La bella Racalmuto. Realtà da raccontare: l’ARCI Arcobaleno

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Sette anni di intensa attività per diffondere la cultura della solidarietà. E oggi arrivano i volontari impegnati a lavorare nei campi confiscati alle mafie

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Da quando il Comune di Racalmuto è stato sciolto per mafia, balzando all’attenzione della stampa nazionale e locale, era quasi inevitabile che passassero in secondo piano i fatti e le notizie positive riguardanti il paese, nonché tutte quelle realtà che nel silenzio, con impegno, e districandosi tra mille difficoltà operano quotidianamente sul territorio.

Da oggi vogliamo inaugurare un percorso che ci consenta anche di raccontare un’altra Racalmuto, fatta di persone in grado di promuovere attività solidali e di forte aggregazione. Realtà che con poche risorse e tanto cuore si muovono all’interno del tessuto sociale al solo scopo di migliorarlo.

Il Circolo ARCI ARCOBALENO è senz’altro una di queste. Lo presiede Angela Martorana, per tanti anni docente di lettere in una scuola superiore di Gela e oggi in pensione. La professoressa Martorana è una racalmutese doc, innamoratissima del suo paese. Non nasconde una certa amarezza per le tristi vicende che negli ultimi tempi lo stanno attraversando, ma non per questo scoraggiata. “Anzi è proprio in questi momenti – ci dice – che bisogna far sentire con più forza la voce di quanti credono nella possibilità di costruire un futuro diverso. D’altra parte è questa la finalità con cui nel 2005 è nata la nostra associazione. Noi vogliamo contribuire – ci spiega -attraverso la promozione di attività socio-culturali e ricreative allo sviluppo della comunità in cui viviamo. Miriamo a diffondere una cultura solidale che consenta di valorizzare tutte le soggettività (bambini, donne, anziani, giovani, emigranti) dando centralità alle persone, al di là di ogni differenza di sesso, razza, religione. Ecco perché, sin da quando è nato, gli elementi centrali nell’attività del Circolo Arci di Racalmuto sono stati rappresentati dalla promozione del dialogo, inteso come capacità di ascoltare e di raccontarsi, la costruzione di reti di relazioni finalizzate ad arginare l’isolamento e la solitudine attraverso progetti condivisi di democrazia partecipata”. Obiettivi sicuramente raggiunti se si scorre l’elenco delle tantissime iniziative che l’associazione, negli anni, ha organizzato, e se si guardano, soprattutto le significative immagini che le raccontano.

Racalmuto. Il Castello ChiaramontanoLe attività svolte dall’ARCI di Racalmuto, oggi gemellata con i circoli di altre località italiane, si sono diramate in diversi campi: dall’ organizzazione di eventi culturali, nei luoghi storici di Racalmuto, alle attività di animazione estiva rivolte ai bambini, fino ai laboratori per adulti.

Il Castello Chiaramontano ha ospitato molte di queste iniziative: presentazioni di libri, mostre di pittura e vari incontri tra cui convegni sulla legalità e sulla salute, concerti di musica sacra.
Al Teatro Regina Margherita è invece andato in scena “La scuola in teatro”, un progetto che l’associazione ha promosso per far scoprire la magia dei palcoscenici teatrali agli alunni delle scuole di Racalmuto.
Un appuntamento fisso, ogni anno, è la Sagra dell’autunno racalmutese. Dal 2005, nel giorno di San Martino, la sala consiliare e il porticato del Palazzo Comunale accolgono poeti, cantanti, musicisti e attori che con le loro produzioni popolari animano le serate. Viene, inoltre, imbandita una ricca tavolata di piatti tipici siciliani preparati dai soci e offerti dagli esercenti locali.
Altra interessante e particolare iniziativa è sicuramente rappresentata, dal 2010, dall’estemporanea di pittura, con il paese che viene pennellato dai colori degli artisti provenienti da mezza Sicilia.

Nel luglio 2007, in Piazza Francesco Crispi, particolare successo ha avuto la I Festa della Musica. Un’ iniziativa nata per offrire pari opportunità a coloro che amano la musica e che vuole anche contribuire a “liberarla” dalle leggi e normative che oggi ne soffocano la diffusione come bene comune culturale.
Nei locali del Circolo Arci, inoltre, dal 2009 al nel 2011 si sono svolti laboratori grafico-pittorici, di cucina, di artigianato locale, di decoupage, di attività ludico-ricreative, di sostegno scolastico per alunni svantaggiati

Ma uno degli aspetti che ha contraddistinto maggiormente l’attività dell’associazione, fin dalla sua nascita, è il forte impegno e la sensibilità che il Circolo Arci ha dimostrato nella promozione e diffusione di una cultura della legalità. Dal 2005 ad oggi, infatti, il Circolo accoglie i giovani e i volontari provenienti da varie regioni di Italia, impegnati a lavorare nei campi confiscati alle mafie e affidati alle cooperative sociali.alt

Questo appuntamento si ripeterà anche oggi 20 settembre alle ore 18.00 nella Sala Consiliare del Comune di Racalmuto. L’Associazione accoglierà i volontari dei campi di lavoro che racconteranno la loro esperienza, seguirà un dibattito di approfondimento sul tema “Fare Antimafia”

“L’antimafia sociale costruita dal mondo dell’associazionismo – sostiene Angela Martorana – ha nei campi uno dei suoi principali cardini. I campi sono l’esempio che, anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e il rispetto della persona”. “Inoltre – continua Angela Martorana – essi rappresentano un percorso educativo completo e complesso: le diverse attività che vengono proposte, dal lavoro agricolo a fianco dei soci nei terreni confiscati, agli incontri con le persone e testimonianze, dalle visite a luoghi simbolo fino ad attività di incontro con i cittadini, nonché con le istituzioni e la società civile del territorio, sono parte integrante del percorso educativo”.

Il Presidente dell’Arci ci tiene a sottolineare, a conclusione del nostro incontro, che l’intensa attività che l’Associazione in questi anni ha promosso è stata soprattutto possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione dell’intera comunità racalmutese, in tutte le sue articolazioni, e all’entusiasmo di tutti i soci. “Ma desidero anche rivolgere un ringraziamento particolare a Maria Antonietta Manto, componente del direttivo assieme ad Adele Terrana, – ci dice – per l’impegno sempre costante che dimostra e che rivela la sua grande passione per le cose belle”.

La prima tappa del nostro viaggio nella bella Racalmuto si conclude qui. Ma le cose belle da raccontare sono ancora tante. Il viaggio continua.

     Paolo Terrana

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