Hamilton, cade la prima neve sulla statua di Sciascia

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E’ stata inaugurata nella città canadese, dove vivono migliaia di racalmutesi, lo scorso mese di settembre.

La prima neve per Sciascia in Canada. Quando gli amici di Hamilton hanno inviato la foto della piazza dell’Immigrazione innevata e al centro la statua di Leonardo Sciascia, ho subito pensato, non so perché, allo scetticismo dei racalmutesi rispetto alle nuove idee e a quel lontano racconto dello scrittore intitolato, giusto giusto, “La neve, il Natale”.

Sciascia racconta del prete della chiesa del Carmine che dal ritorno dall’America fa installare al posto delle campane, gli altoparlanti. Al parroco, a quanto pare, era piaciuto, delle chiese d’oltreoceano, il suono del carillon: “…Il parroco del Carmine é felice. Sa di aver suscitato invidia negli altri parroci, persino nell’arciprete. Non sanno, arcipreti e parroci, che ogni novità, ogni sostituzione o modifica, fa scaturire nel popolo scetticismo e irrisione“.

Nessuno scetticismo e nessuna irrisione, invece, ho visto ad Hamilton lo scorso mese di settembre,  quando partecipai anch’io all’inaugurazione della statua di Sciascia collocata a due passi dell’antica stazione ferroviaria, la Liuna Station, nella città canadese dove vivono migliaia di racalmutesi.

C’era stato più scetticismo a Racalmuto vent’anni fa quando fu collocata la statua realizzata da Giuseppe Agnello nel marciapiede del corso principale del paese (primo scettico io che, appena adolescente, organizzai assieme a Salvatore Pino’ addirittura un referendum che accese ancor prima di essere inaugurata roventi polemiche, salvo poi riconoscere il grande valore dell’opera e della collocazione in quel posto), ma non in Canada, dove Sciascia non è abbastanza conosciuto come scrittore.

Ad Hamilton, però, quella statua ha un grande valore. Metaforicamente il racalmutese Sciascia arriva nello stesso preciso luogo dove arrivarono i suoi concittadini, i genitori dei suoi alunni. E prende il passo verso James St., il cuore antico di Hamilton, verso una città che però, rispetto a trent’anni fa (sono tanti gli anni del gemellaggio tra Racalmuto ed Hamilton) è molto cambiata.

Tanti, tantissimi non ci sono più. Il tempo potrebbe cancellare memorie e luoghi che per fortuna ancora resistono, come i club i circoli le Fratellanze. Ma quanto dureranno? E tra vent’anni ci sarà ancora ad Hamilton una festa dedicata alla Madonna del Monte di Racalmuto? Non lo sappiamo, ci auguriamo di si.

Senz’altro ci sarà, tra queste due città, il legame rinnovato recentemente da una statua e da nuovi rapporti di condivisione di scelte e di programmazione per il futuro. Partendo dalla stessa statua dedicata a Sciascia collocata in due città diverse ma gemelle, lontane ma vicine nel sentimento.

L’ottimismo dei racalmutesi di Hamilton mi ha lasciato un gran segno. La tenacia e la volontà dei promotori dell’iniziativa, che ha avuto molti sostenitori, hanno determinato un rinnovato impegno delle due comunità a stare più vicine, legate dalla cultura e dalla tradizione, che deve essere però futuro, innovazione e sviluppo.

E allora si che avrà avuto ragione quel prete poliedrico degli anni cinquanta che, tornando a Racalmuto, dopo essere stato tra i concittadini emigrati, ha voluto regalare ai suoi parrocchiani il suono del carillon piuttosto che il suono stanco di antiche campane.

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