Il signore della corte dei nuovi imprenditori

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Comicia l’epoca del rinnovatore fiorentino. Ma nessuno ha ancora capito cosa sarà in grado di fare

Matteo RenziCinico e spietato, durissimo e determinato, ma soprattutto velocissimo. Di una velocità che lascia gli altri sempre dietro, ecco Matteo Renzi, il rottamatore che divenne Presidente. Così veloce che il povero Enrico Letta, che sulla perdita di tempo, sul rinvio ed il sottotraccia aveva costruito la sua carriera è rimasto talmente spiazzato da capire di essere stato fregato solo quando ormai gli avevano già chiuso e messo fuori le valigie dal Palazzo. E così adesso comincia l’epoca del rinnovatore fiorentino, l’uomo che da ragazzo voleva sconfiggere la sorte sfidandola alla ruota della fortuna, che da giovanissimo frequentava le stanze democristiane, che ha bruciato le tappe conquistando con un blitz Piazza della Signoria e che blitz su blitz è arrivato a Roma.

Il giovanotto che saliva al Quirinale in abito chiaro, che disertava i buffet del cerimoniale e che ora quei buffet li dovrà lui imbandire. L’ uomo del Just Cavalli, il signore della corte dei nuovi imprenditori, il Principe rinascimentale che come un novello Medici deve farsi largo per non venire risucchiato nella palude fiorentina. Lo attendono nuovi e vecchi predoni, l’aria sinistra sinistra del Pd, Berlusconi ed alfaniani, tutti quelli che gli stanno dando il via libera sperando che alla prima curva vada a sbattere. Così sommamente ambizioso che prima o poi, dicono i detrattori digrignando i denti, non potrà che andare a sbattere. Fino ad ora come un Napoleone baciato in fronte da benevole dee non ha sbagliato un colpo, a sbaragliato soverchianti, in apparenza, forze avversarie con l’arma della fulminea incursione, ha bruciato ogni tappa, detto e fatto continuamente il contrario di ciò che aveva detto e fatto un minuto prima. Nessuno in fondo sa veramente però cosa sia realmente in grado di fare. Se chiedi in giro ai fiorentini un giudizio sulla sua esperienza da sindaco ricevi risposte contrastanti, ma il primo cittadino lo si sa diventa l’ultimo dal giorno successivo a quello in cui si insedia. Tra gli elettori del Pd molti che hanno guardato a lui come il salvatore ora si dicono sconcertati per il modo in cui ha agguantato il potere saltando il voto. Dovrà smantellare l’onnipotente burocrazia statale se vorrà avere una chance di entrare nella storia. Dovrà evitare di fare la fine di Monti che arrivato come il Signore che camminava sulle acque, acclamato da un popolo che attende sempre un Messia pronto a sanarlo fa tutti i mali, oggi si presterebbe proprio ad una delle battute fulminanti di cui Renzi è il Signore: Mario chi? Per i più non potrà che fallire, ha fatto un passo azzardato, si è infilato in un vicolo senza uscita. Non ha esperienza di Governo, ammoniscono seri i suoi detrattori, nessuno lo conosce nelle cancellerie europee, ve lo vedete a trattare con Merkel ed Obama, scriveva tempo fa il saccente Scalfari. Dovrà salire vie lastricate di insidie, schivar i colpi di chi medita vendette con trame sotterranee. Gli va riconosciuto il coraggio dell’ambizione e di sicuro sarà uno spettacolo vederlo duellare in aula con i grillini. Se c’è uno più sfrontato del piacione a cinque stelle Di Battista quello è certo Renzi. Ma adesso non basteranno più le sole battute. E’ tempo di dimostrare ciò che realmente si vale.

Luigi Galluzzo

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