“Ignazio Cutrò va protetto”

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L’intervento del Segretario della Cgil Massimo Raso dopo la sentenza del TAR che ha rigettato il ricorso di Cutrò contro la revoca delle misure di protezione.

Massimo Raso Segretario Provinciale CGIL Agrigento

“E’ una brutta notizia che non comprendiamo e che sicuramente lancia un segnale negativo alla società”, commenta così il Segretario Provinciale di Agrigento della Cgil Massimo Raso il rigetto del TAR del ricorso di Ignazio Cutrò contro la revoca delle misure di protezione.

“Abbiamo appreso con amarezza-scrive Raso- che Ignazio Cutrò, Presidente della Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, ha perso il ricorso al TAR contro la revoca delle misure di protezione e che, pertanto, lo Stato non ritiene sussistere alcun pericolo per la sua persona e per la sua famiglia. Come Organizzazione Sindacale abbiamo espresso, in varie occasioni, sincera ammirazione per Ignazio Cutrò, che ha consentito dapprima la condanna dei suoi estorsori ed il contributo dallo stesso dato per far crescere una coscienza antimafiosa ed invogliare altri Imprenditori a seguire il suo

Ignazio Cutrò

esempio. Così come abbiamo espresso la nostra vicinanza quando lo Stato o il Sistema bancario, incurante del contributo dato e della particolare situazione del Cutrò, è venuto meno – a nostro giudizio – ai suoi doveri”.

“Adesso-scrive ancora Massimo Rasoquest’altra brutta notizia che non comprendiamo e che sicuramente lancia un segnale negativo alla società. Nell’esprimere a Lui, alla moglie Giuseppina e ai suoi figli, Giuseppe e Veronica, la nostra vicinanza, chiediamo alle Autorità di P.S., a quanti hanno la responsabilità della sicurezza in questo Paese, di riconsiderare tali scelte e di assicurare protezione e sicurezza a Lui e a quanti-conclude Massimo Raso- hanno coraggiosamente scelto di stare “dalla parte dello Stato” e contro la mafia”.

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