“Il Piano paesaggistico provinciale non convince gli Ordini professionali”

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Per il Comitato interprofessionale (ingegneri, architetti, geometri, agronomi, geologi) lo strumento di pianificazione non risponde alle reali esigenze del territorio.

Un momento della conferena stampa

Un momento della conferena stampa

Errori, omissioni, incongruenze tra le reali necessità del territorio e le scelte operate, tra le effettive destinazioni di alcune aree e quanto riportato nello strumento di pianificazione, il mancato coinvolgimento dei portatori di interessi diffusi, l’errata ricognizione e rappresentazione di zone che devono essere soggette per importanza di carattere storico e culturale, nonché ambientale come nel caso della fascia costiera, a necessaria salvaguardia, ma con vincoli che in alcuni casi bloccano lo sviluppo.

Sono solo alcune delle criticità messe in luce nel documento con cui il Comitato Interprofessionale costituito da gruppi di lavoro degli Ordini delle professioni tecniche invita a una riedizione del Piano paesaggistico provinciale. Uno studio avviato a seguito delle sollecitazioni di Amministrazioni, associazioni e liberi professionisti preoccupati dagli effetti che sul territorio produrrebbe l’adozione del Piano Paesaggistico provinciale così come in atto formulato.

 

Questa mattina i presidenti Massimiliano Trapani per gli Architetti, Domenico Armenio per gli Ingegneri, Germano Boccadutri per gli Agronomi, i consiglieri Salvatore Graceffo e Calogero Pecoraro rispettivamente per il Collegio dei Geometri e l’Ordine regionale dei Geologi hanno, quindi, illustrato alla stampa il primo documento nella storia dell’Agrigentino stilato in maniera congiunta che fungerà, forte dei suoi riferimenti normativi e tecnici, quale utile strumento per le Amministrazioni che produrranno le osservazioni per le necessarie modifiche al Piano.

 

È un atto importante il documento scaturito dalla sinergia degli Ordini e dai Collegi di Tecnici della provincia agrigentina nell’interesse del territorio e della collettività che lo fruisce – ha detto il presidente dell’Ordine degli Architetti Massimiliano Trapani -: un documento che vuole rendere evidenti i limiti del Piano paesaggistico così come formulato e che, senza la dovuta concertazione con i portatori d’interessi diffusi quali anche noi tecnici siamo, presenta lacune, inesattezze e generalizzazioni che potrebbero bloccare il concreto sviluppo della provincia, facendo venire meno il reale intento dello strumento. Abbiamo voluto rendere questo servizio alle Amministrazioni che attraverso la nostra analisi del Piano potranno porre in essere in necessario iter per la riformulazione del Piano stesso”.

 

Per Germano Boccadutri, presidente dell’Ordine provinciale dei Dottori agronomi e forestali, “il piano non tiene conto del sistema agricolo, delle sue evoluzioni e del suo possibile sviluppo a causa dell’utilizzo di una cartografia datata. Ciò che più è mancato è stata la concertazione con noi tecnici che potevamo contribuire alla redazione di un Piano paesaggistico in linea con la realtà territoriale che fornisse un reale apporto allo sviluppo finanziario dell’intero territorio provinciale”.

 

Ciò che più ci preoccupa sono gli effetti immediati delle norme di salvaguardia che potrebbero produrre vere ingiustizie anche: esiti negativi si vedranno nel contrasto con i piani esecutivi non appena entrati in vigore dei vincoli che penalizzeranno molti che, per esempio , hanno investito in opere di urbanizzazione previste negli stessi piani esecutivi comunali. Questo è solo uno dei motivi per cui chiediamo la sospensione e la riedizione di questo Piano”, ha detto invece Salvatore Graceffo, consigliere del Collegio provinciale dei Geometri.

 

Da un punto di vista geologico ci sono dei forti vincoli in aree “a tutela 3”, così come nominate nel Piano, dove non viene permesso un intervento di mitigazione del rischio idrogeologico e di salvaguardia del territorio. Stiamo cercando con forza – ha detto Calogero Pecoraro dell’Ordine regionale dei Geologi – di inculcare negli enti locali e nella società l’importanza di lavorare sulla prevenzione e anche alla luce di questo lo strumento va rivisto”.

 

Anche per il presidente degli Ingegneri, Domenico Armenio, “la concertazione con i professionisti sarebbe stata propedeutica alla redazione di un Piano realmente confacente alle esigenze territoriali. I nostri tecnici hanno svolto un gran lavoro in giro per i Comuni dell’Agrigentino e siamo giunti a redigere questo documento che ci auguriamo consenta al Piano paesaggistico di porsi in linea con le reali nuove conformazioni territoriali e le necessità di sviluppo della nostra provincia”.

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