Hamilton, racalmutesi in “guerra” per la Madonna del Monte

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Niente festa a giugno in Canada, mancano i soldi e nessuno vuole esporsi. Vecchi rancori tra cittadini mettono a rischio una tradizione che manteneva il gemellaggio quasi spento tra Racalmuto e la città dell’Ontario dove vivono oltre ventimila racalmutesi

I racalmutesi, si sa, sanno dividersi sempre per tutto. A Racalmuto è così, inutile nasconderlo. E questa caratteristica del carattere di Il carro del Trionfo nella festa di Hamiltonchi è nato e cresciuto in questo paese dell’agrigentino ha seguito naturalmente, come per osmosi, i racalmutesi nel mondo. Come la parlata, il modo di cucinare, di passeggiare, di continuare a rispettare le tradizioni.
Ci si divide, insomma. Quest’occhio, come si dice, non può vedere quell’altro. Sempre così. Entrare in “guerra” anche per le cose che si amano, che si rispettano. E figuratevi se di mezzo c’è la figura che ha sempre rappresentato l’orgoglio di una comunità: la Madonna del Monte. Non c’è casa abitata da racalmutesi che non abbia, anche dentro un cassetto o tra le pagine di un vecchio libro, l’immaginetta della Madonna regina e compatrona di Racalmuto.

Stavolta però la Madonna col Bambino ha diviso la comunità racalmutese di Hamilton (cittadina canadese che si affaccia sul lago Ontario, dove vivono oltre ventimila racalmutesi) a tal punto da cancellare tra le poche attività ormai rimaste che legano Hamilton e Racalmuto, la ridente festa della seconda domenica di giugno, un mese prima della colorata e chiassosa festa che si svolge a Racalmuto.Uno dei due Cilii di Hamilton
Quest’anno in Canada doveva essere la celebrazione del venticinquesimo. Era il 1988 quando oltreoceano svampò la festa, gioiosa e colorata anche lì, tra quelle larghe strade, come James street, la piazza dei racalmutesi che passeggiano come in paese. E sarà sembrata una follia ai canadesi che videro per la prima volta, alla fine degli anni Ottanta, cavalli bardati, carri a forma di nave e persino il Cilio dei borgesi trainato da una jeep.
Eppure la festa di Hamilton negli anni ha unito i racalmutesi che per lavoro hanno lasciato la Sicilia. Grazie a questa festa si è reso anche più concreto il gemellaggio tra le due città. Primo a crederci fu senz’altro Bob Morrow, il sindaco che s’innamorò di questa grande comunità – e del sostegno elettorale che ne ricavava, probabilmente – legato però anche alla Racalmuto che aveva visto per la prima volta nel 1986, quando ad accoglierlo tra i tanti anche Leonardo Sciascia. Una bella pagina e un bel periodo per Racalmuto, senz’altro. Ma bisogna andare avanti e oggi purtroppo la festa ad Hamilton non c’è più.

Prummisioni ad HamiltonBisognava vederla almeno una volta la festa ad Hamilton per capire paradossalmente Racalmuto. Bastava guardare gli occhi degli anziani che intonavano i canti dedicati alla Madonna per pesare la nostalgia di chi ha lasciato il paese per fare spazio a chi è rimasto. La festa, ad un certo punto della storia dell’emigrazione, ha fatto da collante tra le famiglie dei racalmutesi in Canada. Ma la festa negli anni ha anche diviso: non un Cilio, ma due. Questo è mio, questo è tuo e via dicendo. Sempre per quel discorso dell’occhio che non potrà mai vedere l’altro. Pur tuttavia la festa c’era. E serviva anche a mantenere vivo il rapporto con i parenti rimasti a Racalmuto. Perché molti sono stati ospitati nei giorni della kermesse. Per una decina d’anni un via vai di gruppi folk, amministratori, singoli cittadini. Fino a scoprire che la festa ad Hamilton si faceva anche negli anni Trenta quando addirittura i bravi racalmutesi recitavano in costume il leggendario Dramma sacro, con tanto di duello. E il duello continua adesso. Circola, nel Corso che porta il nome di Racalmuto, un volantino anonimo. Perbacco, anche lì gli anonimi! Un volantino firmato da “Racalmutesi stanchi“.

Di mezzo, in questa guerra persa in partenza, come sempre, ci sono i soldi. Ma c’è anche invidia e rabbia che si accumula da anni, meriti e demeriti e rimpianti. Un volantinoFesta del Monte ad Hamilton, 1935 con tanti nomi e cognomi, responsabilità vere false o presunte che circola nelle case, in chiesa – quella chiesa dove si conserva la copia della statua della Madonna del Monte e si possono ammirare gli affreschi del pittore Peppi Agrò – e nei due club, la “Fratellanza Racalmutese” e la “Trinacria”.
Venticinque anni di inferno“, si legge nero su bianco.

Di fatto c’è che la festa è morta. Ed è triste pensare che sia l’inizio della fine di un rapporto che inevitabilmente col tempo doveva raffreddarsi. Il rapporto Hamilton e Racalmuto. E se è successo questo probabilmente la colpa è anche di chi vive a Racalmuto. Perché quest’anno, a venticinque anni dalla grande festa di incoronazione del 1988, si doveva fare qualcosa per rafforzare il “gemellaggio”.

Poco si è fatto negli ultimi decenni. Si doveva pensare a nuove forme di incontro e di Il programma dell'anno scorsoconfronto tra i giovani. Perché una cosa è quasi certa: i figli e i nipoti dei racalmutesi di Hamilton difficilmente in futuro continueranno a fare la festa e ad avere rapporti con il paese delle radici se non si pensa subito a qualcosa di nuovo che guardi però al passato, alle memorie e alle tradizioni. Non bastano più l’arciprete, il sindaco e il consigliere che vanno a sfilare ad Hamilton a spese dei cittadini. Nuovi legami potranno forse sciogliere il nodo e riprendere i rapporti, anche con le istituzioni socio-culturali. Questa una delle sfide di chi andrà ad amministrare, fra circa un anno, il Comune di Racalmuto. Una sfida anche per la Comunità Racalmutese di Hamilton.

E’ vero, non ci sono più i soldi di vent’anni fa. Ma forse questa crisi farà emergere le passioni di chi vuol fare senza prepotenze e inganni. Così forse potrà tornare a risplendere la festa del Monte di Hamilton in mano ai giovani italo-canadesi che potranno probabilmente rivedere certi aspetti della kermesse, utilizzando anche nuove forme di comunicazione. L’importante è stare assieme e uniti, ad Hamilton come a Racalmuto.
Solo così potremmo tornare a rivedere l’Immagine della Madonna del Monte proiettata sul cielo di Hamilton, che si rispecchia – assieme alle luci della città – sulle acque del lago Ontario. Uno spettacolo unico che non si vede nemmeno nell’originale festa di Racalmuto.

Salvatore Picone

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