Grotte, “Okkio al web” ed emozioni in libertà

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Gli incontri degli esperti nelle scuole per un uso consapevole della rete.

Gli esperti incontrano i ragazzi del “Roncalli ed esplodono le emozioni. Dopo gli incontri con i genitori e i laboratori pratici, “Okkio al Web”, il progetto di informazione e sensibilizzazione rivolto a giovani e adulti finalizzato ad un uso consapevole della rete, approda tra i banchi di scuola.
Rosaria Vaccaro, psicologa, e Valentina Fiorilli, avvocato, hanno incontrato gli studenti delle classi IV e V del “Roncalli” per parlare di bullismo, di cyberbullismo e del ventaglio di emozioni connesse alle esperienze virtuali e reali.

“La dottoressa Vaccaro dice Brenda– ci ha spiegato che sull’utilizzo delle reti e delle nuove tecnologie ci sono molti rischi e dobbiamo essere utilizzatori sicuri, creativi e consapevoli di Internet”.

“Per facilitare la comprensione di questo argomento- scrive Alessandro- abbiamo visto vari video che parlavano dei diversi comportamenti che possono assumere le persone”.

“Sicuramente – dice Domenico – ho capito quanto il bullismo può ferire le nostre emozioni.”

Ma cosa sono le emozioni e come si manifestano?

“Le nostre emozioni – racconta Brenda- possono essere espresse con le Emoticon, se siamo sulla rete. Mentre se siamo faccia a faccia con qualcuno le nostre emozioni si esprimono con la gestualità, il tono della voce o le espressioni facciali”.

“Le emozioni – spiega Ludovica- possono essere positive o negative. Sono degli stimoli che non si possono controllare e si possono esprimere in modi diversi”.

“Le emozioni – dice Agnese- sono tante, e anche se andassimo in qualunque altra parte del mondo in cui si parla anche un’altra lingua si manifestano sempre in egual modo”.

“Possiamo esprime le nostre emozioni in modo fisiologo– scrive Agnese C.- con il battito cardiaco, la pelle d’oca, la sudorazione, o comportamentale, con le espressioni facciali, il tono della voce, le reazioni, o in modo cognitivo, con il nostro pensiero. Le nostre emozioni possono cambiare e possono diventare dei sentimenti. Infatti se pensiamo a lungo a qualcosa o a qualcuno l’emozione diventa un sentimento”.

Emozioni e sentimenti a parte, quali sono le nuove conoscenze acquisite dagli studenti dopo questo incontro?

“Intanto davanti ad un bullo – scrive Agnese F.- non si deve stare dalla parte del bullo ma dalla parte dell’indifeso. E poi, abbiamo capito che chi prende di mira uno alla fine sarà la stessa persona che prenderà di mira te”.

“Secondo me – dice Benedetto– è meglio parlare con le persone che scrivere su una tastiera che non dà emozioni. Parlare con gli altri può regalare momenti piacevoli e di confronto sia con i coetanei che con le persone più grandi. E poi chi è diverso da noi, sia fisicamente che emotivamente, è da rispettare e non da bullizzare, perché dagli altri si imparano sempre cose nuove”.

“La rete – racconta Adriana– è buona se usata nel modo giusto, ma può diventare pericolosa se troviamo persone cattive. Se nella vita di tutti i giorni o su internet ci capita di incontrare qualche bullo che ci prende in giro, dobbiamo subito parlare con coraggio a persone più grandi di noi. Soprattutto non dobbiamo mai raccontare bugie ai nostri genitori perché loro ci aiuteranno sempre e non ci tradiranno mai”.

“Ho capito – scrive Andrea- che con la loro prepotenza spesso mettono in difficoltà gli indifesi, ma se ci uniamo contro i bulli rimarranno soli e deboli.
“Sì, se si sta insieme – aggiunge Alessandro- i bulli non possono sopraffare nessuno, tutto ciò vuol dire che l’unione fa la forza”.

Ed ancora, gli esperti di “Okkio al Web” hanno curato gli aspetti giuridici del fenomeno e le conseguenze legali del bullismo e del cyberbullismo. “La dottoressa Fiorilli – racconta Danila– ci ha spiegato che per pubblicare una foto sui social si deve sempre chiedere il consenso. Ci ha anche detto che se si utilizzano le foto di una persona per creare un profilo falso, è reato”.

“Ma anche per pubblicare una nostra foto – dice Ludovica- dobbiamo chiedere prima ai genitori. Possiamo pubblicare una foto senza il consenso solo se la persona è famosa oppure la si tratta di un evento pubblico”.

“L’avvocatessa – scrive Gaia- ci ha parlato anche delle conseguenze che si hanno facendo i bulli: per chi è minore di 14 anni sono i genitori a pagarne le conseguenze perché devono pagare tanti soldi. Invece i maggiori di 14 anni devono andare in un tribunale davanti al giudice per i minori”.

“Parlando del Cyberbullismo – racconta Gabriele– ci hanno spiegato che quando siamo su internet dobbiamo stare attenti a non pubblicare notizie o foto che possono offendere gli altri”.

“L’avvocato Fiorilli – dice Ilaria – ci ha detto che nel 2017 è entrata in vigore una legge che dice che se assilli qualcuno con i messaggi, se lo perseguiti senza motivo, lo minacci e lo costringi a fare qualcosa è un reato e devi pagare una pena. Ci ha spiegato pure che quando inviamo un messaggio offensivo e poi magari lo cancelliamo pensando di avere eliminato una prova, stiamo commettendo un errore. La polizia postale è in grado di recuperare il messaggio. Dunque prima di scrivere qualcosa è meglio pensarci due volte, soprattutto se quel messaggio può ferire qualcuno”.

“Infine – scrive Alessandro – l’avvocato ci ha spiegato in quali casi un fatto si può considerare uno scherzo e in quali casi un fatto si può considerare reato.”

“Per me – conclude Giovanni– questa è stata una vera lezione di vita”.

Nelle foto alcuni momenti dell’incontro

 

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