Il Pierino di turno che chiede le dimissioni di tutti

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TIC OSSESSIVI. Avevamo promesso di non parlarne più, ma la tentazione è irresistibile. Piccola storia di Piero Carbone, il poeta e intellettuale che in tre mesi ha chiesto le dimissioni di un direttore, di un presidente, di un sindaco e di quattro assessori. A chi toccherà la prossima volta?

E’ vero avevamo promesso di non parlarne più. Era il mese di giugno e avevamo scritto e proclamato che non ci saremmo più interessati del poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone che non perdeva occasione per parlar male di Malgrado tutto, dei suoi giornalisti, dei suoi collaboratori, dei suoi amici e, in pratica, di tutto ciò che passa su queste pagine.

Gaspare Agnello con Piero Carbone (Dal blog Archivio e pensamenti)

Gaspare Agnello con Piero Carbone (Dal blog Archivio e pensamenti)

Ma la tentazione è irresistibile e pochi possono resistere a una tentazione. Soprattutto noi che siamo sempre tentati dalle tentazioni.

E così, in piena contraddizione, riparliamo del poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone. Questa volta per sottolineare un record che ha tagliato in poco meno di quattro mesi. In cento giorni, infatti, il poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone ha chiesto le dimissioni di un direttore, di un presidente, di un sindaco e di quattro assessori.Pierino-contro-tutti-cover-vcd-front

Vale la pena di cominciare dall’inizio. Al principio dell’estate, in un articolo pieno di allusioni (perchè il poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone non fa mai i nomi e i cognomi, ma solo allusioni com’è d’uso tra poeti, scrittori e intellettuali, a differenza di noi che rozzamente facciamo nomi e cognomi per farci capire da tutti), chiedeva le dimissioni del direttore di questo giornale.

Nel suo blog “Archivio e pensamenti” e sulla sua pagina facebook usava la metafora (ah, la metafora, si addice proprio ai poeti, agli scrittori e agli intellettuali) e paragonava la campagna elettorale  a una partita di calcio nella quale l’arbitro, cioè il direttore di questo giornale, tirava in porta svantaggiando una squadra a favore di un’altra. E, naturalmente, ne chiedeva le dimissioni. Non dell’arbitro, s’intende, ma del direttore di questo giornale Egidio Terrana. “E’ ineluttabile. Deve dimettersi”. Ineluttabile, dunque, caro Egidio.

pierino-colpisce-ancoraDue mesi dopo, nel pieno della polemica sul premio Leonardo Sciascia-Racalmare che aveva fatto diventare “caso letterario” dell’anno la presenza del libro Malerba di Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli nella terna finalista, il poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone, si schierava pubblicamente, sul suo blog “Archivio e pensamenti”, con il giurato dimissionario Gaspare Agnello. E naturalmente chiedeva le dimissioni del presidente del premio Gaetano Savatteri: “Si dovrebbe dimettere il Presidente del Premio e non chi si dissocia dagli scantonamenti”. Hai sentito, caro Gaetano? Dovresti dimetterti. E due.

Adesso, il poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone supera se stesso. Commentando l’intervista al sindaco Emilio Messana rilasciata a Salvatore Alfano per questo giornale, nella quale il primo cittadino di Racalmuto sostiene che non si può imporre agli assessori di rinunciare all’indennità, Piero Carbone, comportandosi ancora una volta come Pierino, il primo della classe, spiega su facebook che è tutto sbagliato: “Nell’annuncio, nei titolari dell’annuncio e  negli annunciatori”. Insomma, non si salva nessuno. E poi, per non smentirsi, visto che ci si trova, dice al sindaco Emilio Messana e agli assessori Carmela Matteliano, Paolo Alessi, Totò Picone e a Salvatore Manto qual è l’unico modo per risolvere la questione: “Restituire i voti ovvero dimettersi”. Avete capito, cari Emilio, Carmela, Paolo, Totò e Salvatore?

Di fronte a queste richieste così pressanti, provenienti da un poeta, scrittore e intellettuale del calibro di Piero Carbone, sarà difficile resistere. Ad alcuni di quelli citati già gli scappa di dimettersi, qualcun altro è preso da un incontenibile bisogno di lasciare il proprio incarico. D’altra parte, il poeta, scrittore e intellettuale Piero Carbone in passato ha già dato l’esempio, dimettendosi da assessore. Oppure, no. Adesso che ci penso quella volta non si dimise ma fu mandato via. Ma Carbone non deve preoccuparsi: c’è sempre tempo per dimettersi. A patto che si abbia qualcosa da cui dimettersi.

 

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One Response to Il Pierino di turno che chiede le dimissioni di tutti

  1. A. Rispondi

    8 ottobre 2014 a 8:59

    Mi auguro che la Arciprete D.M. Non sbagli a dire la messa se no anche lui rischia di essere DIMESSO dal suo incarico,dal famosissimo attore (Pi……….)

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