Asl, con le dovute eccezioni, impedisce e ostacola ogni attività imprenditoriale e privata, svilisce i diritti individuali, annichilisce le iniziative)? O vincerà la forza del cambiamento?

Io sto con Farm Cultural Park, perché questa guerra dei nervi è la guerra del nostro futuro immediato. Queste non sono vicende pirandelliane: troppo facile liquidarle così. Questa, al momento, somiglia tanto a una guerra di potere.

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5 Responses to La guerra di potere contro Farm Cultural Park

  1. Pasqualino Rispondi

    4 agosto 2017 a 14:58

    A Favara stanno mettendo la “mascara” al movimento cinque stelle: è facile proporsi come grillini solo per prendere voti.
    Nei fatti sono peggio degli altri

  2. Ignazio Marchese Rispondi

    4 agosto 2017 a 20:18

    Semplicemente: VERGOGNA!
    Attaccare in qualsiasi modo una struttura come la Farm suscita una sola risposta: VERGOGNA!

  3. Giuseppe Figliola Rispondi

    5 agosto 2017 a 9:16

    Politicamente non so cosa e chi ci stia dietro la Farm ma mi pare ovvio che se Stato e Regione fanno le Leggi ed i Comuni le Ordinanze… bisogna rispettarle, tanto più se ci si propone come Ambasciatori di rinnovamento culturale e legalità. Dura Lex sed Lex. Il putiferio che si è scatenato su questa vicenda non è, attenzione, sulla legittimità dell’Atto di ripristino dei luoghi ma, mi pare di capire, sul dovere mantenere un’occupazione di suolo pubblico (e di corrisponderne i diritti) ben oltre quello che è stato concesso. E’ legalità questa? Se poi ci si vuole intestare concretamente e non a parole delle lotte contro l’abusivismo non penso che qualsiasi persona rispettosa del “giusto” abbia difficoltà. Potrebbe essere un’ipotesi di lavoro anche per la Farm Cultural Park. Quindi, uniti sulla innovazione della Farm di Favara ma anche convinti che, rispettando le Leggi vigenti, nessuno ne uscirà nè tinciutu nè mascariatu.

  4. Valentina Rispondi

    5 agosto 2017 a 15:59

    La cosa meravigliosa è che Farm è nata semplicemente da un’idea di amore e rispetto per la propria città in declino totale…Florinda ed Andrea hanno creduto di far qualcosa di buono e speciale quanto unico per la propria città. …basando quest’idea sulle proprie forze…idee ed originalita’!!!
    NON CI STA’ DIETRO NESSUN PARTITO POLITICO…già dimostrato dall’idea….perché i politici o chi esso sia mai avranno un’idea così stupefacente perché pensano solo ad incrementare egoisticamente le loro tasche.

  5. Ignazio Marchese Rispondi

    9 agosto 2017 a 0:42

    E se qualcuno si fosse inventato questo braccio di ferro fuori da Favara? E se gli equilibri politici che contano stessero giocando una partita ben al di sopra di Favara?

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