Il Crocetta ter non ha ancora preso forma. Nel puzzle della giunta manca qualche tessera

|




Doveva essere una crisi-lampo, ma il nuovo governo quasi certamente verrà varato la prossima settimana. Ancora tanti i nodi da sciogliere. Articolo 4 chiede un assessore in più, il Pd e il Pdr una giunta tutta nuova, l’Udc la conferma degli uscenti. E oggi il sottosegretario Delrio è a Palermo.

crocetta-puzzle-senza-titolo-975-624x300

Tra l’azzeramento e il “ritocchino” le variabili sono infinite. E il puzzle che porterà a formare l’identikit definitivo del terzo governo di Rosario Crocetta è ancora da completare.

Certamente, nelle ultime ore sono stati compiuti dei passi avanti. Almeno su uno dei percorsi finora più accidentati: quello del rapporto tra il presidente e il suo partito, il Pd. O con una parte di esso. Il clima, i toni infatti appaiono diversi rispetto a quelli degli ultimi mesi. Quelli della contrapposizione chiara, manifesta, a volte durissima. Adesso, di discute. Anche ieri sera si sono confrontati Crocetta e il segretario Fausto Raciti, oltre ai deputati Gucciardi e Lupo. Da lì è emersa la richiesta del partito: un azzeramento vero. Totale. Dodici facce nuove. O poco meno. Già, perché Crocetta su alcuni punti non vuole negoziare. Lucia Borsellino e Linda Vancheri non si toccano, insomma. E a dirla tutta, nemmeno tra le fila del Pd c’è una particolare preclusione per le due assessore. Ma il resto, va cambiato.
Resta da risolvere in qualche modo il “nodo-Scilabra”. Crocetta ha difeso apertamente l’operato dell’ormai ex assessore alla Formazione, ma non ha chiaramente confermato la Scilabra in quell’assessorato. Così, prende forma l’indiscrezione diffusa negli ultimi giorni, che vedrebbe un cambio di delega per una delle ormai poche superstiti del primo governo Crocetta (con Borsellino, Vancheri e Valenti). A difendere, ma con relativo entusiasmo la posizione della Scilabra è il Pdr, attraverso le parole del capogruppo Picciolo: “Nelli è la persona giusta in quel settore. Ma la sua conferma dovrà essere ‘a termine’ finché non avrà compiuto la riforma della Formazione”. Al di là del caso specifico, però, gli uomini di Totò Cardinale ribadiscono la propria richiesta di un governo forte, autorevole, politico. Anche se Crocetta ha escluso la presenza di deputati in giunta: “Me lo hanno chiesto gli stessi partiti” ha rivelato. Indicando una delle caratteristiche della giunta che verrà. Oltre alla componente femminile, ovviamente: “Metà della giunta sarà composta da donne”.
Tra queste, potrebbe esserci Patrizia Valenti. L’Udc infatti intende riproporre i nomi dei due uscenti. Oltre all’attuale vicepresidente e assessore alla Funzione pubblica, anche Nico Torrisi alle Infrastrutture. Una richiesta che però potrebbe cozzare con quella volontà espressa dal Pd di riformare completamente l’esecutivo. Di certo c’è che il clima tra Crocetta e centristi non è dei più sereni. Già nella nottata di mercoledì infatti, non sarebbero mancate le tensioni tra il segretario regionale Pistorio e il governatore, durante il vertice di maggioranza. E ieri, le frecciate di Crocetta allo stesso Pistorio (“Io e lui la penseremo sempre in modo diverso sui governi Cuffaro e Lombardo”) hanno contribuito ad alzare la temperatura dei rapporti. Ieri, infatti, il colloquio bilaterale è andato poco al di là del saluto.
Ma non è serenissimo nemmeno il rapporto tra Crocetta e Articolo 4. O quantomeno la dialettica è molto vivace in queste ore. Anche perché la forza politica di Leanza e Sammartino ha chiesto, oltre alla conferma di Reale all’Agricoltura, un secondo assessore, forte dei numeri all’Ars, dove il gruppo ha raggiunto la soglia degli undici deputati e rappresenta oggi la seconda forza di maggioranza, dopo il Pd. Crocetta a questa ipotesi non avrebbe chiuso del tutto. Ma i margini sono strettissimi. Anche perché dal canto suo, il Megafono si starebbe rassegnando a rinunciare a Michela Stancheris, ma spinge per la conferma di Calleri all’Energia: “Bisogna garantire continuità in un settore così delicato” ha commentato il deputato Antonio Malafarina.
Una cosa è certa. Crocetta oggi non potrà presentare al sottosegretario Delrio, in visita a Palermo per controllare i conti della Regione e la spesa dei Fondi europei, la nuova giunta. E i tempi si starebbero dilatando un po’. Domani il gruppo parlamentare del Pd si riunirà. Il capogruppo Gucciardi illustrerà ai deputati la posizione del governatore di fronte alle richieste del partito. Sabato vertice dell’Udc. Probabile che la stretta finale arrivi i primi giorni della prossima settimana. Non a caso il governatore ha fissato per martedì la data “buona” per varare la nuova giunta e presentarsi con questa a Sala d’Ercole. Se si tratterà di un esecutivo tutto nuovo, o del vecchio governo sottoposto al “ritocchino” si saprà solo nelle prossime ore.
fonte Live Sicilia.it
Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *