IPIA “Fermi”. L’Odissea di una scuola vittima dell’incapacità degli Enti pubblici e privati

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Il Preside Casalicchio: “Non finiremo mai di lottare. Il nostro dissenso e la nostra rabbia non si placano. Agrigento non può fare a meno di un istituto dal quale sono uscite le migliori professionalità di tecnici e operatori”

altL’occasione e l’opportunità di presentare sul Vs. giornale on- line la Scuola che dirigo da cinque anni non potevano capitare in un momento peggiore, purtroppo, allorché l’IPIA “E. Fermi” di Agrigento continua a permanere in una situazione di grande disagio in discendenza della sua chiusura avvenuta oltre tre mesi fa per “un potenziale residuo pericolo” che dipende dal famigerato “cemento depotenziato”.
Descrivere quanto finora accaduto diventa un’odissea emblematica di tre particolari condizioni con cui ci siamo scontrati, a partire dall’indifferenza per finire nell’indolenza, passando per l’incapacità di tutti gli Enti, pubblici e privati, che in qualche modo avevano a che fare con la chiusura non di una scuola qualsiasi, ma della più grande istituzione scolastica della provincia di Agrigento, che è diventata oltre che professionale, anche Istituto Tecnico, settore Tecnologico e Polo socio-sanitario, con numeri da “impero formativo”, se solo si pensi ai suoi 1043 studenti, ai quasi 200 operatori scolastici e agli oltre 10 indirizzi di studio.

Basterebbero questi ultimi dati per evitare un disastro immane dovuto alla chiusura di una grande Scuola senza avere preventivamente pensato a congrue soluzioni; ed invece, si è causato un “terremoto scolastico”, pensando di poterlo affrontare con la scuola di pomeriggio, come se fosse stato chiuso il più piccolo plesso scolastico della provincia con un numero di classi e di utenti limitato.In questa terra, la cui prima aggettivazione che viene spontanea è di essere “pirandelliana”, pensiamo che tutto ciò che è stato messo in campo sa di drammatico e paradossale allo stesso tempo, dimostrando come la distruzione sia una cosa eccessivamente facile, mentre la costruzione diventa difficile e impossibile nell’inerzia totale sia amministrativa che politica.Pur tuttavia, abbiamo l’onere e il dovere di continuare ad insistere, di lottare, di sbraitare tutto il nostro dissenso e di dimostrare la nostra rabbia e il nostro sdegno per come sono andate e stanno andando le cose; non è possibile tollerare in alcun modo che una città come Agrigento, già priva di tutto o quasi tutto, possa fare a meno della “Cittadella dell’IPIA “Fermi” dalla quale sono uscite e continuano ad essere travasate le migliori professionalità di tecnici ed operatori che trovano lavoro nelle aziende più accreditate, soprattutto in un momento nel quale la crisi economica è imperante e la richiesta di manodopera qualificata è rilevante.La speranza è che di qui a poco si possa ritornare su questo sito per testimoniare che la caparbia di chi continua a pensare che le cose possono andare in altro modo prevalga e confuti questa “maledizione” che grava su questa terra già dai tempi di Empedocle.

 

Francesco Casalicchio

Dirigente scolastico

 

(Altri articoli dell’IPIA Fermi nella rubrica Cronache scolastiche)

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