La bella Racalmuto. Angela Castellano e la danza del ventre

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La giovane racalmutese, conosciuta in tutta la provincia, racconta la sua esperienza di danzatrice. La musica etnica e i colori dei costumi carichi di passione e femminilità

Angela CastellanoAngela Castellano, studentessa universitaria e maestra di ballo, vista da vicino.

La venticinquenne, volto mediterraneo, ricci e occhi orientali, che ha portato la danza del ventre in un paese del profondo sud. “Quando ballo – racconta – esprimo la mia personalità”.

Ecco la nostra intervista

Cosa è per te la danza del ventre?
E’ uno stile di vita. Trovo che la danza, in generale, sia tra le forme più elevate di espressione nel linguaggio del corpo. Pertanto, anche se fisicamente non in qualunque istante posso danzare, la gente si accorge di quello che sono comunque: dalla postura, da come mi sposto nello spazio intorno a me, da come cammino, ma soprattutto dallo sguardo.

Quando hai iniziato a conoscere e poi praticare questa particolare danza?
La prima volta che vidi una vera danzatrice orientale mi trovavo ad un matrimonio, fui subito colpita dalla sua grazia ed eleganza e con aria sognante dissi tra me e me: vorrei essere come lei, abile ad esprimere la sua femminilità con assoluta delicatezza. Quel piccolo sogno prese forma quando mi accorsi che la materializzazione del solo pensiero mi rendeva davvero felice. E’ stato un ritrovare me stessa. Ho seguito per anni lezioni private e molti stage di danzatrici conosciute a livello internazionale. Mi alleno duramente per ore ed ore senza stancarmi.

La danza del ventre può essere vista come espressione delle nostre emozioni, passioni interiori?
Ballare è sempre stata la cosa che mi fa battere il cuore sopra tutte al La danza del ventre, la sua vitamondo, quando lo faccio è come se mi innamorassi ogni volta, mi brillano gli occhi. Come ogni forma d’arte esprime l’interiorità di chi la crea e la interpreta.

Volendo fare un bilancio da quando hai iniziato a danzare fino ad ora, quale è stato il tuo più grande arricchimento professionale?

Riuscire ad abbattere ogni volta che mi esibisco in pubblico i pregiudizi legati a questa disciplina. Questa è un’esperienza che si rinnova. Ogni volta la vedo come una grande vittoria, mi fa sentire una paladina della mia danza.

Secondo te a Racalmuto la danza del ventre è conosciuta?
No, purtroppo è mal conosciuta. Spesso è proposta, ma non solo a Racalmuto, come una danza volgare e provocante, praticata da donne seduttrici intrise di vanità. C’è molto di più dietro ai costumi scintillanti e alla musica etnica. Essa è principalmente un percorso interiore che mira alla scoperta della propria femminilità, ad acquisire sicurezza di sé, a conoscere il proprio corpo, ritrovare l’armonia e l’equilibrio. Inoltre, per quanto concerne il rapporto danzatrice-pubblico, trovo debba mirare non semplicemente ad entusiasmare ed affascinare, quanto a creare un collegamento emozionale.

Quali sono le tue prospettive professionali?
Mi piacerebbe aprire una scuola tutta mia e su questo ci sto già lavorando. Spero che più persone possano vedermi danzare e riescano a percepire l’amore che ho dentro. Per questo mi piacerebbe molto viaggiare portando la mia arte sui più vari palcoscenici del mondo.

Luciano Carrubba

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