I giovani e il voto in Sicilia

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“La nostra isola pronta per ripartire”

L'isola di M. CatalanoCoinvolgimento. Idee nuove. Impegno e crescita comune. Ecco in sintesi – forse troppo in sintesi – ciò che chiedono i giovani al nuovo presidente della Regione e alla nuova Assemblea regionale. Più coinvolgimento nelle scelte importanti, idee e prospettive di cambiamento per crescere insieme e per cambiare una volta per tutte il destino dell’isola. Un’isola straordinaria così come l’ha pensata il pittore palermitano Maurilio Catalano. Bella davvero la Sicilia, isola nell’isola, pronta a ripartire dal dato che minuto per minuto arriva da ogni angolo della Regione. E i giovani – quelli che restano con difficoltà – sono convinti che qualcosa può cambiare davvero. Con il sacrificio di tutti, certo. Soprattutto di quei giovani che sanno che un posto fisso non ci sarà mai, e che per andare avanti, in un modo o in un altro, dovrà rimboccarsi le maniche.

“La Sicilia è un contenitore che va riempito di cose nuove – dice Luciano Carrubba, racalmutese, studente all’università di Catania – e i contenuti siamo noi, con un nuovo modo di pensare e di agire”. La pensa così anche Massimiliano Cani, studente al liceo scientifico di Canicattì, fino a ieri rappresentante dei liceali canicattinesi: “Non dovremmo aspettarci soltanto l’impegno degli altri e di chi amministra. Anche noi dovremmo capire che il lavoro dovremmo crearcelo noi, pensare a nuove forme di fare agricoltura, pensando ad una efficacia e interessata voglia di fare turismo”.
Il lavoro, dunque. Questo hanno chiesto e chiedono i giovani. Il lavoro difficile da trovare. Giuseppe Guccione e Kelly Moncado, ventenni, forse lasceranno la Sicilia. O forse no, se qualcuno da domani gli passi un po’ di ottimismo e di fiducia: “Non possiamo più sentire parlare solo di crisi – dice Kelly – vorremmo invece che qualcuno ci dia una spinta che è la cosa che più è mancato ai giovani siciliani”. “Vorremmo vedere un coinvolgimento vero per meriti e non per amicizie”, aggiunge Giuseppe.
Letizia Sanfilippo, giovanissima insegnante da sempre impegnata nell’ambito teatrale a Canicattì, parla di formazione e cultura: “Il nuovo governo regionale – ci ha detto – dovrebbe dare spazio e voce a chi, anche nel più piccolo paese della Sicilia, fa teatro e sport, si impegna con associazioni e circoli… forse fin’ora sono stati buttati i soldi per iniziative inutili, quando invece si potrebbe sostenere, anche con piccoli segni, il lavoro che tanti fanno in silenzio”. Così pure Carla Terrana, giovanissima anche lei, che sogna un futuro nel mondo della scuola: “Proverò a restare qui e fare l’insegnante, ma sono pronta a fare altro… la cosa che non voglio vedere però è il clientelismo che c’è stato fino ad oggi, lo sperpero dei nostri soldi per consulenze assurde. Ognuno deve essere consulente di se stesso e mi auguro che il nuovo presidente l’abbia capito”.

Salvatore Picone

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