“Il Re di Sicilia” e quei personaggi che sembrano quasi pronti per un film

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Presentato a Licata il nuovo  romanzo di Nicolò Licata.

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Affollata ieri nel tardo pomeriggio  la sala del Carmine in Corso Roma a Licata in occasione della presentazione del romanzo di Nicolò Licata “Il Re di Sicilia”. L’evento stato organizzato dal Comune ed ha trovato il consenso del nuovo Commissario Straordinario, dottor Dario Cartabellotta. Ad aprire e chiudere l’evento i giovani musicisti Gaetano e Giuseppe Licata che hanno eseguito brani inediti e della tradizione popolare siciliana. Il saluto istituzionale del Comune è stato portato dal Presidente del Consiglio Comunale, Saverio Platamone.

Poi l’inizio della presentazione con gli interventi diCalogero Carità, Editore e Direttore de “La Vedetta”, di Francesco Pira, sociologo, giornalista e docente di comunicazione dell’Università di Messina e di Tano Messina, autore dell’opera in copertina. Ha concluso i lavori l’autore dottor Nicolò Licata.

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Francesco Pira ha sottolineato la grande capacità comunicativa dell’autore nel suo ultimo lavoro. “Nicolò Licata in questo romanzo è sé stesso. C’è nel volume la passione per la ricerca storica e la sua capacità di essere investigatore anche ora che ha intrapreso la missione di scrittore. In molte pagine  del libro si trovano la sua onestà intellettuale e la sua voglia di giustizia”. Secondo Pira: “i personaggi, tutti ben disegnati e raccontati, sembrano pronti per un film e si muovono tra complicità, mezze parole, allusioni, ammiccamenti, pedinamenti e persino verità nascoste”.

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Calogero Carità ha invece tracciato la storia del romanzo che “narra come nell’antica cittadina siciliana di Girgenti, un investigatore dei carabinieri è alle prese con la misteriosa scomparsa di un barone, proprietario di un feudo e di un importante torre ottagonale risalente a Federico II, nei pressi della valle dei templi. Un astante vecchio contadino, nonostante la sua cecità, appare sin dall’inizio un prezioso testimone per dipanare la strana vicenda che si fa sempre più intricata. Il principale protagonista, con l’aiuto di una bellissima archeologa tedesca, impegnata nella ricerca della tomba del re Minosse, fa emergere una matrice di stampo mafioso che non intende far cessare quella speculazione edilizia”.

Carità ha anche apprezzato l’uso di vecchi detti popolari siciliani utilizzati dai personaggi  per spiegare situazioni a volte misteriose. Ha anche apprezzato la passione dell’autore per la storia e l’archeologia che rappresentano parti importanti del romanzo.

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Tano Messina autore della copertina si è detto onorato della decisione di Nicolò Licata di utilizzare una sua opera. Ha descritto quello che il quadro esprime nei particolare definendone i contorni ed il senso.

Poi le conclusioni dell’autore, soddisfatto anche per la presenza di pubblico, che ha riempito la Sala del Carmine. “Spero ha detto – di poter presentare il libro anche nel nord Italia dove vivo, per far conoscere la mia Sicilia.”

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