Infreddoliti e spaesati, e il cuore di Racalmuto si apre

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Storie di accoglienza e solidarietà. Molti cittadini offrono cibo e indumenti. Ma resta la preoccupazione di un’emergenza senza fine

accoglenza racalmuto

Pane e indumenti per i migranti distribuiti dai cittadini

Ci sono quelli che trasformano l’accoglienza in business. E ci sono quelli, in queste ore di emergenza sbarchi in Sicilia, che diventano protagonisti di vere storie di accoglienza e solidarietà. Storie che spesso rimangono nell’assoluta riservatezza. Come quelle di coloro che spalancano le porte di casa a donne e bambini che arrivano per fortuna vivi dai cosiddetti viaggi della speranza. Come le piccole storie di oggi che arrivano da Racalmuto.

Erano infreddoliti e spaesati. Si muovevano tra le vie e i cortili di un paese ancora in silenzio. All’alba di oggi diversi gruppi di migranti traballavano e battevano i denti per il freddo. Una leggera nebbia alle sei copre ancora i tetti della parte bassa del paese, alla Fontana e nel quartiere di San Nicola. E’ la zona dove sono stati accolti decine di migranti impauriti e sconvolti. Fuori dal cancello della loro casa i coniugi Maria e Peppino Agrò hanno visto undici giovani probabilmente arrivati nelle ultime ore dalle coste dell’Africa.

Maria Zucchetto

La signora Maria Zucchetto ha prestato soccorsi assieme al marito e alla sorella

Abbiamo svuotato i nostri cassetti – ci racconta la signora Maria che ha soccorso il gruppo  assieme alla sorella Lina – avevano fame”. Pane e latte, biscotti, acqua, marmellata. I migranti erano stanchi e indeboliti. “Sentivano anche freddo – continua Mariaabbiamo dato giubbotti e maglioni e scarpe. C’era anche una donna, aveva lo sguardo perso. Hanno chiesto di telefonare ad amici e parenti al nord d’Italia. Parlavano inglese e francese e hanno fatto capire che vogliono raggiungere il nord e altri Paesi europei”.

A Racalmuto stamattina in tanti hanno offerto pasti e bevande e indumenti. In un panificio della piazza i profughi hanno tentato di acquistare con dollari pane e biscotti. La commessa non ci ha pensato due volte a regalare panini e cornetti appena sfornati. “E’ il minimo che si può fare – ha raccontato – e vederli in questo stato è davvero straziante”. Un venditore ambulante, che ha pubblicato alcune foto anche su facebook, ha regalato decine di panini a donne e ragazzi che gironzolavano tra la Matrice e il Municipio in cerca di informazioni su come poter raggiungere Roma o Milano al piu’ presto.

Storie di accoglienza di un paese che prova a dimostrare l’assoluta solidarietà che ha sempre contraddistinto le piccole comunità come Racalmuto che da anni ospita un centro di seconda accoglienza nell’ex ospedale del Carmelo.

migranti racalmuto

Un gruppo di migranti stamattina a Racalmuto

Molti naturalmente restano preoccupati. Ed è normale. Il perdurare dell’emergenza, con i problemi di ordine pubblico e sanitario, preoccupa i cittadini. Nelle ultime settimane la presenza di extracomunitari nella comunità è aumentata. Non mancano tuttavia i controlli del territorio da parte delle Forze dell’Ordine che presidiano notte e giorno il Palazzetto dello sport aperto all’accoglienza.

Gli episodi di oggi tuttavia dimostrano uno spirito di accoglienza non nuovo – un anziano ha offerto caffè, cappuccini e sigarette – e confermano che al centro di un’emergenza tutta europea i siciliani esposti sanno essere protagonisti inconsapevoli di storie di autentica solidarietà.

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