Il Caimano coglie uno spezzone dell’attimo fuggente

|




L’opinione di Antonio Liotta, medico scrittore ed editore, su una giornata in cui la follia politica si è tradotta in comportamenti incredibili ed imprevedibili. Con una domanda: Alfano resisterà ai sussulti rocamboleschi di Berlusconi?

altIl 2 ottobre 2013 verrà ricordato come il giorno della fine dell’era attiva berlusconiana. Quanto è successo in questo giorno, per l’avvincente serie articolata di colpi di scena, sembra uscito dalla sceneggiatura di un creativo (forse troppo) autore di triller. I fatti: attacco a tutto campo alle istituzioni democratiche con al primo posto il Presidente della Repubblica, il Capo del Governo che vengono definiti anche inaffidabili, ritiro dei Ministri e dei Sottosegretari, apertura della crisi di Governo, rinvio alle Camere con prioritaria richiesta di ‘nuova fiducia’ al Senato dove la maggioranza per il Governo è assolutamente risicata. Altro fatto estremamante importante: rottura netta tra ala oltranzista del partito di Berlusconi e quella moderata capeggiata dal Segretaio del PDL Angelo Alfano.

In un quadro così ingarbugliato ed intrecciato dove ognuno è convinto di battere gli altri e dove emerge con evidenza nettissima che le scelte di Berlusconi sono anche qui ed ora dettate dalla sua critica situazione giudiziaria e che le ragioni ‘ufficiali’ ‘gridate’ (“le dimissioni e la crisi sono conseguenza dell’aumento dell’IVA dal 21 al 22%”) con grande frastuono dai fedeli pennaioli de ‘Il Giornale’ e ‘Libero’ (per non parlare dello sbarramento infuocato delle reti Mediaset), si registrano le novità significative che cambiano la storia della nostra Repubblica.
Il Presidente del Consiglio Letta è un politico con le ‘spalle’ quadrate e con un PD unito e forte si presenta con determinazione alle Camere con la certezza di riottenere una nuova fiducia nella chiarezza politica.
‘Cogliere l’attimo’ è stato il suo punto di apertura. Capire la storia, aggiungo.
Letta ha capito che unire le forze che credono veramente al cambiamento è strategicamente vincente.
Alfano ha capito che il suo declino è stato segnato dalle azioni distruttive di Berlusconi determinate dai superfalchi fedeli e che non sarebbe stato più segretario di un partito padronale; che il suo futuro politico poteva essere costruito dando fiducia al coetaneo Letta: cogliere l’attimo, allora, e togliersi di dosso l’appellativo ‘uzerbino’, conquistare una nuova verginità, guidare un forte gruppo di deputati e senatori ‘diversamente berlusconiani’ meglio ancora ‘alfaniani’. Passo sicuro verso la costituzione di un partito moderato, moderno, governativo che mette all’angolo i superfalchi estremisti.
Il Senato dà la fiducia a Letta, ma, cosa incredibile, con il voto positivo anche di Berlusconi che -vero colpo di teatro- nel suo intervento per dichiarazione di voto afferma che Letta merita la piena fiducia.
Siamo alla follia politica che si traduce in comportamenti incredibili ed imprevedibili. Il caimano Berlusconi che dà un mezzo colpo di coda buffo ma schioccante tragicomico che tenta di recuperare gioco politico proprio nel momento in cui viene dato corso alla sentenza che il 4 ottobre lo vede fuori dal Parlamento.
Sapranno resistere Alfano e gli altri ai torpidi giochi del Caimano, ai suoi sussulti rocamboleschi? Qui si misura la capacità politica di un uomo che può uscire vincente anche moralmente.
Il 2 ottobre è il giorno, può realisticamente essere il giorno del trionfo della democrazia parlamentare che si tradurrà in sviluppo di un paese drogato da mitomani ricchi potenti ed eversivi.

Antonio Liotta

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *