La città ideale per Luigi Lo Cascio

|




“Il rischio dell’ideale è che anziché creare una comunità, crei un distacco poiché è totalmente personale”. Parla così Luigi Lo Cascio del suo film da regista da oggi al cinema. Un thriller morale dove il tema centrale è quello della verità e della giustizia. Nel cast anche la mamma e lo zio, Aida e Gigi Burruano. L’attore siciliano: “Presto tornerò a Racalmuto”

Luigi Lo Cascio tra la mamma Aida Burruano e Catrinel MarlonLo ha ammesso subito. Tornerà nuovamente alla regia. Luigi Lo Cascio esulta senza annacarsi, nel senso più siciliano del termine. E’ contento e parla di questo suo primo film da regista guardando la mamma, la signora Aida Burruano anche lei nel cast, accanto al figlio e al fratello, l’attore Gigi Burruano. Il film – dice Lo Cascio che ha firmato anche il soggetto e la sceneggiatura – è un giallo. “C’è un mistero e si va alla ricerca della verità. L’idea è nata un giorno che a Roma c’era un diluvio pazzesco in cui nel traffico ho assistito a scene apocalittiche, di panico. Così ho pensato alla storia di un uomo che abbandona la sua macchina e si trova a fare i conti con l’arrivo del caso”. “La città ideale”, è il titolo del film.

Città e sogno. Perplessità e aspettative e paure. Come nelle città invisibili di Calvino e nella città dell’anima di Pietro Ghilarducci. Come in certe pagine di Bufalino e Sciascia. Si, Sciascia. Ma dello scrittore di Racalmuto – paese d’origine dei Burruano e quindi di Luigi Lo Cascio, cittadino onorario di Regalpetra – l’attore palermitano cattura i temi della verità, della giustizia e della ragione.Durante le riprese del film

Ma andiamo al film, intanto. Lo Cascio è anche l’attore protagonista. Il personaggio si chiama Michele Grassadonia, è un architetto ecologista di Palermo che ad un certo punto decide di abbandonare la Sicilia, la sua città confusa e colorata, per trasferirsi a Siena, in Toscana. Lui si agita spesso, non sopporta avere panico. Forse è un po’ ipocondriaco. Se ne va a Siena, per lui è una città migliore. Da quasi un anno porta avanti un esperimento nel suo appartamento. Ha intenzione di dimostrare che è possibile vivere in autosufficienza, senza dover fare ricorso all’acqua corrente o all’energia elettrica.
Grassadonia-Lo Cascio fa di tutto per risparmiare. Con scrupolosità maniacale raccoglie l’acqua piovana per lavarsi. Sfrutta la luce della luna per illuminare ogni angolo della sua casa e sfrutta addirittura la con Gigi Burruano pedalata di una bici domestica per poter utilizzare il rasoio elettrico e farsi la barba. Ovviamente non usa l’automobile, preferisce contare solo sui suoi piedi. Tutto perfetto, fino al giorno in cui, fatalmente, il destino ci mette lo zampino, proprio una sera in cui decide di usare la macchina di un amico. E’ da lì che il progetto naufraga, trasformandosi in un incubo inquietante tra accuse, magistrati ed avvocati.

“Ma questo non è un film contro la giustizia né tantomeno contro i magistrati”, ha detto Lo Cascio presentando il film. “Lo definirei un thriller morale dove il tema centrale è quello della verità e della ricerca spasmodica che ne fanno i vari protagonisti perché la verità giudiziaria e processuale ha un’identità diversa da quella personale o assoluta”. Ed ecco l’impegno civile di Luigi Lo Cascio. Kafka, Dostoevskij e Sciascia, uno degli scrittori più sensibili ai problemi morali del nostro tempo, intellettuale sempre alla ricerca della verità con quella sua “nevrosi della ragione”.Luigi Lo Cascio

Interrogato dalla polizia Grassadonia da soccorritore diventerà indagato e precipiterà in un incubo giudiziario: “Mi interessava la verticalità che c’è nell’ambito dell’interrogatorio. Da un lato chi mette la propria vita nelle parole, dall’altro chi cerca di appurare la verità”.
Nel cast, oltre ad Aida e Gigi Burruano, Catrinel Marlon, Massimo Foschi, Alfonso Santagata, Aida Barbagallo e Roberto Herlitzka, per una produzione Bibi film con Rai Cinema.

Si è divertita la signora Burruano durante le riprese del film: “Ho fatto la mamma che si sacrifica per amore di un figlio. Luigi ha insistito tanto per coinvolgermi in questo film e io lo ho accontentato. Ed è stato anche un modo per scoprire qualcosa di lui che non sapevo. E’ sempre stato un grande disordinato e quindi io, da mamma, mi preoccupavo molto all’idea che fosse anche regista di questo film. Pregavo e dicevo: ma come farà? E invece mi ha sorpreso con l’ordine, la disciplina e la pazienza che ha messo in ogni momento di questa Lo Cascio con la mammaimpresa”.
Anche in post produzione c’è la mano della famiglia. Ha firmato il montaggio Desideria Rainer, compagna di Lo Cascio e madre del suo primogenito Tommaso Isidoro: “Anche se è piccolissimo ha seguito ogni fase di questo film visto che era nella pancia della mamma mentre io lo scrivevo e poi lo dirigevo”, ha detto Luigi. E sulla città ideale ha aggiunto: “E’ un orizzonte a cui tendere. Ma il rischio dell’ideale è che anziché creare una comunità, crei un distacco poiché è totalmente personale. Io per esempio vorrei una biblioteca sotto casa. Qui ho scelto Siena come città ideale perché è medievale e rinascimentale, è a misura d’uomo, ha un teatro dentro un palazzo comunale e la accosto alla polis greca, totalmente autosufficiente, capace di creare forme e archetipi”.
E ci verrebbe quasi da dire, scherzando: un po’ come Racalmuto, no?

Salvatore Picone

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *