La Fondazione Sciascia e il suo lavoro con le scuole

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POLEMICA. Zino Pecoraro interviene nel dibattito aperto da questo giornale sulla Fondazione Leonardo Sciascia. E ricorda le iniziative con le scuole per le giornate sciasciane

Non entro nel merito delle varie tesi che sono state proposte in questo giornale, che Sciascia mostrò – a suo tempo – di apprezzare  tanto. Mi pare però che la direttiva comune di tutti gli interventi, tranne – beninteso – quelli che provengono dalla famiglia Sciascia, sia solo verso una direzione: il paventato pericolo della chiusura della Fondazione per gravi problemi di staticità strutturale ed operativa.

Zino Pecoraro

Da attento fruitore di tutti i convegni che si sono svolti presso la Fondazione, appena dopo la sua apertura – e ai quali  posso testimoniare che molti di coloro che propongono i loro contributi ora, erano assenti o presenti solo per mere ragioni istituzionali (cioè toccata e fuga) – le cose organizzate dalla Fondazione sono andate sempre allo stesso modo, direi in proporzione alle disponibilità finanziarie: si comincia con convegni di grande spessore con la presenza di studiosi provenienti da tutto il mondo e man mano – direbbe Sciascia, finanziamenti scemando – si è ridimensionato il numero dei relatori e degli invitati.

Ma questo non significa che l’attenzione rivolta all’opera di Sciascia sia del tutto scomparsa. Ogni anno in occasione della data della dipartita dello scrittore si svolgono due giornate sciasciane, che coinvolgono studenti delle scuole superiore della provincia e di province viciniorie.

Ogni anno due studiosi dell’opera sciasciana, la prof.ssa Rosalia Centinaro e lo scrivente prof. Zino Pecoraro ( senza alcun dispendio economico per la Fondazione) si fanno carico assieme agli impiegati della Fondazione della fase organizzativa. Ai due professori è toccato il compito di recarsi in alcune scuole, che ne hanno fatto richiesta, per illustrare il tema scelto per il convegno.

Nelle due giornate conclusive ai due professori  spetta il compito di proporre una relazione sul tema scelto, che in genere approfondisce in maniera monografica un’opera singola dello scrittore. La Giornate sciasciane hanno avuto l’onore di annoverare tra i relatori i docenti universitari, i proff. Di Grado, Castelli, Traina, Curreri ed altri.

Per completezza di informazione si trascrivono i temi trattati nei vari anni: 2010, Le donne nell’opera di Sciascia; 2011, Affaire Moro; 2012, Morte dell’inquisitore; 2013, l giorno della civetta; 2014, La scomparsa di Majorana; 2015, Gli zii di Sicilia; 2016, Le parrocchie di Regalpetra; 2017, L’onorevole.

Il 20  e il 21 novembre di quest’anno gli studenti di alcune scuole medie superiori delle provincie di Agrigento, Siracusa e Catania si impegneranno a discutere del testo poetico di Sciascia: La Sicilia, il suo cuore.

Se quelli che paventano il crollo della Fondazione avessero partecipato a questi incontri, avrebbero capito quale importanza ha lo studio dell’opera sciasciana tra i giovani e quante risorse realizzative sono capaci di mettere in campo gli studenti. Alludo in particolare alle originali messinscena de L’Onorevole.

Forse queste manifestazioni, che tanto sarebbero piaciute a Sciascia per lo spessore formativo e per la stessa semplicità, sono figlie di un dio minore e nessuno ha avuto il coraggio di citarle?

Gent.mo Pecoraro, la ringraziamo per il suo intervento. Questo giornale ha sempre seguito le giornate sciasciane e ne ha dato ampiamente conto come risulta dagli articoli qui sotto e da molti altri che abbiamo pubblicato ad ogni appuntamento.

“Giornate Sciasciane”. Protagonisti del primo incontro gli studenti

Un esercito di studenti per Sciascia

 

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