“Il Mare Mediterraneo è ancora teatro di tragedie”

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Un anno fa al largo dell’isola di Lampedusa il naufragio dell’imbarcazione libica che provocò 366  morti. La parlamentare del Pd Maria Iacono nel ricordare quel tragico giorno sottolinea l’esigenza di una politica dell’accoglienza più efficace.

alt“Il tragico naufragio di un’imbarcazione libica a largo di Lampedusa, avvenuto il tre Ottobre del 2013  che ha causato la morte di  366 migranti e 20 dispersi, ha scosso  le coscienze dell’Italia e dell’Europa intera. Mai più morti nel mar Mediterraneo” si disse all’indomani di quel drammatico naufragio. Credo che il ricordo e la memoria di quel tragico giorno, devono costituire un momento di riflessione vera  su una tragedia globale, come quella dell’immigrazione, a cui dare risposte immediate e sicuramente più efficaci di quelle fin qui adottate, l’istituzione della giornata della Memoria, proposta dal gruppo parlamentare del Pd, nasce dall’esigenza di preservare nella memoria collettiva del Paese il ricordo della grave tragedia avvenuta al largo di Lampedusa.”

E’ quanto scrive  in una nota il deputato Nazionale del PD Maria Iacono che aggiunge: “Ad un anno di distanza, Il mare Mediterraneo è ancora oggi teatro di tragedie per  migliaia di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla disperazione e dalla povertà.

Il semestre Italiano alla presidenza del consiglio dell’unione europea deve costituire l’occasione per far si che l’Italia riconquisti una posizione di forza nel panorama continentale, e che possa, quindi, delineare una nuova politica dell’immigrazione, della gestione dei flussi migratori e dell’accoglienza.”

Maria Iacono

Maria Iacono

L’Europa tutta deve assumersi, in modo chiaro e netto il dovere di coordinare le operazioni in mare finalizzate  alla salvezza di migliaia di uomini e donne, solo allora si potrà parlare di doveri e diritti fiscali, legislativi e comunitari.”

Uno dei motivi principali che ci ha spinto , come gruppo parlamentare del PD, ad organizzare la due giorni d’incontri svoltasi lo scorso 26 e 27 Settembre, proprio ad Agrigento, è stata l’esigenza di chiedere a gran voce  all’Europa di essere prima ancora che un luogo geografico, una comunità, ed in primo luogo  una comunità di uomini e donne  che insieme affronta le sfide, spesso complesse e difficili , come quella dell’immigrazione, ed alle quali siamo tutti chiamati a dare risposte efficaci.”

Non può essere certamente soltanto l’Italia a gestire quei flussi migratori che vedono intere popolazioni Africane spostarsi, con sempre maggiore frequenza ed intensità, verso le coste Siciliane.”

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