Il premio Sciascia? Porta bene ai libri e agli scrittori

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Premi e letteratura. Giorgio Fontana vince il premio Campiello. Tre anni fa era stato il vincitore del premio Leonardo Sciascia- Racalmare. Non è la prima volta che un libro o un autore “battezzati” al premio di Grotte hanno avuto subito fortuna. Segno che la giuria di selezione e dei lettori sanno cogliere i fenomeni emergenti.

Giorgio Fontana

Giorgio Fontana

Giorgio Fontana ha vinto il premio Campiello con il libro “Morte di un uomo felice”. Una ventata di aria fresca, hanno detto alcuni osservatori, al glorioso premio veneziano. Ma prima di quelli di Venezia, i lettori siciliani avevano colto da tempo il valore di Fontana. Il giovane scrittore, infatti, aveva vinto il premio Leonardo Sciascia-Racalmare nel 2012 con il romanzo “Per legge superiore”, sempre pubblicato da Sellerio, quando era stato selezionato nella terna finalista con Roberto Andò (“Il trono vuoto”, Bompiani) e Leda Melluso (“L’amante inglese”, Piemme).

“Una vittoria dei lettori” aveva detto nell’agosto del 2012 Giorgio Fontana, emozionatissimo, subito dopo la vittoria. Pochi mesi dopo, un altro dei finalisti del premio, il regista Roberto Andò aveva riscosso grande successo di pubblico e di critica, in tutte le sale cinematografiche italiane e nei festival internazionali, con il suo film “Viva la libertà”, tratto dal suo romanzo e interpretato da Toni Servillo e Valerio Mastrandrea.

Proprio in quell’occasione, il giurato Gaspare Agnello – che quest’anno si è dimesso dalla giuria di selezione in polemica con la scelta di inserire nella terna finalista il libro “Malerba” – aveva criticato il voto finale, sostenendo che i lettori più giovani avevano privilegiato Fontana perchè il più giovane dei tre finalisti e aveva proposto ripetutamente di eliminare dal premio il voto della giuria dei lettori o di ridimensionarne il peso.

Benedetta Tobagi

Benedetta Tobagi

Se il 2014 è stato l’anno delle polemiche e delle discussioni, che hanno rilanciato il libro di Carmelo Sardo “Malerba”, scritto a quattro mani con Giuseppe Grassonelli, con un’eco mondiale mai raggiunta prima, nel 2010 – il primo anno in cui il premio è stato presieduto da Gaetano Savatteri – il vincitore e’ stata Benedetta Tobagi, con il suo libro “Come mi batte forte il tuo cuore” (Einaudi) sulla figura di suo padre Walter, ucciso dai terroristi nel 1980.

Meno di due anni dopo, Benedetta Tobagi diventa consigliere di amministrazione della Rai e collaboratrice di punta del quotidiano Repubblica. Nel 2010, assieme a lei, in finale, arrivarono anche Simonetta Agnello Hornby e Bice Biagi.

Fabio Stassi

Fabio Stassi

E a proposito di fortuna. Nel 2013, assieme al poeta Valerio Magrelli e al giornalista-scrittore Marcello Sorgi, nella terna dei finalisti arriva Fabio Stassi, con il suo libro “L’ultimo ballo di Charlot”, pubblicato da Sellerio. Stassi, sicuramente meno noto degli altri due finalisti, vince il premio. Il suo libro viene acquistato in diciannove paesi esteri per la tradizione, e Stassi subito dopo conquista anche il Premio Selezione Campiello, come il romanzo più votato dai lettori.

Insomma, il premio Leonardo Sciascia-Racalmare porta bene. E non solo a Carmelo Sardo. Chi passa da Grotte, in breve tempo, ottiene successo e fortuna, come insegnano i casi di Tobagi, Stassi e Fontana. E gli scrittori lo sanno.

 

 

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