Il Papa semplice e il cammino

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Nella sua prima omelia Francesco I indica la via per non lasciarsi travolgere

altRoma considera ogni pontefice una sua cosa, uno di casa, li considera con amore e con distacco, sempre. Ma dopo la fumata bianca di ieri, subito dopo quel “buonasera” Papa Francesco sembra aver illuminato una vi nuova dentro Roma. La città che custodisce tutti i segreti sembra aver sentito la novità profonda che arriva da così lontano.

Il primo gesuita, il primo americano, il primo Francesco sembrano segnare già il cominciamento di qualcosa di profondamente nuovo per la città  che fa dell’eternità  immutabile il suo carattere più profondo. Il Papa abituato ad andare in autobus, che paga il conto del suo albergo e che chiede di lasciare aperte le porte delle cattedrali è già  un messaggio rivoluzionario nella capitale che attende l’insediamento del nuovo Parlamento. E forse non è un caso che la sua elezione avvenga proprio nel momento in cui la società  italiana chiede alla politica italiana morigeratezza e rigore. Se il Papa è soprattutto il Vescovo di Roma, la sua guida spirituale, che la guida indichi la strada della semplicità umile per affrontare ed uscire da una crisi che è non solo economica, ma politica e di civiltà. E non è un caso allora che nella sua prima omelia davanti a tutti i vescovi, dentro la cappella Sistina, poco fa Papa Francesco abbia citato Gregorio di Nissa e parlato della nostra vita come cammino. Il cammino da percorrere per rinascere a nuova vita. L’indicazione del Papa semplice, quello che si inchina ai fedeli come primo atto del suo pontificato e chiede a loro di pregare per lui, la via per non lasciarsi travolgere.

 

Luigi Galluzzo

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