I “Ritratti del quotidiano” di Olinda Lo Presti

|




Fino al 26 luglio, a Licata, al Chiostro di San Francesco, esposizione delle  opere di Olinda Lo Presti. La mostra, patrocinata dall’amministrazione comunale, è stata inaugurata lo scorso 19 luglio dall’assessore alla Cultura Giusy Marotta. La presentazione di Vinvenzo Ognibene.

olinda 1

Le opere di Olinda Lo Presti, in  mostra fino al 26 Luglio 2014 al chiostro di San Francesco di Licata, sono caratterizzate da  una tensione altissima rivolta all’autorappresentazione come analisi introspettiva di un essere dell’artista nel mondo.

Questa pittura, che utilizza il mezzo fotografico come traccia disegnativa (e l’artista è una fotografa di grande sensibilità), trova nella dialettica tra immagine e campitura pittorica la sua cifra stilistica, il senso di una realtà nel suo quotidiano.

olinda 2

I diversi tentativi di Olinda, di avvicinarsi ad altri artisti come indicazione necessaria al suo processo creativo, trovano una particolare duttilità tra realtà e astrazione espressionista.

Le opere di questa mostra che possiamo suddividere in tre tematiche, apparentemente diverse: paesaggi urbani (la Vucciria di Palermo), nudi di sé, nudi dal profondo, con alla fine la Maja desnuda, sono impregnate di narrativa e dolore dell’animo femminile.

olinda 3

Sentiamo in questa pittura un cuore pulsante e la necessità di esprimersi e darsi forma.

La Palermo che l’artista ci propone non è più la “Vucciria” di Guttuso, piena di colori e di sensibilità – è una città di fantasmi che ha subito atroci guerre di mafia ed un progressivo e inesorabile sottosviluppo, lasciando al posto di un’antica vitalità “notturne movide” e qualche parvenza di integrazione tra realtà e follie.

olinda 4

Così il bellissimo trittico dell’autoritratto, un sensuale andamento d’una corporalità mostrata e tormentata nel suo farsi pittura dell’anima.

Altre pagine di musicalità Čajkovskijana sono le opere dedicate al “gioco delle bambole” con pezzi del proprio corpo: l’essere donna e bambina tra finzione e realtà, soggetto e/o oggetto di percezione maschilista, volto o maschera di riconoscibilità dell’io “doppio” femminile nella società dei consumi.

olinda 5

Bellissima l’auto-ironica messa in scena della goyesca “Maja desnuda” con il proprio viso innestato al corpo di Maja rivestito da mutandine rosse a macchie bianche.

olinda 6

L’artista in quest’opera ci mostra una creatività più leggera e, forse,  l’inizio di un nuovo percorso.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *