I Re Magi approdano alla Scala dei Turchi

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Il suggestivo scoglio di marna bianca nel presepe di Francesco Dimanuele, il carabiniere che da un decennio segue l’invito di Giovanni Paolo II 

altGaspare, Baldassare e Melchiorre, i tre Magi partiti dall’Oriente, oltre alla stella cometa, quest’anno hanno avvistato il faro di Realmonte che illumina la marna bianca della suggestiva Scala dei Turchi per portare i doni nella grotta dove il 25 è nato il Bambino. Ed oltre al classico oro, incenso e mirra, dentro i preziosi calici portano a Gesù tutti i pensieri lasciati da centinaia di alunni delle scuole empedocline.

Ormai a Porto Empedocle, paese marinaro che non ha grandi tradizioni natalizie, è diventato un luogo da visitare. Non una Chiesa o una piazza ma un angolo di una civile abitazione del quartiere Grandi Lavori. Ad accoglierti a casa Francesco Dimanuele, carabiniere in servizio ad Agrigento, fotografo per hobby, cultore di presepi. Ogni anno prepara monumentali presepi e li “offre” al territorio e soprattutto alla popolazione scolastica. Intere classi di scolaresche, quasi in pellegrinaggio, hanno raggiunto l’ultimo piano della palazzina adiacente lo Stadio per una preghiera a Gesù e per ammirare una vera e propria arte. Franco Dimanuele, con la collaborazione della moglie Lucia e dei figli Luca e Martina, già ad ottobre iniziano a costruire il megapresepe ed ogni anno apportano sempre delle innovazioni. Angoli suggestivi, case curate nei minimi particolari, personaggi che si muovono. Entri in quella stanza e ti senti coinvolto in un’aria di festa , con luci diffuse e musiche natalizie. Francesco Dimanuele, quasi per rispetto al nome di battesimo, altha così voluto seguire il Santo di Assisi, il primo a realizzare a Greccio un vero e proprio presepe il 25 dicembre 1223. In una società “distratta” dalla tecnologia, dove la quotidianità è vissuta nel segno delle veloci comunicazioni, non è facile trovare un luogo dove, anche per pochi minuti, il tempo si è fermato a Betlemme. A casa Dimanuele invece tutto ciò è possibile ed ormai è diventata una tradizione che si ripete da quasi un decennio. Una tradizione da tenere viva, come richiesto da Papa Giovanni Paolo II, qualche anno prima di lasciarci. Il Pontefice polacco, in una visita ad Assisi, davanti alla Grotta ebbe a dire: “Nel Presepe si celebra l’alleanza tra Dio e l’uomo, tra la terra e il cielo. Betlemme, luogo della gioia, diventa anche scuola di bontà, perché lì si manifestano la misericordia e l’amore che legano Dio ai suoi figli”. E Francesco Dimanuele, aprendo le porte della sua casa, sta seguendo l’invito di Giovanni Paolo II.

Giuseppe Piscopo

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