La “Festa dell’Architettura” accende i riflettori su Lampedusa

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Rino La Mendola: “Per una settimana l’isola sarà luogo di scambio culturale, etnico e socio-economico tra l’Europa e i paesi del Nord-Africa”.

Rino La Mendola

Rino La Mendola

Presentato il Workshop che anticipa la “Festa dell’Architettura 2014”: illustrato anche il nutrito programma degli eventi che ​lo​​ seguono. Nel corso della conferenza stampa, trasmessa tra l’altro in diretta streaming, è stato illustrato il programma del Workshop che, organizzato dall’Ordine provinciale degli Architetti, dalla Fondazione Fondazione “Architetti nel Mediterraneo” e dalla Consulta regionale degli Ordini degli architetti di Sicilia, dal 9 al 12 giugno sarà ospitato dalle sale poste al primo piano della nuova stazione aeroportuale di Lampedusa. Un centinaio sono i giovani professionisti che da ogni parte del Mediterraneo parteciperanno a quattro giorni di incontri, dibattiti, laboratori che hanno come unico filo conduttore “Emergenza ed ospitalità in architettura”, che è poi il tema della “Festa dell’Architettura” 2014.

Per Rino La Mendola, vice presidente nazionale del Consiglio nazionale degli architetti e presidente della Fondazione “Architetti nel Mediterraneo”, la “Festa dell’Architettura” promossa dal CNA in collaborazione con la Consulta Regionale, con la Fondazione AMF Agrigento e con l’Ordine provinciale degli Architetti, è “finalizzata ad accendere, per una settimana, i riflettori su Lampedusa, come luogo di scambio culturale, etnico e socio-economico tra l’Europa ed i Paesi del Nord-Africa che si affacciano sul Mediterraneo, esaltando la sua naturale vocazione all’accoglienza ed all’integrazione sociale, mettendo in luce le straordinarie potenzialità di una terra che, per la sua felice collocazione geografica, dovrebbe autorevolmente assumere il ruolo di cerniera culturale, politica, socio-economica e commerciale tra l’Europa ed i Paesi del Mediterraneo. Tutto questo, puntando sull’architettura quale linguaggio di confronto tra i popoli, in grado di superare le divergenze politiche e talvolta religiose che spesso impediscono un proficuo confronto tra le civiltà del Bacino del Mediterraneo, che costituisce peraltro la vera culla del linguaggio architettonico mondiale”.

festa dell'architettura 2014La manifestazione, tra le tante iniziative che si svolgono durante la settimana, ospiterà un Workshop internazionale di quattro giorni che, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Ordine provinciale degli Architetti, Massimiliano Trapani “alimenterà un confronto tra le scuole di architettura dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sul tema dell’architettura per l’accoglienza, ponendo in risalto la figura dell’architetto quale operatore interessato e specializzato nella risoluzione di una tematica sociale quale l’integrazione tra i popoli anche in situazioni di emergenza: cercando, quindi, di riprogettare il paesaggio e le città in funzione di quelle “contraddizioni” (residenti-migranti in transito; culture diverse etc) che trovano una “sintesi” in quei luoghi dell’abitare, dell’espressioni e manifestazione dell’essere e dell’arte, in cui possano convivere. Giovani architetti e studenti, italiani, egiziani, tunisini e libici, avranno modo di partecipare, durante il giorno e dopo dei sopralluoghi mirati, a laboratori svolti in collaborazione con i docenti dei corsi di progettazione architettonica delle facoltà di Architettura di Palermo, Agrigento e Catania, volti a produrre idee ed elaborati sul tema de “L’architettura dell’accoglienza declinata in tutti i suoi aspetti contemporanei”, e con questo intendiamo riferirci a luoghi di aggregazione al chiuso e all’aperto, di spazi scolastici e di luoghi dal possibile riutilizzo in chiave culturale cessata l’emergenza.

Quindi, spazi degni in cui accogliere chi fugge da situazioni tragiche ed in cui favorire l’integrazione. Nelle sere del workshop, invece, saranno affrontati, sotto forma di salotto culturale, vari temi quali “L’accoglienza, declinabile negli aspetti relativi alla casa, anche transitoria, e dei servizi collegati”o, ancora, quello degli “Approdi, come rito dell’arrivare ad una meta, momentanea, provvisoria”. Insomma, confidiamo di offrire, anche con la mostra in cui saranno esposti i lavori realizzati, spunti utili a realizzare paesaggi e spazi dove l’architettura sia per tutti, che è alla base della formazione culturale e professionale di ogni architetto. Al termine del Workshop, ai primi 10 studenti in graduatoria verrà assegnata una borsa di studio offerta dal Distretto Lions 108Yb, dal Rotary International Distretto 2110 – Sicilia e Malta e da Eurolingue School srl di Agrigento, che verrà rilasciata agli interessati alla consegna degli attestati di partecipazione”.

La manifestazione prevede anche una conferenza degli Ordini italiani ed un convegno internazionale, che si articolerà in una serie di tavole rotonde finalizzate ad alimentare il dibattito sul tema, fruendo del contributo di star dell’architettura ed in particolare di noti interpreti dell’architettura dell’accoglienza.

Lampedusa

Lampedusa

Sarà, inoltre, l’occasione per il lancio del concorso internazionale “Abitare il Mediterraneo” del cui spirito il presidente della Consulta regionale degli Ordini degli architetti di Sicilia, Giovanni Lazzari, ha detto:“Il tema di quest’anno è legato agli spazi di diffusione della cultura dell’integrazione, tema ampio con cui si cerca di richiamare l’attenzione di un buon numero di architetti che operano nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: speriamo nel coinvolgimento di tanti professionisti stranieri. il tema è ricorrente rispetto alle problematiche del quotidiano e parliamo di diffusione di cultura e integrazione perché abbiamo immaginato di coinvolgere nel premio i professionisti che in questi hanno si sono occupati di spazi mirati all’integrazione sociale: a Lampedusa trattiamo un argomento importante quale quello dell’immigrazione, e riteniamo che gli spazi da destinare a queste persone sia da affrontare con attenzione e grande coscienza, con strutture che diano dignità a chi fugge da fame, guerra e carestie sistemandole in maniera adeguata. L’architettura, con il confronto su questi argomenti, potrebbe stimolare la politica ad adottare soluzioni confacenti a queste problematiche assolutamente attuali”.

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