Grotte-Racalmuto. Meglio morire da soli che campare in compagnia

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La recente decisione dei Consigli comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini di  indire un referendum per la fusione dei due Comuni ci ha spinto a riaprire il dibattito su una proposta che, circa tre anni fa, il nostro giornale aveva lanciato e che riguardava l’unione tra Grotte e Racalmuto. Ecco in quella occasione cosa scrisse Gaetano Savatteri.

Gaetano Savatteri

“Era meglio morire da piccoli…” diceva una vecchia canzoncina goliardica. Il dibattito sull’unione possibile, nelle forme e nei modi da definire, tra i Comuni di Grotte e Racalmuto potrebbe avere questo inno.

Sarà meglio morire da piccoli. Piccoli e soli, ciascuno riparato nel proprio orizzonte municipale, dentro un recinto di case vuote, di strade spopolate, di serrande abbassate per sempre.

D’altra parte, non sarà né la prima né l’ultima volta che i paesi muoiono. La storia è fatta di civiltà scomparse, di città ridotte in macerie, di luoghi di cui si è perso perfino il nome. E se è vero che il nome Racalmuto significa “villaggio morto o abbandonato” (ma su questo punto non mi spingo oltre perchè temo le bacchettate che l’agguerrito studioso Calogero Taverna impartisce a destra e a manca), forse significa che prima di questo paese, di cui abbiamo memoria storica, ne esisteva un altro di cui si è perduta memoria.

Nella discussione sull’unione tra i due Comuni sono intervenuti in molti: studiosi, magistrati, esponenti politici, cittadini, giornalisti. E’ mancata la voce dei due primi cittadini dei paesi interessati, Paolino Fantauzzo sindaco di Grotte ed Emilio Messana sindaco di Racalmuto. Io non sono d’accordo con Colpi di Spillo che li definisce “caporali di giornata”, preoccupati solo di vivere giorno per giorno. Penso piuttosto che siano oberati di preoccupazioni, di impegni quotidiani, di difficoltà economiche e sociali, ma sinceramente mi sarei augurato una loro presa di posizione perchè avrebbe significato che, oltre ad adoperarsi sul presente, hanno anche un disegno strategico sul futuro. Non c’è dubbio che senza un loro impegno, la possibilità di un’unione diventa chiacchiera inutile.

Grotte e Racalmuto visti da Google maps

Resteremo soli, dunque. E sempre più piccoli, come ha ben spiegato nel suo articolo Gigi Restivo mettendo in fila numeri agghiaccianti, che parlano di una diminuzione demografica di circa il 15/20 per cento ogni dieci anni, effetto di bassa natalità e di nuove emigrazioni. Di questo passo, secondo alcuni studi, Racalmuto fra trent’anni – salvo eventi imprevedibili – tornerà ad avere la popolazione che aveva nel Seicento, poco più di cinquemila abitanti. E per Grotte si parla di 3 mila abitanti.

Piccoli, ma felici? Non è così, perchè Racalmuto ha i servizi e le esigenze di un Comune molto più grande ecco perchè le tasse pesano sempre di più sui residenti. Personale comunale in abbondanza, immobili in abbondanza, edifici monumentali in abbandonanza: troppa roba per un paese con troppo pochi abitanti. E questo, in qualche misura, vale anche per Grotte.

Ma a quanto pare il futuro è un problema da lasciare in eredità ai nostri figli, ai nostri nipoti. Teniamoci i nostri campanili, giocamo la partita dell’orgoglio municipale pieno di luoghi comuni (tasci o paraccara, colti o ingegnosi, cattolici o valdesi), e così i due paesi scompariranno, ma questo non sarà nè dolce nè indolore, perchè sarà accompagnato da tasse sempre maggiori, da disoccupazione sempre più alta, da svalutazione degli immobili e da servizi pubblici peggiori.

Conosco abbastanza Lamezia Terme, dove dirigo la manifestazione Trame, festival di libri sulle mafie, per rendermi conto che l’unione amministrativa di tre centri (Sant’Eufemia, Nicastro e Sambiase), ricordata nel suo intervento dal Procuratore Filippo Vitello, ha dato forza politica, elettorale ed economica a quella città, ma non ha piallato identità e provenienze, feste e tradizioni. E tra Racalmuto e Grotte, come ha ricordato Felice Cavallaro, ci sono tante storie ed esperienze comuni tra le quali possiamo mettere, ad esempio, anche quel Premio Racalmare, pensato e realizzato a Grotte, ma dapprima presieduto e in seguito dedicato al racalmutese Leonardo Sciascia.

Insomma, ignorare che questa unione (magari allargata anche ad altri paesi, soprattutto ora che sono scomparse le Province) potrebbe essere una possibilità di salvezza, significa fregarsene del futuro immediato (perchè trent’anni passano in fretta). Molti lo hanno capito  e ne è testimonianza il sondaggio avviato da Regalpetra Libera che vede una maggioranza favorevole all’unione tra i due Comuni.

Chi non vuole capire, chi si oppone o chi se ne frega, a modo suo fa bene. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani. Meglio morire da piccoli. Meglio morire da soli che sopravvivere in compagnia.

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