Il mare e la luna blu

|




Il tuo racconto per Malgradotutto

Il mare e la luna blu
di
Francesca Morgante

altCon la luna blu del 28 Agosto, il mare prese le sembianze del vino per chiunque gli stesse accanto. Inebriati, eravamo tutti, dalla sua poesia, dalle metafore silenziose sussurrate dalle onde, e l’accompagnamento delle stelle cadenti. L’acqua e’ in tutti noi, e il mare ci rispecchia. Tutte le paure e le vergogne, tutte le gioie e le espressioni d’amore. Il suo vento trasporta un canto lieve eppure il più maestoso che ci sia. Chiunque entri nel mare sente la voglia primordiale di lasciarsi cullare da questo silenzio abissale che contiene tutte le verità’ del mondo; i ricordi antichi di sempre incastrati in ogni molecola di mare eterno.

 

Ripensare a quelle notti d’estate risveglia la poesia, che riorganizza i ricordi e li analizza delicatamente, con distaccata armonia tra le figure retoriche. Ci fu una magnifica festa in spiaggia, a cui io non partecipai. Rimasi in lontananza ad ammirare i balli, i giochi e le canzoni attorno ad una chitarra e un fuoco. Non la chiamerei amicizia, piuttosto un rapporto primordiale. Uno scambio di contatti fisici e sonori che danno tutta l’impressione di esser li’ da sempre. La sensazione di sentirsi a casa. E volteggiano per aria i pensieri, le sensazioni, come fossero farfalle invisibili di luce. Fluttuano attorno alla testa, al corpo e particolarmente attorno al Cuore come onde sonore a cui importa solo comporre musica. Bisbigliano impercettibilmente, “non ci importa di essere notate, vogliamo solo esistere”. Non gli importa nemmeno di esistere, esistono e basta e si bagnano in un mare asciutto, composto da lacrime salate, come fossero un misto tra amare e dolci.

Persa nella fanatsia della mia mente, chiusi gli occhi e lasciai che il mio spirito si fondesse a quello del mare, e fu così’ che cominciai a sentire la sua voce.
“Li vedi i luccichii sulle mie onde?” mi chiese il mare, con il suo perenne ondeggiare, assumendo un paziente ed infinito sapere. Riaprii gli occhi, e lo osservai. Senza sorpresa. Come se stessi guardando lo specchio nella mia stanza dopo essermi svegliata. Più lo osservavo e più sembrava scurirsi. O era un’illusione? Il mare quella notte sembrava davvero fatto di vino rosso; ma forse era solo un’apparenza, un’allucinazione creata dalle metafore silenziose sussurrate dalle onde. Il suo abisso diventava sempre più’ profondo e il suo enorme, oscuro sapere sempre più’ presente, lo sentivo dentro me, onnipresente.

“Li vedi? Non sono altro che luci artificiali o riflesse. Ma in ogni caso indicano qualcosa”. Le sue onde maestose diventarono frecce che puntano verso l’alto, al cielo stellato. Ero rimasta mesmerizzata dal canto silenzioso del mare che non avevo degnato il cielo dell’adeguata ammirazione. Il vento delle onde continuava a sussurrare. “Lo vedi il cielo?” Il cielo era immenso, a tentare di guardarlo tutto mi girava la testa, così’ mi sdraiai sulla spiaggia a lasciare che la mia anima prendesse consapevolezza della bellezza del cielo, stellato. Ed io non c’ero più’. Attorno c’era solo la musica del vento ed il cielo, ed io ne facevo completamente parte.

“Le vedi le stelle?” Suggeri’ il vento del mare. Così’ gentili le sue carezze, così’ soavi sulla mia pelle, che presi di nuovo coscienza del mio corpo. Dei miei occhi lucidi che si sforzavano di non batter ciglio per non perdersi un attimo dello spettacolo del cielo; e della mia bocca rimasta semi-aperta dallo stupore e in parte per assaggiare il sapore umido e dolcemente salato dei pensieri del vento. “Le vedo le stelle”.

Mi ricordai di aver letto che le molecole che compongono il mio corpo non sono altro che la ricomposizione delle molecole che formano le stelle. E sentii, anch’io, di voler brillare. Al che il mare, pieno di una nuova energia trovata nell’accorgersi di essere stato ascoltato, mi racconto’ una storia.

***

Un tempo il mondo era innamorato della luna. Oh come l’amava. Si prendeva cura di lei, le riservava sempre il posticino piu’ caldo del cielo, tra le nuovole e le stelle, e avrebbe voluto riscaldarla sempre e tenerla stretta con l’energia dei suo sole. Quando la luna splendeva candida, la sentiva emanare un’energia che lo faceva quasi impazzire. Ma la luna andava e veniva, come se si stancasse del suo calore per piu’ di due settimane alla volta, e si andasse a nascondere ogni due settimane per riposare. Questo rendeva il mondo incredibilmente triste e pieno di solitudine e incertezze, ma si accontentava di poterle offrire la sua luce per farla brillare con grande maestosita’ una volta ogni quarta settimana.

altSi inginocchiava il mondo alla luna, da quanto la vedeva bella, grande, tonda, perlata. Aveva una strana paura di guardarla troppo per non sciuparla, per non distrarla, non scuoterla dal suo ciclo ordinario. Certe volte il mondo non riesce a contenere la sua sofferenza, la sua rabbia per la sua paura di chiederle di restare sempre con lui. Si scatenava un’energia rossa per tutto il cosmo e I suoi occhi vedevano la luna anch’essa rossa.

Il mondo viveva per quella volta ogni dieci anni in cui la luna si avvicinava cosi’ tanto da poter quasi sfiorare la Terra, il Cuore dl mondo. In quel periodo la Terra batteva, batteva cosi’ forte che il mondo si solleticava con le bellissime onde che emanava. La luna, cosi’ piena, in quel periodo, la sentiva vicina e la immaginava blu, la immaginava di vederle riflettere il colore violaceo degli abissi dell’oceano del suo Cuore.

Una notte di Agosto, la luna si avvicino’ cosi tanto al suo Cuore che la senti’ cantare un fischio ultra violetto. Splendeva del candido blu del mare, ed era arrivata a riflettere il suo colore sulle campagne della Terra. Quella notte il mondo non ce la fece piu’, non poteva piu’ tener nascoste le incredibili note che sentiva nel suo Cuore. Si prese di coraggio e guardo’ dritto alla luna.

“Luna, o te lo dico o scoppio: non te ne andare piu’, resta qua, sempre con me. Mi manchi quando te ne vai. La tua luce e’ cosi’ bella, non c’e’ cosa piu’ bella nella mia vita. Quando non ci sei c’e’ tanto buio, ed io…mi sento solo.”

La luna per molte ore, che al mondo parvero decenni, non rispose. Il mondo resto’ ad aspettare, lentamente tremando, non pensando ad altro che alla risposta della luna. E nelle ore dell’alba il suo Cuore era in possente agitazione e le frequenze che emanava erano mastodontiche, come se un’energia inaspettata stesse sforzando il Cuore in una danza per la luna. Il mondo comincio’ a piangere, disperato d’amore e d’angoscia, disperato di aver perso cio’ a cui piu’ teneva. E piu’ tremava e piu’ la luna si impallidiva, si nascondeva dietro le nuvole. Lo evitava.

Finalmente un suono scosse la sua agitazione. Un suono, lontano eppure rimbombante. Era la luna che si schiariva la voce? La guardo’ e vide che in quel momento anche la luna lo guardo’ dritto, e parlo’ lievemente, e il mondo ascolto’. “Mondo, come fai a non capire? Io non sono cio’ che tu pensi ch’io sia. Perche’ mi vedi cosi’ bella? Perche’ adori la mia luce? Perche’, mondo, mi senti dentro di te? Mondo, io non sono altro che il riflesso della tua stessa luce. Mi senti dentro di te, perche’ lo sono.”

“Al tuo principio fu luce, e dalla luce apparvero i soli, e le stelle. E venni io a riflettere la luce del sole che riflette la luce del tuo essere piu’ profondo. Io e le altre lune attorno ad ogni stella venimmo affinche’ tu, mondo, ti potessi riflettere, ti potessi osservare e conoscere, e riconoscere. Io seguo il mio ciclo, e quando ci rincontriamo, vedi la parte piu’ bella di te in me, e non ti accorgi che quando non ci sono, e’ sempre la’. Mondo, non puoi sentirti solo quando non ci sono, perche’ se ci sono e’ solo grazie a te. Mi vedi cosi’ perche’ e’ cosi’ che ti rispecchi. Non concentrarti sull’oscurita’, sii felice della luce che mi doni e che io ti offro a mia volta. Non cercare la tua luce al di fuori di te, guarda dentro, e scoprirai che meraviglia! La stessa meraviglia che ti fa palpitare quando mi vedi piena. Mondo, renditi conto di come sei bello, tu. In quel momento mi potrai amare.”

Il mondo resto’ immobile. Tutto si fermo’. In un istante pieno di eternita’ il mondo senti’ l’amalgamarsi del tempo e della materia. Lui era la luce della sua amata luna. Lui gli aveva dato vita e se ne era dimenticato. E lui era anche il buio quando la luna non si vedeva. Lui era la luna, il sole e tutte le stelle del cielo e gli dava vita con il battito del suo Cuore.

***

Il mare tacque.

Quella sera mi addormentai sdraiata sulla spiaggia. Cullata dalla brezza e dai sogni.
Sognai i luccichii in lontananza sulle onde del mare, ed io ero su una nave che cercava di avvinarvicisi. Il cielo era pesantemente grigio, ed il mare, rosso di tempesta, mi confondeva le idee verso quale luccichio mirare. Mi voltai verso la nave e vidi una luce nella cabina di comando, mi arrampicai sulla scaletta, e ad ogni gradino una nuvola si assottigliava o si allontanava ed il mare cambiava colore. Dal rosso, era diventato arancione, e poi giallo e continuava attraverso la gamma dell’arcobaleno. Aprii la porta della cabina ed entrai. Guardai in alto e vidi una mappa dei cieli colorati d’indaco. Abbassai lo sguardo e vidi una bussola e una rosa dei venti. Guardai verso il mare, ormai calmo e densamente ondeggiante, alle stelle e all’indaco profondo del cielo. Mi avvicinai al timone, chiusi gli occhi, feci un respiro, sentii i battiti del mio cuore, e presi comando, E danzai col timone. La nave venne ripresa da una prospettiva aerea, diretta verso lo schiarirsi dell’orizzonte. La colonna sonora era un rap che diceva qualcosa tipo “cerca la luce dentro e saprai dove andare, piu’ di una volta nello stesso fiume non ci si potrà bagnare, ma di sicuro c’e’ solo un mare su cui navigare”. Titoli.

Francesca Morgante

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *