Il sorriso di “Maria Rita” si espande nel cuore della Tanzania

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Dedicato alla farmacista di Grotte, scomparsa nell’agosto del 2013, il nuovo Centro Residenziale di Fisioterapia per bambini disabili a Tanga.

maria rita ciraoloEra il 2 agosto di un anno fa quando Maria Rita Ciraolo, farmacista a Grotte, amata e stimata da un intero paese, dopo avere tenacemente combattuto contro il peggiore dei mali, lasciava questo mondo. Ma il tempo già trascorso, anche se breve, non ha usurato il suo ricordo. “E’ impossibile dimenticare-scrivono i suoi tre figli Salvatore, Michelangelo e Renata, in un toccante libretto che hanno pubblicato nell’anniversario della morte della loro mamma-e non possiamo dimenticare una persona che ci ha amato e che abbiamo amato, così tanto”.

Ma oggi Maria Rita non vive solo nel ricordo dei suoi familiari, dei suoi amici, di quanti l’hanno conosciuta. Il suo sorriso ha raggiunto l’Africa, quella terra martoriata che è la Tanzania, e su inziativa di Casa Famiglia “Rosetta” a lei è stata intitolato il nuovo Centro Residenziale di Fisioterapia per bambini disabili a Tanga.

L’inaugurazione del Centro è avvenuta lo scorso 29 giugno, nel giorno di San Pietro e Paolo. “Giornata triste per me-scrive nel suo diario il marito Pietro Cipolla– il primo onomastico senza il suo bacio o carezza al risveglio”.

Ed è proprio a lui, a questo punto, che lasciamo il racconto di quella giornata.

Dal diario di Pietro Cipolla

“Tre foto della spiaggia meravigliosa dell’Oceano Indiano a due passi dalla nostra “Casa Famiglia”, per augurare buon giorno a tutti, soprattutto ai miei figli Salvatore e Michelangelo che sono di turno in farmacia questo fine settimana. Da oggi per l’ultima settimana, userò l’italiano nella pagina quotidiana del mio diario africano. Vi spiegherò i motivi dopo. Nel giorno dei Santi Pietro e Paolo (fra l’altro nel primo giorno del Ramadan) inizia la mia seconda e ultima domenica a Tanga, con una colazione a base di cassava, patate dolci e mango. La giornata sarà festosa per diversi motivi: celebriamo insieme il quarantaquattresimo anno di ordinazione di Padre Sorce, presidente e fondatore di Casa Famiglia “Rosetta”; inauguriamo il nuovo Centro Residenziale di Fisioterapia “Maria Rita” in onore di mia moglie, morta quasi un anno fa, e “last but not least” celebriamo il mio onomastico. Ma sto divagando: torniamo al diario.

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I miei lettori mi chiedono perché ora in italiano… non so dirvi il vero motivo… non so neanche perché ho iniziato a scriverlo in inglese… diciamo che l’iniziativa di Facebook è partita da due dei miei studenti della 5^ A (Chiara e Miriam) che mi hanno spinto ad utilizzare questo “social network” in gita a Praga. Tuttavia è all’arrivo a Dar Es Salaam venerdì scorso (al mio quarto viaggio in Africa), che ho deciso di utilizzare Facebook per descrivere questa missione fatta insieme a Vincenzo (un volontario di Caltanissetta) e Padre Sorce, per visitare gli orfani (HIV-positivi) nella nostra Casa Famiglia di Tanga, nel nord- est della Tanzania ai confine col Kenya. L’inglese
ovviamente mi è più naturale ed avrebbe stimolato i miei studenti a leggere di più nella seconda lingua studiata al liceo. Il ritorno all’italiano: un modo per allargare la conoscenza di questo meraviglioso paese – con tutti i suoi problemi – e far conoscere l’Associazione Casa Famiglia”Rosetta” e le sue iniziative a più amici e conoscenti. Invece chiedo scusa a tutti i miei parenti e amici americani, inglesi e africani, di questo cambiamento, ma so che in qualche modo mi seguiranno lo stesso. E mi scuso con tutti, per il mio italiano…

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La giornata inizia con la Messa celebrata in inglese, italiano e swahili, con diversi canti in swahili da parte dei bambini (che registro). All’inizio della Messa Padre Sorce dichiara di aver voluto festeggiare l’anniversario della sua ordinazione qui a Tanga per stare vicino ai nostri bambini e per un grande amore per questa terra. I preparativi per il pranzo sono frenetici: il vescovo Monsignor Banzi arriva puntuale alle 13.30, accompagnato dal segretario Padre Thomas, accolto da canti festosi preparati dalla nostra Direttrice Irene. Per un giorno si mangia soltanto italiano: pasta e agnello al forno (specialità di Padre Sorce), una grande torta finale con spumante portato dal vescovo e coca-cola per i bambini. Discorsi conclusivi del vescovo, di Padre Sorce e di Irene. Nel primo pomeriggio accogliamo una bambina gravemente disabile nel nostro nuovo Centro ed alle 18.00 arriva una delegazione numerosa di donne cattoliche provenienti da tutta la Tanzania, portando sacchi di riso, sapone ecc. per i bambini. Fanno il giro della nostra casa visitando soprattutto il nuovo Centro Residenziale di Fisioterapia per disabili.

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Nota finale di questa bella domenica passata insieme (la grande capacità dei bambini di socializzare e di integrarsi fra di loro): i bambini HIV-positivi portano a spasso i compagnetti disabili sulle loro spalle o in bici; addirittura Amiri, un bambino di 5 anni, che riesce appena a camminare, con l’ausilio di un bastone viene aiutato dal gruppo dei maschi, riuscendo a fare una partita di calcio, forse per la prima volta nella sua vita. Uno spettacolo commovente, un elogio all’umana capacità di sopravvivenza e di socialità che dovremmo possedere tutti, anche nelle situazioni più tragiche”.

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