Il cuore di Favara si scioglie nel ricordo di Stefano Pompeo

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Dedicata al bambino ucciso dalla mafia l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Falcone Borsellino”. La commozione dei genitori che  assieme agli alunni e ai docenti hanno partecipato alla catena umana. TUTTE LE FOTO.

I genitori di Stefano con la preside

I genitori di Stefano con la preside

“Favara, caccia la mafia dal territorio. Porta solo distruzione e morte. E non può dare futuro a questi splendidi bambini che oggi hanno festeggiato Stefano nel giorno del suo ventisettesimo compleanno”. Ha gli occhi chiusi e pieni di lacrime Carmelina Prestila mamma di Stefano Pompeo. Ha perso pochi giorni fa la mamma. Ed il nero ha coperto nuovamente il proprio corpo. Ma la morte nel cuore la porta da 15 anni, ed esattamente da quel maledetto 22 aprile 1999.

Ma oggi, in una splendida giornata primaverile, i tanti raggi emanati da volti radiosi di piccoli bambini, hanno portato un po’ di sorriso sul suo delicato viso. Nonostante il recente lutto per la morte della mamma la signora Pompeo, con il marito al fianco e alcuni congiunti, è scesa in strada e partecipato alla catena umana organizzata dall’I.C. “Falcone-Borsellino” di Favara, la scuola che ha visto Stefano tra i banchi nei cinque anni di elementare.

Sono parole dure e chiare quelle pronunciate da Carmelina Presti, parole che ti colpiscono, che fanno scendere lacrime anche a chi si considera “uomo duro”. Parole che rimbombano nel piazzale della scuola di via Olanda, struttura posta al centro tra la nuova caserma dei Carabinieri e Casa Pompeo, in via Cicerone. La signora Pompeo ricorda il suo Stefano, lo fa con la voce interrotta da una comprensibile emozione, ma è felice di stare in mezzo ad una marea colorata. E mentre si avvia a concludere il suo intervento, bambini di una classe quarta intonano un coro da stadio che fa sciogliere i cuori a chi non si era ancora commosso: “Stefano, uno di noì” hanno ritmato uno, duo, dieci volte quei bambini con la maglietta azzurra, alzando cartelloni con scritte pro-legalità ed immagini di Lupo Alberto, l’amico più fidato di Stefano.

L’otto maggio sarà ricordato a lungo a Favara per le emozioni che ha trasmesso e per il messaggio che tutti hanno voluto lanciare. “La mafia fa schifo” aveva gridato poco prima il sindaco Manganella; “La mafia è una montagna di letame, Favara ribellati” aveva proseguito uno emozionatissimo Tonino Moscatt, oggi deputato nazionale del PD, pochi anni fa alunno della scuola.

Nel giorno del ricordo una grande e lunga catena umana

Nel giorno del ricordo una grande e lunga catena umana

Una giornata che ha vissuto due momenti distinti. Prima la catena umana composta da docenti ed alunni che ha invaso le vie del quartiere attorno la scuola. Centinaia di mani unite, quelle stesse utilizzate oggi per stringere penne e colori e sfogliare quaderni e libri. Mani che un domani, si spera, possano essere “sporcate” di lavoro. Poi l’intitolazione dell’aula magna, con la collocazione di una tabella che permetterà, come ha detto il dirigente scolastico Antonietta Morreale,  a Stefano di rispondere ogni giorno presente a scuola. Tanti i momenti toccanti e gli interventi coordinati da Lorella Zarbo. Dalla poesia dell’insegnante Carmela Di Caro, già maestra di Stefano alla lettera consegnata ieri a Papa Francesco da un alunno della scuola in udienza a San Pietro; ed ancora esecuzioni di brani musicali, poesie, letture di racconti affidate alle insegnanti Carmela Marrone e Linda Bennica. “E’ stata una festa più che una commemorazione- ha detto una emozionata Laura Pompeo, zia di Stefano- perché per me mio nipote non è morto. Vive ogni giorno nei ricordi”.

Stefano Pompeo

Stefano Pompeo

Toccante il ricordo di Natalino Proto, preside della Brancati nel periodo di frequenza di Stefano della scuola media. “Lo vedevo ogni giorno –ha detto Proto- perché l’aula di Stefano era accanto alla presidenza. Ricordo un ragazzo che amava la natura, i cavalli, il senso della libertà. Con una famiglia accanto che non gli faceva mancare nulla. Ricordo il giorno che mi chiamò perché qualcuno gli aveva sottratto il diario di Lupo Alberto, a cui affidava i suoi sogni. Non potrò mai dimenticare la telefonata di un cronista di “Repubblica” alle 17.00 di una domenica pomeriggio che mi informava dell’agguato mortale”.  In quel giorno di primavera Favara ha perso un figlio ancora con i calzoncini corti. Ma da quel giorno si è rotto un assordante silenzio.

 

 

 

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One Response to Il cuore di Favara si scioglie nel ricordo di Stefano Pompeo

  1. Antonio Rispondi

    9 maggio 2014 a 9:50

    Grazie Peppe per questa sintesi esaustiva di una memorabile giornata di festa e di riappropriazione della dignità di un popolo ferito, ma capace di mostrare i “muscoli” veri della legalità contro i”muscoli” dopati e corrotti della delinquenza per la quale non vi è posto nelle nostre coscienze e nella nostra amata città. Lodo e mi commuovo per questa bella giornata che per me ha avuto un significato grande e che mi richiama quella grande iniziativa dell’amministrazione Airò, di cui tu eri componente di giunta, di intitolare la Villa di Via dei Mille a Stefano Pompeo. Il rischio poi era l’oblio….Tu sai che negli anni a venire siamo stati con la mia Associazione “Maran’Atha” spesso soli nel ricordare che nell’aprile del 1999 qualcosa di “mostruoso” aveva dilaniato la nostra coscienza civile. Come nel Decennale dell’evento nel 2009, in assenza di iniziativa delle istituzioni e del mondo della scuola, abbiamo organizzato un ricordo in Chiesa Madre per coinvolgere la popolazione. Oggi sono felice per l’iniziativa che va nelle finalità da noi sperate: Favara non dimentica, I Favaresi hanno ribrezzo della mafia e di ogni prepotenza. Ancora Grazie a Te caro Giuseppe Piscopo per il tuo fattivo contributo per la riuscita dell’evento.

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