Il miracolo della vita è anche dentro di noi.

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Giorno 27 in piazza Cavour ad Agrigento e in tante piazze italiane, le iscrizioni e le delucidazoni per tutto quel che crea dubbi o inutili paure sulla donazione del midollo osseo. Io-scrive oggi Simona Carisi nel suo articolo- sarò lì dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e insieme a me, chi ama e lotta per la vita ed il suo straordinario, meraviglioso significato.

Alessandra Amoroso

Alessandra Amoroso: donatrice di Midollo Osseo. Seguiamo il suo esempio e quello di tanti altri suoi colleghi.

Non bisogna assolutamente confondere il midollo spinale con il midollo osseo. Il midollo spinale è la regione più caudale del sistema nervoso centrale e si estende dalla base cranica alla prima vertebra lombare, quindi non occupa la colonna vertebrale in tutta la sua lunghezza. Quindi il midollo spinale, rappresenta parte del sistema nervoso situato all’interno della colonna vertebrale ed è responsabile degli impulsi nervosi dal centro alla periferia.

Il midollo osseo, invece, è un tessuto piuttosto molle, di consistenza gelatinosa, simile al sangue, che occupa le cavità ossee in cui ha luogo il processo dell’emopoiesi, ossia la produzione delle cellule del sangue rappresentate da: globuli rossi (eritrociti), globuli bianchi (leucociti) e piastrine. Dunque, il midollo osseo è costituito da cellule progenitrici dette Cellule Staminali, definite Totipotenti perché in grado di copiare se stesse e di differenziarsi in altri tipi di cellule.  Il midollo osseo si trova nelle creste iliache (ossa del bacino),  nelle ossa piatte del cranio, nelle vertebre, scapole, costole, sterno, estremità prossimali delle ossa lunghe: omero e femore.

Sulle cellule staminali è bene fare un ulteriore chiarimento, anche perché un italiano su due, in un’età compresa fra i 20 e i 44 anni, non sa cosa siano e confonde la loro origine e provenienza. Le cellule staminali si trovano come abbiamo detto, nel midollo osseo, ma anche nel sangue periferico, nella porzione centrale del sacco vitellino (cellule embrionali) e nel cordone ombelicale. Le cellule embrionali, a differenza delle cellule del midollo osseo, crescono in laboratorio prelevate da embrioni di circa 5-6 giorni e si è tanto parlato della loro utilizzazione nell’ambito di gravi patologie neuro-degenerative, per esempio la sclerosi multipla o a placche, che rappresenta un’ infiammazione cronica a patogenesi auto-immune che porta alla demielinizzazione dell’assone (nel sistema nervoso centrale) e cioè alla degenerazione della sua guaina: la mielina, che riveste gli assoni e permette la trasmissione rapida dell’impulso nervoso. Ma le cellule staminali embrionali sono oggetto di problematiche di natura etica e dunque mi fermo qui e non accenno allo loro possibile utilizzazione in campo medico-scientifico. Le cellule del cordone ombelicale invece, si prelevano dal cordone tagliato e spremuto in apposite sacche di raccolta e tali cellule staminali, a differenza delle cellule staminali del midollo osseo, hanno la stessa età del neonato, sono cioè immunologicamente pulite: non sono mai venute a contatto con agenti infettivi.

Admo claunLe cellule staminali differenziandosi in globuli rossi, globuli bianchi e piastrine possono essere utilizzate in molte emopatie maligne, tra cui gravi forme di leucemie (acute, croniche, mieloidi, linfoidi) o ereditarie (thalassemia major), linfomi non Hodgkin e nelle aplasie midollari. Poco tempo fa queste malattie, erano considerate letali; oggi invece grazie al trapianto del midollo osseo, possono essere trattate e curate, addirittura, si ottengono dei risultati così tanto positivi, da portare il paziente alla completa guarigione.

Il trapianto del midollo osseo può essere di tipo”autologo”: si utilizza il midollo osseo dello stesso paziente, previo adeguato trattamento sul paziente, per scongiurare vi siano cellule malate che rendebbero rischioso il trapianto eseguito; oppure, trapianto del midollo osseo “allogenico”: da donatore sano con caratteristiche genetiche simili  a quello del ricevente (HLA compatibile: sistema antigenico che riconosce il “proprio” e distrugge tutto ciò che è estraneo all’ organismo, attraverso il rigetto d’organo).

Le leucemie acute, dove il midollo va incontro ad una incontrollata proliferazione delle cellule progenitrici che interferisce con la normale crescita degli elementi corpuscolati del sangue (gl.rossi, gl.bianchi e piastrine), colpiscono soprattutto i bambini e rappresentano il 25% dei tumori maligni. Le leucemie croniche, colpiscono gli adulti e sono rare nei bambini. I linfomi invece, rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori maligni che coinvolgono i linfonodi e le cellule della difesa: i linfociti B, T e relativi precursori. Per il 70% dei casi, la causa dei linfomi, rimane sconosciuta, oppure può sopraggiungere a seguito di patologie auto-immunitarie (artrite reumatoide), infezioni batteriche ( helicobacter pylori) ,infezioni virali (virus della mononucleosi infettiva) o della milza (negli anziani).

Sino a 20 anni fa, tutti i trapianti di midollo osseo, per cercare di salvare i pazienti colpiti da queste forme maligne (oltre 70 mila nel mondo), venivano eseguiti tra fratelli HLA identici. Ma è stato amaramente constatato che il 70% dei soggetti non poteva usufruire del trapianto da consanguineo (le probabilità sono solo del 25% che un fratello o una sorella risultino compatibili). Da qui l’esigenza di cercare il donatore al di fuori dell’ambito familiare. Grazie all’ADMO ( Associazione Donatori Midollo Osseo) anche in Italia sono stati ottenuti risultati soddisfacenti con il nascere in tutto il mondo di Registri nazionali di potenziali donatori di midollo osseo.

admoL’ADMO nasce nel 1990 e oltre alle informazioni relative alle patologie maligne del sangue, invia i potenziali donatori ai centri trasfusionali del SSN per effettuare la tipizzazione HLA, attraverso un banale prelievo di sangue. I dati raccolti vengono registrati sul software dell’ IBMDR (Registro Italiano Donatori Midollo Osseo), attraverso  i Registri Regionali presenti in ogni Regione. Il donatore, che rimarrà anonimo, potrà ricevere le lettere dal ricevente e rispondere solo e attraverso l’ associazione, ed è e rimane uno dei pochi donatori che, una volta riscontrata la compatibiltà con un paziente in lista d’attesa, ha la consapevolezza di contribuire a salvare una vita.

La donazione può avvenire come una donazione di sangue in day hospital, durante la quale un apparecchio separa solo le cellule staminali dal sangue che a quel punto rientrerà nel circolo del donatore; oppure per prelievo del midollo osseo dalle creste iliache in anestesia generale o epidurale (con la puntura lombare).

L’età legale per donare il proprio midollo va dai 18 anni ai 40 anni; l’idoneità del potenziale donatore dipende dalle condizioni di salute del donatore e dal suo peso corporeo (superiore ai 50 Kg). La disponibiltà e l’iscrizione nel registro nazionale resta valida fino al raggiungimento dei 55 anni (per motivi clinici).

Donare il midollo vuol dire donare la possibiltà di vivere e non menomazione o malattie causate dalla donazione. Tutti i genitori di figli maggiorenni dovrebbero spronare i ragazzi all’iscrizione.

Giorno 27 in piazza Cavour ad Agrigento e in tante piazze italiane, le iscrizioni e le delucidazoni per tutto quel che crea dubbi o inutili paure sulla donazione del midollo osseo. Io sarò lì dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e insieme a me, chi ama e lotta per la vita ed il suo straordinario, meraviglioso significato.

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