Italia! Benvenuti nel Paese che ha deciso di non decidere

|




E mentre nessuno ha il coraggio di guardare in faccia il disastro, una strana malattia colpisce la politica

Il presidente LettaUna nuova, ma vecchia, malattia colpisce la politica italiana: la sindrome da spappolamento acquisita. In queste giornate, lo avete notato, è tutto un rincorrersi di voglie matte di scissioni. Non vi è formazione politica, vecchia o nuova, che non sia pervasa dal prurito del “lasciamoci così, con molto rancore”. Non solo il Pd dove Renzi fa a gomitate con i vecchi comunisti che lo vorrebbero infilzare in uno spiedo pur di impedirgli di prendersi il partito e Chigi in un boccone solo.

Guardate il Pdl ad esempio, con il Cavaliere impelagato tra le sentenze giudiziarie che potrebbero metterlo ai bordi della scena, ma il fatto veramente eclatante è che anche le due formazioni più nuove e per questo si pensava immuni da isterismi, sono già un colabrodo di coesione. La Scelta Civica di Monti che neppure è nata ed è già pronta a farsi in tre: montiani ortodossi, montiani eterodossi e casiniani. E poi c’è il Movimento Cinque Stelle, era il fior dell’avvenire , è già stato retrocesso a non partito come gli altri, tuttto un brivido di “me ne vado per conto mio qui non c’è democrazia” a cui si risponde con invettive veementi sulla rete “traditori, servi del potere” se non fosse molto seria la malattia del Paese ci sarebbe solo da ridere, una sublime commedia all’italiana nel solco della migliore tradizione del bel cinema che fu.

E’ invece il dramma vero della governabilità, mentre si ciancia di riforme delle Istituzioni che hanno il sapore amaro delle cose che non si faranno mai, mentre il premier Letta o dell’indecisione, come ormai lo definiscono i più, quello che, dice velenosamente in Transatlantico un parlamentare che non lo ama “Non riesce più a decidere neppure quale cravatta indossare la mattina”, vivacchia nel dolce far niente, lo Spread risale insieme alla speculazione che brucia miliardi come fossero bruscolini, la ripresa può attendere, l’Europa si allaga, alla Croazia, ma rimpicciolisce in credibilità e peso globale. E’ un’estate quella che è appena cominciata di crisi ed amarezza, la gente non va in vacanza perché ha finito i soldi, i risparmi trasformati in mattone sono ora mattoni sullo stomaco, un disastro annunciato che nessuno vuole guardare in faccia perché troppo orribile da osservare. Chi ci salverà? Lo stellone?

Luigi Galluzzo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *