Il confronto a sei di venerdì 16 maggio. Fai tu le domande ai candidati NOSTRA INIZIATIVA

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ELEZIONI RACALMUTO. Venerdì 16 maggio, alle ore 17.30, incontro pubblico alla Fondazione Leonardo Sciascia con i candidati sindaci Biagio Adile, Carmelo Borsellino, Angelo Cutaia, Luigi Falletti, Emilio Messana, Enzo Sardo. Coordina Felice Cavallaro. Invia, anche in forma anonima, le domande che vuoi fare a uno o a tutti i candidati.

locandina-incontro

La locandina del dibattito

Venerdì 16 maggio alle ore 17.30 si svolgerà alla Fondazione Leonardo Sciascia il confronto pubblico organizzato da Malgrado tutto con i sei candidati a sindaco di Racalmuto. Biagio Adile, Carmelo Borsellino, Angelo Cutaia, Luigi Falletti, Emilio Messana, Enzo Sardo risponderanno alle domande di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera.

Ma anche tu puoi fare le tue domande al tuo candidato o a chi vuoi fra i sei che aspirano alla poltrona di primo cittadino.

Basta che posti qui sotto, nella sezione dedicata ai commenti, la tua domanda, anche in forma anonima, che non sarà pubblicata fino al giorno del confronto. Felice Cavallaro rivolgerà gli interrogativi, le richieste e i dubbi  direttamente ai sei candidati.

Se vuoi che il tuo nome venga citato basta che firmi il tuo commento.

Le domande dei lettori e le risposte dei candidati saranno pubblicati subito dopo il confronto a sei di venerdì 16 maggio.

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8 Responses to Il confronto a sei di venerdì 16 maggio. Fai tu le domande ai candidati NOSTRA INIZIATIVA

  1. DI PUMA SALVATORE Rispondi

    15 maggio 2014 a 10:21

    vorrei domandare al prossimo sindaco se e giusto che un cittadino paghi la spazzatura due volte l’anno per dodici mesi, cioè se una famiglia residente paghi la spazzatura nella propria casa di residenza per dodici mesi non vedo il connesso che per la casa in campagna che viene utilizzata solo per il periodo estivo solo per due mesi debba pagare per altre dodici mesi, si paga la spazzatura per ventiquattro mesi l’anno!

    Per le strade fuori dal centro storico che iniziative intendono fare, vedi la strada Via Giuseppe TORNABENE ancora sprovviste della condotta di GAS metano, marciapiedi,strada disastrata, piena di erbacei ec……

  2. Gino Ferlisi Rispondi

    15 maggio 2014 a 11:10

    Cosa farà il prossimo sindaco riguardo alla spazzatura delle case di campagna?una famiglia che abita 6 mesi al paese e 6 mesi in campagna sommando viene 12 perché deve pagare 24?

  3. un Racalmutese speranzoso per il futuro Rispondi

    15 maggio 2014 a 15:25

    Gentile Dottor. Cavallaro, volentieri colgo l’invito rivolto alla cittadinanza Racalmutese dal giornale Malgrado Tutto, per esporre alcune domande che spero possano essere poste ai sei candidati a sindaco durante l’incontro che lei coordinerà venerdì 16 maggio presso la Fondazione Sciascia.
    Leggendo l’articolo pubblicato il 14 maggio su Malgrado Tutto e che riporta la sua firma, mi ha fatto riflettere una frase quando dice: “In un grigio contesto generale, la città di Leonardo Sciascia torna comunque a scommettere su se stessa, dopo la drastica e forse eccessiva misura adottata dallo Stato per recidere infiltrazioni mafiose che sarebbe sempre meglio riuscire a combattere con qualche
    più efficace indagine, capace di colpire le responsabilità penali personali, senza piegare e macchiare un’intera comunità.”
    In poche righe penso che lei abbia racchiuso alcune questioni centrali e per certi versi spinose che, a mio avviso, andrebbero sviluppate e chiarite meglio soprattutto dai candidati sindaco che finora mai chiaramente si sono espressi su quanto deciso dal Ministero degli Interni circa lo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell’ente Comune, nel senso:
    – se hanno reputato e reputano la misura blanda e non risolutrice delle eventuali infiltrazioni;
    – se hanno reputato e reputano la misura eccessivamente drastica e necessaria;
    – se hanno reputato e reputano la misura piuttosto monca, posto che ad oggi non sono state colpite eventuali responsabilità penali personali di alcuno.
    Sono dei quesiti che i cittadini si pongono da anni avendo, molti di loro, non ancora compreso le vere ragioni che hanno cagionato lo scioglimento del consiglio comunale, e proprio per ciò, chi si candida a ricoprire la carica di sindaco di un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose, deve dare tutte le risposte necessarie soprattutto su quali misure verranno adottate pragmaticamente per evitare che il problema delle infiltrazioni criminali si possa nuovamente ripresentare.
    Ad oggi durante i pochi incontri pubblici e televisivi dei vari candidati con la cittadinanza, sono state esternate, da parte di alcuni, mere dichiarazioni d’intenti a volte tanto vaghe da apparire pari alle solite propagande tipiche del momento elettorale, a tal punto che al cittadino-elettore sovviene il dubbio se i candidati abbiano letto, analizzato ed evidenziato tutti gli aspetti dettagliatamente trattati nell’ampia relazione che ne ha disposto lo scioglimento dell’Ente.
    Un dubbio legittimo, perché basta considerare che per alcuni candidati sindaco il NON aver candidato nelle proprie liste nessuno dei consiglieri comunali uscenti, “i consiglieri sciolti per mafia”, così grossolanamente definiti, è diventato un “cavallo di battaglia”, come se il non candidare gli ex consiglieri fosse una soluzione risolutrice di ogni problema passato. Tutti sappiamo che non è così, perché molte di quelle persone che ricoprivano il ruolo di consigliere comunale sono gente perbene che non ha nulla a che fare con la mafia e sul loro perbenismo non vi è tema di smentita posto che ogni eletto è passato al vaglio e al rigido controllo di chi condusse le indagini, indagini che solo per una sparuta minoranza di consiglieri hanno condotto gli inquirenti a richiedere ed ottenere la misura dell’incandidabilità per censurati rapporti personali per nulla attinenti al ruolo istituzionale ricoperto.
    A nessuno ovviamente attiene il ruolo del giudicare che fortunatamente appartiene ad organi ben precisi dello Stato, legittimamente però agli ex consiglieri si può solo addebitare una responsabilità politica del non essersi dimessi allorquando erano in dovere di farlo, ma nessuno può permettersi di avanzare altri tipi di responsabilità.
    Quindi, all’occhio sempre del cittadino elettore, il “cavallo di battaglia” la decisione del non candidare gli ex consiglieri, rivendicata da alcuni candidati sindaco con determinazione, appare una manovra di propaganda politico elettorale, di opportunità politica e non di sostanza.
    Perché dico ciò. Analizzando la relazione di scioglimento, che ricordiamo, arriva dopo l’apertura di un indagine,poi archiviata, a carico dell’ex sindaco Petrotto a seguito delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia locali, analizzando alcune dichiarazioni del collaboratore Di Gati Maurizio contenute nel libro “Romanzo Criminale – Parla Maurizio Di Gati” pubblicato tre anni fa dall’ex consigliere comunale di Agrigento Giuseppe Arnone, ci si accorge che il tema degli appalti pubblici, dei lavori pubblici è ricorrente, così come parimenti ricorrenti e molteplici sono le inadempienze, le irregolarità riscontrate nell’ufficio tecnico comunale durante l’accesso ispettivo, peraltro motivo centrale e principale che ha indotto il Ministero dell’Interno a disporre lo scioglimento del consiglio comunale.
    Come sopra citato tutti i candidati sindaco conoscono bene, si spera, l’esistenza di una grave accusa mossa nei confronti di tre dirigenti comunali, di cui ad oggi uno è in pensione e gli altri due ricoprono attualmente ruoli dirigenziale nei diversi settori dell’ufficio tecnico, accusa contenuta in un verbale del 30.04.2007 della Procura di Palermo e pubblicata nel libro sopra citato, nel quale nel 2007 il collaboratore di giustizia Di Gati Maurizio, capo mafia di Racalmuto e della provincia di Agrigento oggi pentito, ha dichiarato che “presso il Comune di Racalmuto avevamo una “mano d’aiuto” prima da Delfino, poi da Franco Puma quindi da tale Chiarelli detto “Adamino”. Anche il Vinti di cui lei mi chiede favorì le imprese di Racalmuto vicino a noi e anche quella di mio fratello Giuseppe al tempo in cui il sindaco era Petrotto.
    Premesso che ad oggi le accuse al sindaco sono state archiviate, le violazioni riscontrate durante l’accesso ispettivo all’ufficio tecnico sono state oggetto della relazione di scioglimento, le accuse di Di Gati ai funzionari del Comune non hanno avuto neanche l’importanza per essere oggetto di un semplice avviso di garanzia e quindi nessuno è legittimato ad avanzare giudizi e ben che meno diffamare alcuno, tutti i cittadini racalmutesi che conoscono sia di cosa si parla nella relazione di scioglimento, sia cosa raccontano i pentiti, si chiedono :
    – I candidati sindaco cosa intendono fare nell’affrontare la questione della gestione e della dirigenza dell’ufficio tecnico?
    – Vista la tanta determinazione nel rivendicare per scelta e per opportunità politica il “cavallo di battaglia” del Non candidare gli ex consiglieri, i candidati sindaco, solo per questione di mera opportunità e null’altro, intendono avere la medesima determinazione, magari manifestandola oggi pubblicamente, nel rimuovere i funzionari dai loro ruoli dirigenziali?
    La rimozione non sarebbe un’azione punitiva, ma sarebbe dettata da ragioni di trasparenza necessarie e direi doverose per il rilancio di un Comune che è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Vorrà scusarmi per essermi dilungato.
    Con stima, un Racalmutese davvero fiero di esserlo che esige la massima trasparenza da chi sarà eletto per governare la vita politica e amministrativa di questo paese che tutti a parole dicono di amare.

    Grazie

  4. question Rispondi

    15 maggio 2014 a 21:51

    La cosa che più preoccupa di queste elezioni è l’elevato numero dei candidati che, più che ad una competizione, fa pensare ad un arrembaggio.
    Questo purtroppo causerà una frammentazione dei voti e chi verrà eletto lo sarà “per un pugno di voti”.
    Potrebbe accadere che il prossimo Sindaco non sia la persona più competente e capace, ma chi ha al suo seguito più familiari ed amici.
    Dal momento che tutti vi siete presentati con liste civiche, perché per il bene del paese non siete riusciti a trovare una sintesi comune per affrontare i reali problemi del paese?

  5. question Rispondi

    15 maggio 2014 a 21:52

    Professor Adile, nel caso venisse eletto Sindaco di Racalmuto, intende trasferirsi in paese o pensa di potere governare a distanza o con saltuarie presenze?

  6. question Rispondi

    15 maggio 2014 a 21:53

    In merito a quanto suggerisce il dott. Cavallaro, cosa pensano i candidati sulla questione trasparenza e costo zero della politica?

  7. Manuel Puma Rispondi

    16 maggio 2014 a 2:16

    Per il candidato sindaco Adile: “Come risponde a tutti coloro che le contestano il fatto di non vivere in paese, di essere estraneo alle dinamiche culturali di Racalmuto e non conoscere, di conseguenza, realmente i problemi e le esigenze della città?” Manuel Puma

    Per il candidato sindaco Falletti: “Tra le sei liste che sostengo i diversi candidati sindaco, la sua – il M5s – è l’unica ad avere (almeno nella forma) un richiamo diretto a livello nazionale, con un partito/movimento che i sondaggi fanno volare sino la 24%. Quanto pensa possa pesare o influire il voto delle elezioni europee con quelle amministrative? Pensa che siano due cose scisse o spera in una sorta di ‘effetto-traino’?”

    Per il candidato sindaco Borsellino: “Una delle critiche che Le sono state mosse durante questa campagna elettorale da parte degli schieramenti politici avversari è quella che lei sarebbe ‘troppo buono’ e, pertanto, incapace di gestire una macchina così complessa come il Comune di Racalmuto. Cosa risponde ai suoi detrattori?” Manuel Puma

    Per il candidato sindaco Messana: “Nei giorni scorsi Malgrado Tutto ha pubblicato una foto (con tanto di commento a firma di ‘Colpi di Spillo’) che ha fatto molto scalpore. La foto in questione ritrae – seduti in prima fila durante la presentazione dei candidati che sostengono la Sua lista – politici di lungo corso che hanno caratterizzato, nel bene e nel male, la vita politica racalmutese negli ultimi 20 anni. Lei ha ironicamente dichiarato su facebook che è stato capace di ‘metterli ai suoi piedi’. Pensa davvero di riuscire a metterli definitivamente da parte così come ha è riuscito a fare Matteo Renzi all’interno del Partito Democratico? Basterà la sua professionalità e le sue doti da buon mediatore per riuscire a gestire le diverse correnti presenti all’interno del suo gruppo?” Manuel Puma

    Per il candidato sindaco Sardo: “Lei è stato già sindaco di Racalmuto a fine anni ’80 contribuendo alla nascita della Fondazione Sciascia, sede dell’odierno dibattito. Come Lei ben saprà, il bilancio della Fondazione è in enorme deficit, in cassa sono rimasti, più o meno, 7.000,00 €. Qualora venisse eletto, cosa intende fare per far ri-nascere la Fondazione?” Manuel Puma

    Per le quattro liste che hanno ricandidato membri del precedente consiglio comunale: “Racalmuto sta vivendo uno dei periodi più drammatici della sua storia questo anche a seguito dello scioglimento del consiglio comunale avvenuto nella primavera del 2012 per le (presunte) infiltrazioni mafiose. Oggi, alla vigilia delle elezioni che dovrebbero riportare la stabilità (almeno politica) a Racalmuto, non una ma ben n.4 liste hanno ripresentato soggetti che facevano parte del precedente consiglio. E’ vero che sono legittimati dalla legge a riproporre la loro candidatura ma è anche vero che hanno contribuito, direttamente o indirettamente, al dissesto del paese. Perchè allora questa scelta? Non era più etico e moralmente dignitoso non ripresentare queste persone in modo da dare un forte segnale di rottura con il passato? Può davvero Racalmuto dare un segnale di cambiamento quando i soggetti politici sono sempre gli stessi? Manuel Puma

  8. Oriana Penzillo Rispondi

    16 maggio 2014 a 5:00

    Io vorrei chiedere ai candidati sindaco: “Molti di voi, chi per la lontananza da Racalmuto, chi per la distanza generazionale, non conosceva i propri giovani candidati; potreste dire, allora, su quale criterio si sia basata la scelta dei consiglieri all’interno delle vostre liste? Siete consapevoli che molti dei suddetti non si siano mai interessati di politica e che diversi, addirittura, sconoscono le regole basilari della grammatica italiana? Non sarà forse stata, la vostra, una tattica per fare apparire una LISTA GIOVANE e ricca di Donne, se pur quest’ultime, spesso mosse da False Lusinghe, utili a raggiungere la percentuale obbligatoria di presenze femminili? “

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