I debiti dell’Italia e il dibattito che non c’è

|




Tra crisi e finanza globale, le proposte che non sentiamo

Mario MontiL’Italia è un paese pieno di debiti. Come molte altre nazioni ha tirato avanti chiedendo soldi in prestito alle Banche, alle famiglie che sottoscrivono i Bot, ed in ultimo alla finanza internazionale che muove le leve dei soldi sul mercato globale. Questi prestiti hanno consentito crescita, benessere e di vivere sostanzialmente al di sopra delle proprie possibilità.
La crisi internazionale ha fatto sì che i creditori, dopo anni di concessioni facili abbiano mostrato il braccino, smettendo di elargire danaro e chiedendone anzi la restituzione.
Gli stati poco virtuosi come l’Italia si sono trovati sull’orlo della bancarotta. Fallire in un sistema globale significa rinunciare alla propria sovranità, mettersi nelle mani cioè di commissari scelti dai creditori che continueranno a prestarti soldi, pochi, ma in cambio vorranno essere loro a decidere sulle tue scelte economiche, sugli stipendi da pagare agli impiegati, etc.

 

Monti è stato chiamato proprio per questo: rassicurare i creditori mettendo in atto politiche che testimoniassero la volontà della nazione di tagliare le sue spese, farsi virtuosa e morigerata, anche a costo di grandi sacrifici.
I detrattori del Presidente del Consiglio sostengono proprio per tale motivo che Monti è un uomo delle banche, messo lì per permettere la riscossione dei crediti e non hanno tutti i torti.
Ma la domanda da farsi è un’altra. Può una nazione come l’Italia permettersi di non pagarli, i suoi debiti, può uscire dal meccanismo internazionale che si basa proprio su Banche e Grande Finanza, ne avrebbe la forza e l’autorità?
Se non si risponde a queste domanda si fa solo demagogia, dire usciamo dall’Euro, non paghiamo i debiti, facciamo da soli senza indicare gli strumenti e la via per farlo è soltanto un pericoloso esercizio retorico
Banche e grande finanza hanno molte responsabilità, molte delle manovre economiche imposte agli stati in difficoltà servono solo a preservare la loro avidità. Ma senza obiettivi politici ed economici strategicamente individuati e tecnicamente plausibili le fughe oltre il sistema rischiano di essere velleitarie. E’ strano semmai che il dibattito politico dentro e fuori dal palazzo ignori sistematicamente, o forse volontariamente vista l’arduità del compito, questi snodi fondamentali.

Luigi Galluzzo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *