La famiglia e il suo futuro, tra crisi e speranze

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La famiglia appare in crisi, e da sola sembra non poter reggere la competizione imposta dall’evoluzione dei tempi.

La famiglia costituisce “il luogo nativo e lo strumento più efficace di umanizzazione e di personalizzazione della società: essa collabora in un modo originale e profondo alla costruzione del mondo, rendendo possibile una vita propriamente umana, in particolare custodendo e trasmettendo le virtù e i valori”( Concilio Vaticano II°).

C’è da chiedersi quanto tale visione della Famiglia si coniuga con la realtà di oggi. Non v’è dubbio che la Famiglia è preposta all’assolvimento di precisi compiti educativi e formativi dell’essere umano, ma si pone l’interrogativo se ancora possiede energie capaci di strappare l’uomo dall’anonimato, di mantenerlo cosciente della sua dignità personale, di arricchirlo di umanità e di inserirlo in modo sano nel tessuto della società, atteso che il suo ruolo storico oggi è sempre più messo in discussione e la Famiglia si trova sempre più sola nell’assolvimento dei suoi compiti e mostra le pesanti rughe di un declino che appare inarrestabile.

Di fronte, infatti, ad una società che rischia di essere sempre più spersonalizzata e massificata e quindi disumana e disumanizzante, a causa di vari fattori sociali, politici, morali, che  incidono negativamente, la Famiglia, sottoposta a forti pressioni, appare in crisi.

Fattori fortemente incidenti attengono all’ordine morale e si riferiscono: alla diffusa disgregazione dell’unità familiare, al decadimento dei valori tradizionali nella stima comune, al crescere delle separazioni e dei divorzi e al sorgere di  famiglie parallele.

Altri fattori sono legati  all’ignoranza, alla disistima o alla mancanza di rispetto delle norme umane e giuridiche. Le leggi sempre più permissive non incoraggiano certo principi etici più elevati e non sostengono la stabilità della vita familiare.

La svalutazione poi del  sentimento d’amore, lo sfrenato edonismo, la diffusione della pornografia, la diffusione della droga, la permissività sessuale, l’ostentazione di egocentrismo da parte degli stessi membri della famiglia, sono tutti sintomi distruttori che non aiutano la fiducia nella vita e nell’avvenire.

Tutto ciò è aggravato da realtà distruttive, logoranti ed evasive, quali: la piaga perniciosa dell’alcolismo; il diffondersi  sempre più della droga tra gli adolescenti, che, peraltro, non trovando appagamento nelle relazioni familiari o sociali cercano sfogo nell’isolamento e nella alienazione del mondo virtuale del ciberspazio, che assume sempre più connotazioni preoccupanti, quando non sfocia in atteggiamenti di iperbullismo e  di violenza o, peggio, quando non porta alla fuga estrema nel terrorismo. Altri fattori negativi sono: le precarie condizioni di abitazione, di igiene, di sanità, di educazione, in cui si trova un largo numero di famiglie a motivo della disoccupazione o dei salari insufficienti; la fragilità di carattere causata dai costumi correnti; l’instabilità e l’emotività prodotte dai mass-media e dalle vicende politiche, che non aiutano la serenità dei rapporti tra i coniugi e tra genitori e figli, sempre più segnati dalla ricerca del possesso e del godimento di beni  materiali.

Preoccupa la nuova forma di solitudine che è presente nella Famiglia, i cui membri sembrano avere smarrito il gusto del dialogo e dello stare in armoniosa relazione, presi sempre più dal fascino di una tecnologia invasiva che, con la comunicazione telematica a mezzo di internet, prima, e  il wifi, lo smartphone, il tablet e con l’avanzare dei social network, più recentemente, minaccia sempre più la perdita dell’abitudine a socializzare in maniera davvero umana.

Altre preoccupazioni poi vengono dalle difficoltà degli anziani in famiglia, dalle sfide che si pongono ai genitori nell’educare i figli alla maturità ed alla responsabilità e quindi alla vita, dalle  condizioni economiche, dalle incertezze del futuro, dalle  incomprensioni con il coniuge, dall’assenza di un dialogo costruttivo, che contribuiscono, tutte, a creare disarmonia e disunione.

In breve, la struttura familiare vacilla sotto l’incalzare: delle tendenze  all’individualismo, all’interesse personale, al piacere, che si accentuano; del sottosviluppo morale che ha smarrito il senso dei valori; dell’evoluzione della società moderna che rende sempre più difficile l’equilibrio e la stabilità della famiglia.

D’altra parte assistiamo al diffondersi di concezioni che svalutano l’amore e indeboliscono i legami stabili.  Si corre così il pericolo che la famiglia si destabilizzi e si disgreghi anche  per gli effetti di un fattore negativo presente nella relazione di coppia costituito da una certa corruzione dell’idea e dell’esperienza della libertà concepita sempre più per il proprio egoistico benessere, che favorirebbe, di conseguenza: una errata concezione dell’indipendenza dei coniugi fra loro; le gravi ambiguità circa il rapporto fra genitori e figli; le difficoltà concrete che la famiglia  spesso sperimenta nella trasmissione dei valori;  il numero  crescente di  matrimoni infranti e di divorzi; l’aborto, non sempre voluto anche se praticato.

Dalla svalutazione poi del sentimento d’amore coniugale, che è sempre meno amore pienamente umano, sempre meno atto della volontà libera,  sempre meno forma speciale di amicizia personale, sempre meno  amore fedele, deriva una realtà  difficile, una verità profondamente desolante e priva di misura della vita.

Questi aspetti negativi vengono, inoltre, rafforzati da una opinione pubblica che mette in dubbio la stessa istituzione del matrimonio e della famiglia e che cerca di giustificare altre forme di convivenza.

La famiglia, gravata da così tanti fattori negativi, sempre più ridotta come entità numerica, afflitta da problemi che non consentono rapporti sereni, tende allora  a dissociare  sempre più le relazioni ed i servizi che le sono propri e appare isolata ed instabile, ciò che non facilita l’unione, la comunicazione, la comprensione o la sopportazione e di tanto disagio ne risente la coppia medesima e i figli, ma anche  gli anziani  presenti in famiglia.

Se poi si proietta lo sguardo su una visione più allargata della Famiglia nel Mondo si constata l’esistenza di una realtà familiare drammatica. Esistono al mondo moltissime persone le quali, sfortunatamente, non possono riferirsi in alcun modo a ciò che si potrebbe definire in senso proprio una Famiglia.

Grandi settori dell’umanità vivono in condizioni di enorme povertà, in cui la promiscuità, la carenza di abitazioni e l’irregolarità ed instabilità dei rapporti, l’estrema mancanza di cultura non consentono praticamente di poter parlare di vera Famiglia. Ci sono altre persone che per motivi diversi sono rimaste sole al mondo, come  esistono e persistono variegate forme di abuso in questo settore, sia a  livello nazionale che internazionale, che sfruttano i bambini ed i loro bisogni. In particolare nei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo vengono spesso a mancare alle Famiglie i mezzi fondamentali per la sopravvivenza: il cibo, il lavoro, l’abitazione, le medicine, oltre alle più elementari libertà.

A tutto ciò si contrappone l’ironica realtà dei Paesi ricchi in cui l’eccessivo benessere e la mentalità consumistica, paradossalmente, si accompagnano ad una certa angoscia ed incertezza per il futuro tanto che molti percepiscono la vita non come una benedizione ma come un pericolo da cui difendersi.

La situazione storica in cui vive la Famiglia in Italia e nel mondo si presenta dunque come un insieme di luci ed ombre, più ombre che luci. E’ necessario  allora ricollocare al centro della vita civile ,in tutte le Società, la Famiglia,  nell’accezione che è il fondamentale nucleo sociale e l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutti i suoi membri, in particolare i bambini.

Se da un lato si afferma che la strada per un mondo migliore e per l’avvenire dell’umanità passa attraverso la Famiglia,  dall’altro però  “l’avvenire della Famiglia passa attraverso la sua adeguata preparazione, i cui cardini sono: la freschezza e l’entusiasmo dell’amore, il gusto della bellezza, il desiderio del dialogo aperto, la speranza del domani”, (Giovanni Paolo II°), ma anche attraverso gli  indispensabili sostegni materiali che devono venire dalle Istituzioni pubbliche.

L’odierna celebrazione della  “Giornata Internazionale della Famiglia”, pertanto, se da un lato richiama al valore della Famiglia e apre a nuove speranze, dall’altro sollecita tutti alla necessaria sensibile riflessione sul fatto che la Famiglia da sola non può reggere la competizione imposta dall’evoluzione dei tempi e dal sopravanzare di  mentalità diverse, di diversi costumi e di una cultura, spesso disgregante, di una  società non fatta a misura d’uomo.

Foto da Internet

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