Il livore della stampa contro Grillo lascia sconcertati

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Il leader del Cinque Stelle ha sbagliato a non preciparsi a Genova, lapidarlo però per le contestazioni subite da alcuni suoi concittadini è ingeneroso.

grillo a genova 2Sembra essere diventato il nuovo sport nazionale: attaccare Beppe Grillo. Ora, intendiamoci, a mio avviso Grillo ha sbagliato a non precipitarsi a Genova il giorno dopo l’alluvione, se avesse avuto lungimiranza politica doveva fare una sola cosa, abbandonare il Circo Massimo e trascinare tutti i suoi parlamentari a spalar fango tra i carruggi. Lo avrebbero accusato di demagogia, ma avrebbe avuto più senso.

Lapidarlo però per le contestazioni subite da alcuni suoi concittadini è ingeneroso. Anche perché qualunque politico in questi giorni vada per le vie di Genova deve essere pronto a prendersi gli insulti, è inevitabile che accada, è il prezzo da pagare. Grillo è stato generoso, ma intempestivo, semmai comincia a pagare un certo logoramento politico, l’incapacità di una sterzata, dopo avere attaccato tutto e tutti, spesso giustamente, dopo aver fallito il sorpasso  dato imprudentemente per scontato alle elezioni Europee è come rimasto paralizzato dalla sconfitta, incapace di cambiar passo e strategia. Ed ha smesso di intercettare gli umori degli stessi suoi elettori, non è più stato capace di inventarsi le mosse da fare.

Prigioniero di se stesso si potrebbe dire, del vecchio cliché che non incanta più nessuno. Ecco, per dirla col linguaggio dello spettacolo che gli è caro non ha saputo cambiare copione, continua a proporre sempre lo stesso spettacolo. Il livore che però la stampa italiana gli riserva lascia sconcertati, con tutti i suoi limiti quella di Grillo resta l’unica voce di autentica opposizione, per tornare a Genova è ingeneroso dimenticare il suo sincero impegno ecologista, a volte mitologico e donchisciottesco, ma sempre autentico. Imputare a Grillo i mali di un paese che frana sotto l’incuria, il malaffare, ė pura cattiva fede. E di sicuro non fa giustizia a Grillo, ma non fa neppure bene a noi, al Paese.

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