I prigionieri: tutte le paure dei politici che contano

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 Ecco perchè non possiamo dirci italiani. Benvenuti nel Paese dove la politica uccide i talenti nella culla

Alfano e LettaBerlusconi lo sa, se fa cadere il Governo Letta il giorno dopo Napolitano si dimette e al Quirinale, primaancora che si rivoti, viene eletto Prodi, o Rodotà e al governo vanno i 5 Stelle. Ecco perché Berlusconi nonostante i proclami e le spinte dei suoi falchi non può ritirare il suo appoggio all’esecutivo in carica. Ma anche Letta sa che se non toglie l’Imu sulla prima casa o la rimodula in modo tale che le abitazioni più modeste siano esenti da imposte il Pdl non può che fargli la guerra, visto che l’Imu è diventata per il centrodestra la bandiera a cui aggrapparsi dal punto di vista elettorale.

Anche Renzi sa che se il duo Letta-Alfano resta in sella più di un anno, se aggancia una ripresina e mette a segno due tre provvedimenti che aiutino il paese ad uscire dal pantano, impresa in verità al limite dell’impossibile, se accade tutto questo nessuno toglierà più a Letta la leadership del centrosinistra e ad Alfano, nonostante Berlusconi dica che non ha carisma e nonostante Verdini lo detesti, quella del centrodestra. Ma Renzi in questo momento non può nulla, è nella condizione sgradevole in cui si è trovato Bersani un anno fa, aveva la vittoria in pugno, ma il rinvio di un anno del voto lo ha bruciato. E’ lo stesso rischio di Renzi, non può far cadere il Governo, ma se il Governo governa fra un anno cadrà lui. Anche Letta però sa di giocarsi tutto in una partita senza rete, deve aggirare, da democristiano quale in fondo è, le trappole che i partiti che lo appoggiano, sognando in realtà che vi cada dentro, hanno disseminato lungo il suo cammino, deve muoversi con i piedi di piombo, ma muovendosi così rischia di perdere solo tempo e di non arrivare mai alla sua meta. In fondo è proprio questo il problema, il paese vive da 20 anni una paralisi ossessiva, ossessionato dalle contrapposizioni, prima a due ora addirittura a tre non decide mai niente. Esemplare il caso Monti, il professore un anno fa aveva il Paese ai suoi piedi, avrebbe potuto cambiarlo incidendo con i tumori che ci stanno portando alla morte. Ha partorito solo riformuzze che tutti ora si affrettano a disconoscere ed a snaturare. I professori hanno fallito per spocchia e mediocrità, il Ministro Fornero ad esempio che parlava come un oracolo ha dimostrato il difetto tipico dei professori italiani: non conoscere la realtà ed occupare i loro posti per cooptazione benevola e non per reale talento. Ecco i talenti in Italia non hanno spazio, la politica italiana li ha sempre uccisi nella culla, chi ha competenza è inviso come la peste. Ecco perché la burocrazia italiana è in mano da 50 anni alle stesse mediocri persone che l’hanno resa il vero cancro del Paese, burocrati strapagati e strapotenti. Raccontava tempo fa un giovane scrittore di aver passato alcuni mesi come impiegato in un ministero. Doveva redigere le circolari esplicative. Si mise di buzzo buono ed appena assunto stilò la prima e la portò al suo superiore. Questi la lesse ed aggrottò le sopracciglia –non va?- chiese lui – no è che è scritta troppo bene, si capisce tutto- fu la risposta a cui seguì la spiegazione –lei è giovane e non lo sa caro, ma le circolari devono essere confuse, incomprensibili, solo così sarà richiesta la nostra interpretazione autentica e noi ci garantiremo sempre il posto – lo scrittore da allora ha preferito fare giustamente un altro mestiere dove riesce tra l’altro benissimo, il burocrate è ancora lì e riesce purtroppo per noi anche lui ancora benissimo. Ecco perché non possiamo non dirci italiani.

Luigi Galluzzo

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