Il fiore d’oro vestito di nero

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Sicuramente siamo nel giusto. Ma in altri Paesi il crisantemo non è il fiore dei morti.

Chrysanthenum Coronarium L

Avete mai pensato di regalare un mazzo di crisantemi o una pianta alla persona che amate di più? Per il compleanno o fidanzamento o matrimonio o nascita di una nuova creatura..?
Qui, nella nostra realtà, un gesto simile porterebbe alla rottura di ogni rapporto, alla fine di ogni sentimento, forse ad una crisi esistenziale.

Non è così invece in Cina, in Giappone e nei paesi anglosassoni, dove il crisantemo ha il significato di gioia, vitalità e pace. E, pertanto, in Cina e Giappone viene regalato alle spose, in Inghilterra in occasione delle nascite. Sempre in Giappone una vera e sentita dichiarazione d’amore è coronata dal regalo di crisantemi e non da rose rosse! Ugualmente in Marocco i crisantemi sono il più gradito dono alle feste e nei matrimoni. Per gli indù i crisantemi hanno l’alto significato di “amore oltre la morte”, quindi d’immortalità e di nuova vita piena di gioia.

Senza volere banalizzare gli importanti studi di Claude Lévi-Strauss e di De Martino nel campo dell’antropologia, si può affermare che “paese che vai tradizione che trovi”. Sicuramente siamo nel giusto.
Certo è che in altri Paesi il crisantemo non è il fiore dei morti.

Infatti, in Corea si usano crisantemi secchi per preparare tisane e nella cucina giapponese sono variamente utilizzate, come gli spinaci, le tenere foglie del Chrysantemum coronarium.

Andando ancora oltre, il crisantemo: dimostra sempre di più di avere un ruolo non secondario nella lotta ai tumori, in particolare di quelli del fegato, (come dimostra una ricerca cinese pubblicata sul World Journal of Gastroenterology). Nell’indicum Chrysantenum, già noto per le sue proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, immunomodulatrici e neuroprotettive, gli scienziati della Xi’an Jaotong University, in Cina, hanno isolato una molecola anti-tumorale in grado di contrastare l’epatocarcinoma cellulare; risulta molto gradito agli ovini (sotto forma di foraggio ricavato dal Chrysanthemum coronarium L.) nei quali stimola la produzione di latte [secondo le ricerche condotte dall’ISPAAM (Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo) del CNR di Sassari]; ha rivelato straordinarie proprietà insetticide. Dal Chrysanthemum cinerariaefolium si ricava il piretro, uno dei pochi insetticidi il cui impiego è consentito nell’agricoltura biologica.

La coltura del crisantemo è praticata in Cina fin dal 500 a.C., ma la sua massima diffusione si ha a partire dal decimo secolo in Giappone, dove un crisantemo a 16 petali stilizzato diventa ed è tuttora l’emblema araldico della famiglia imperiale, è simbolo del Paese stesso, acquista valore di sacralità.

Entriamo, quindi, nella leggenda che si fa storia, che ci tramanda l’origine mitica di questo fiore sacro perché fiore dell’Imperatore., che nasce come leggenda/storia d’amore filiale: la ragazzina che ha paura di perdere la madre sofferente e che chiede alla divinità di fare vivere ancora la sua genitrice almeno sino a quando il padre tornerà dalla guerra.. L’istruzione che la ragazza riceve è di andare nel giardino, raccogliere un fiore e di contare i petali: la madre vivrà tanti giorni, mesi o anni (le traduzioni dei testi antichi si contraddicono, ma questo importa poco per la leggenda..) secondo il numero dei petali. Ma i petali sono pochi e.. colpo di genio.. la ragazza taglia a striscioline i diversi petali che così diventano tanti e consentono alla madre di vivere a lungo ed a questo nuovo strano fiore di riprodursi perché ‘fiore dell’amore filiale’.

E’ il botanico Karl Linneus che nel 1753 conia il nome nuovo a questo fiore; lo chiama “fiore d’oro” mettendo assieme le parole greche chrysós (oro) e ánthemon (fiore).. crisantemo..

Il filo d’Arianna che ci porta alle radici della leggenda è dato dalla natura del fiore a petali raccolto dalla ragazza.. appartenente alla famiglia delle composite, cioè a quella che dà origine alla margherita.. Quante volte abbiamo preso una margherita e staccando un petalo dopo l’altro sussurriamo.. mi ama.. non mi ama.. Margherita/crisantemo.. che oggi viene coltivato nelle molteplici forme: a fiore d’anemone, incurvati, pompon, ricurvati, intermedi, spray, semplici..

Forse perché il crisantemo è il fiore dell’amore per eccellenza, questo fiore d’oro l’abbiamo vestito di nero e fatto diventare il fiore da omaggiare ai nostri cari non più in vita, i morti a cui ci rivolgiamo per intercedere verso i Santi, verso Dio, che ci portano dolci prelibati nella notte tra il primo ed il due novembre (taralli, ossa di morto, pupi di zuccaro..) e tanti giocattoli acquistati al di là della crisi economica.

Il crisantemo è il fiore che ha ispirato importanti artisti come Renoir, Monet e Degas che nel 1865 ha consegnato alla storia dell’arte il dipinto ‘Donna con i crisantemi’.

Forse è il momento di lasciarci contaminare ‘antropologicamente’ dalla piacevole cultura dei Paesi che hanno costruito una storia più vicina alla vera natura del “fiore d’oro”.

 

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