I nuovi siciliani senza zete nella “borza”

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Tea Falco, Thony e Fabrizio Falco giovani volti del cinema siciliano. Attori con facce e accenti autentici fanno piazza pulita della parlata romanesca dei film italiani dove troppi dicono “borzetta” e “via del Corzo”

Tea FalcoQualche giorno fa il critico Paolo Mereghetti, riferendosi ad alcuni giovani esordienti siciliani nel cinema, scriveva sul “Corriere della Sera”: “Per fortuna! Basta con quella specie di esperanto romanesco che dilaga ovunque”. Gli attori in questione sono Tea Falco, Fabrizio Falco (nonostante il cognome non sono tra di loro parenti!) e Federica Caiozzo in arte Thony. Li abbiamo visti in film importanti, calpestare il red carpet di Cannes e Venezia, rilasciare interviste e sorridere davanti ai flash dei fotografi. E oggi i loro volti intensi ci guardano dai manifesti perché i film da loro interpretati stanno per invadere, o sono già, nelle sale italiane.

Tea Falco, catanese, classe 1986, si definisce artista contemporanea a tutto tondo e non a torto, se pensiamo che ha vinto l’ultimo Premio Basilio Cascella dedicato proprio all’arte contemporanea. Viso spigoloso, lineamenti marcati, Tea ha incantato tutti a Cannes con la sua straordinaria performance nel film di Bernardo Bertolucci “Io e te”, dove, sensualissima, ballava e cantava “Space Oddity” di David Bowie in italiano.

Thony nel film di Paolo VirzìThony, chitarra in spalla, capelli scarmigliati, in questi giorni, campeggia su tutti i manifesti del nuovo film di Paolo Virzì “Tutti i santi giorni” presto nelle sale. Lei dice di essere siculo-polacca e si sente soprattutto una cantautrice, attrice per caso. E in effetti Virzì l’ha scoperta su Youtube dove Thony cantava uno dei suoi brani. Voce roca, un po’ blues, Federica vive da qualche anno a Roma e vuole continuare a cantare, dice, perché quella è la sua vera vocazione. Magari cambierà idea tra qualche settimana, non appena uscirà il film.

E infine c’è lui, il giovane Fabrizio Falco che a soli 24 anni ha vinto ilFabrizio Falco premio Mastroianni come miglior esordiente a Venezia dove recitava in due film: “E’ stato il figlio” di Daniele Ciprì e “Bella addormentata” di Marco Bellocchio. Fabrizio è nato a Messina, ma presto si è trasferito a Palermo dove ha frequentato le scuole. In famiglia, sin da piccolo, divertiva tutti con le sue imitazioni, e a scuola ha partecipato a diversi lavori teatrali. Il teatro, dice, rimane il suo grande amore.

Una bella schiera di giovani siciliani….

Ma che bello, soprattutto, liberarsi ogni tanto da quell’accento borghese-romanesco da Collina Fleming, da quel “zciao”, pronunciato con un suono a metà tra “c” e “z”. Povere giovani attrici americane che fanno sempre una faccia sorpresa e un po’ stranita quando arrivano in Italia per promuovere i loro film e scoprono che la loro voce, al doppiaggio, è diventata quella da eterne bambine, con una intonazione purtroppo comune a tutte le biondine, finte e vere, cresciute a Roma tra i Parioli e corso Francia, che malgrado le scuole americane continuano a dire “borzetta” e “via del Corzo”.

Con i loro accenti autentici, ma anche con il loro buon italiano – quando serve – questi siciliani cancellano pure la macchietta del siculo sempre a metà tra i baffetti di Ferribotte e i veli neri di Concettina. Giovani artisti che hanno le vere facce e le vere voci dei siciliani d’Europa.

Anna Rita Peritore

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