“Ho le vertigini…ma sono seduto”

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Vertigini e Cervicalgia: attenti alla errata interpretazione dei sintomi, prima di assumere farmaci individuare la causa. Non lavorate mai in posizioni strane ed evitate i colpi di freddo.

cervicalgia unoLe vertigini sono descritte in medicina come “sensazioni illusorie” ed invalidanti in cui il soggetto che ne è colpito avverte che il suo corpo o gli oggetti che lo circondano sono in continuo movimento oscillatorio. Ritengo opportuno dare una definizione dettagliata sul sintomo “vertigine” spesso confuso con altri sintomi e presente solo in casi di patologie note e ben inquadrate clinicamente. Le vertigini non sono una malattia, ma un sintomo causato da un disturbo a carico del senso dell’orientamento legato all’alterazione delle funzioni dell’apparato dell’equilibrio. Il paziente che avverte tale sintomatologia, nel momento in cui si presenta la vertigine, non si sente più padrone del proprio corpo, avverte cioè un forte senso di instabilità e di disorientamento fino al giramento di testa vero e proprio che è un problema. Un individuo “disorientato” avvertendo questa spiacevole sensazione di mancanza di appoggio, o perdita dell’equilibrio, subìsce lo scatenamento di un forte stato d’ansia, seguito da nausea, vomito, sudorazione fredda e tachicardia.

L’origine della vertigine può essere inquadrata nel contesto di alcune affezioni, fra le quali l’infiammazione della “cervicale”. In realtà, sono rare le vertigini nella cervicalgia, ma spesso il paziente riferisce al medico di famiglia la vertigine come sintomo predominante e il più delle volte altro non è che il frutto del “sentito dire”, o meglio un’ errata “interpretazione sintomatologica” o, addirittura, un immaginario malessere inserito nel contesto di un’altra patologia che di conseguenza svia il medico nell’approccio diagnostico. A me è capitato di ascoltare giovani e anziani che riferiscono il giramento di testa come sintomo principale del loro stato di malessere, confondendolo con quella che è la vera perdita dell’equilibrio. Il dolore cervicale è noto come “cervicalgia”. Ricordiamo che è detta vertebra cervicale ciascuna delle sette vertebre che costituisce il rachide cervicale, ovvero l’asse di sostegno del collo e della testa e queste vertebre, rispetto alle altre della spina dorsale, sono più piccole. Ricordiamo: l’atlante, prima vertebra che collega il cranio alla colonna vertebrale, e l’epistrofeo, seconda vertebra cervicale. E’ a questo livello, fra le due vertebre citate, che avviene il blocco cervicale e le vertigini costituiscono il sintomo conseguenziale ad impulsi anormali inviati dai muscoli del collo al cervello.

Le cause possono essere riconducibili a processi artrosici, traumi, colpi di frusta, ernie discali: uscita in zona cervicale del disco intervertebrale dalla sua sede. Essendo la vertigine un sintomo e non una malattia, per eliminare il disturbo è necessario individuare la causa, altrimenti si corre il rischio di assumere farmaci che non eliminano il problema, ma solo il sintomo. Quando il dolore alla cervicale coinvolge i nervi, il paziente lamenta una spiacevole sensazione di intorpidimento o formicolio a cui segue o si aggiunge la debolezza del braccio e della mano. Ovviamente, se il dolore persiste associato al mal di testa,va consultato il medico. Ma il dolore cervicale può originare da cause non necessariamente legate a malattie gravi (per malattie gravi intendo: l’ictus, la meningite, l’artrite reumatoide), ma originare da posizioni scorrette o colpi di freddo ed il dolore in questi casi non è mai grave, anzi lieve.

Nei giovani è facile diagnosticare una cervicalgia, che può a sua volta causare la “cefalea muscolo-tensiva”; in realtà non si conosce bene il meccanismo che sta alla base dell’insorgenza della cefala muscolo-tensiva, sicuramente favorenti sono lo stress, lavorare o studiare in posizioni strane o quanto meno sbagliate, usare più cuscini per dormire, ma soprattutto, difficoltà nella vita a lasciarsi andare, ad abbandonarsi e da qui tensione o rigidità muscolare; per tale motivo, gli esperti sostengono che le vere cause della cefalea muscolo-tensiva sono da ricercare nello stato psico-emotivo del soggetto e soprattutto nella contratture dei muscoli della masticazione (serrare le mascelle). Rimane il fatto che la cervicalgia, comunque, è più frequente dopo i 45 anni di età. Attenzione a non confondere i sintomi con quelli causati dalle alterazioni legate alla circolazione, o pressione dei liquidi presenti nell’orecchio interno (vertigine otologica). Difatti, in questa sede i liquidi (endolinfa) sono capaci di stimolare alcune cellule gastriche ed intestinali con sintomatologia riconducibile alla cervicalgia, e mi riferisco alla nausea e al vomito. ” A questo punto, sento il dovere di spezzare una lancia a favore di quello che è l’organo più calunniato del nostro corpo: lo stomaco. Prendi la nave e …vomiti? – E’ colpa dello stomaco! Sali  su una giostra parecchio movimentata e… vomiti? – E’ colpa dello stomaco!  Invece no! Lo stomaco non c’entra proprio nulla! Il vero responsabile è l’orecchio che comunica al cervelletto informazioni sul precario equilibrio dell’individuo (nelle situzioni di cui sopra) e da qui partono i comandi per lo stomaco che è costretto a svuotare il proprio contenuto”.

cervicalgia dueLa cervicalgia a seconda dell’intensità del dolore va curata con i farmaci antii-nfiammatori e con il cortisone, se sono dolori intensi. Esiste la “crio-terapia” o terapia del ghiaccio per creare analgesia nella parte interessata dal dolore attraverso l’utilizzazione di una borsa di ghiaccio, da non porre direttanente sulla cute; oppure docce calde e impacchi d’acqua calda sul collo o immobilizzare il collo per non più di due settimane con un collare ortopedico. Concludo ribadendo un concetto ormai ripetitivo ma efficace: prevenire è l’arma segreta! Analizzare lo stile di vita (ai ragazzi, per esempio, va sconsigliata l ‘abitudine di non asciugare i capelli dopo lo shampoo, soprattutto se si tratta di capelli lunghi).

Volete sapere un’altra verità sulla cervicalgia? La vertebra cervicale non si infiamma solo per il sostegno meccanico alla testa, ma anche per attività mentale di tipo ansiogeno! Sì, in medicina, l’ ansia sta proprio dappertutto ed è causa scatenante di varie affezioni, per cui il consiglio che sento di dare a tutti è: ogni tanto stacchiamo la spina ai pensieri!… E vi dirò di più: rimuginare causa riacutizzazione della cervicalgia. Il mio consiglio? Meditiamo di più e, se proprio la joga non fa per noi, cominciamo a regolare il computer e non abbassare lo schermo in modo da causare alzamento e abbassamento continuo dello sguardo e dedichiamo al nostro collo esercizi semplici e mai bruschi! Queste sono sane abitudini; pertanto, ritagliare una pausa durante una giornata fatta di tanti impegni e “corri-corri”, oltre che far bene al corpo e alla mente, vuol dire: volersi bene.

Foto da Internet

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