Grotte. Ma le Commissioni consiliari servono?

|




Nei Comuni con popolazione inferiore a 10.ooo abitanti sono facoltative. Il Consiglio comunale di Grotte negli ultimi anni è sceso da 20 a 12 consiglieri. Il punto di vista di Armando Caltagirone, ex amministratore comunale. 

Armando Caltagirone

Seconda seduta a Grotte del novo Consiglio comunale per trattare, tra l’altro, l’elezione dei componenti delle Commissioni consiliari permanenti; adempimento quest’ultimo facoltativo nei Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti.

La facoltà in parola risale al periodo 1997/2001, quando il Consiglio comunale era composto da 20 consiglieri, cioè il 40% in più di quelli attuali, con inserimento nello Statuto comunale di apposito articolo che prevedeva e prevede tutt’ora l’istituzione delle Commissioni consiliari permanenti.

L’esperimento, volto a velocizzare i lavori consiliari, si rivelò, già allora, deludente rispetto alle aspettative, posto che le medesime commissioni non avendo voto deliberante, ma semplicemente consultivo, finiscono per appesantire l’iter gravandolo di passaggi intermedi superflui. Pur nell’acclarata onerosità cui non si contrappone adeguata utilità si continua ad insistere errare humanum est perseverare diabolicum  – ignorando, tra l’altro, che il civico consesso oggi consta di appena 12 consiglieri, mentre ogni singola commissione è composta da 5 elementi. In termini percentuali, escludendo dalla composizione il Presidente del Consiglio, ogni commissione rappresenta il 46% dell’intero consiglio (5 su 11). Ogni seduta di commissione si può definire una mini seduta di consiglio il cui compito è quello di riferire, con apposita relazione finale, dopo non si sa quante sedute, al restante 54% dei consiglieri, cioè ad altri 6 consiglieri, compreso il Presidente del Consiglio. Le commissioni previste sono in numero di tre che per 5 componenti ciascuna raggiungono in totale il numero di 15 consiglieri, superiore al numero dei consiglieri assegnati all’intero Consesso. Ciò significa che diversi consiglieri, sia di maggioranza e sia di minoranza (per ogni commissione tre alla maggioranza e due alla minoranza), dovranno sacrificarsi ed essere presenti in due o più commissioni.

Palazzo Comunale Grotte

L’eloquenza delle cifre in rassegna non necessità di ulteriori commenti, salvo a puntare l’attenzione su altre cifre, come, ad esempio, il compenso per la partecipazione ad ogni seduta di commissione, la fruizione di permessi retribuiti, con oneri a carico dell’Ente, per i componenti dipendenti, nonché le spese, sempre a carico dell’Ente, per il funzionamento delle commissioni stesse.

Sull’utilità delle commissioni basta ricordare che nella passata compagine, una commissione ed esattamente quella che doveva relazionare su un regolamento in materia di tributi locali, dopo ben sette sedute, non si è neppure accorta che Grotte miracolosamente risultava bagnata dal mare. L’immane fatica, per denuncia dei grillini, è salita agli onori delle cronache parlamentari suscitando l’ilarità dell’intera adunanza.

Al pensiero evidentemente non segue l’azione e così i buoni propositi enfatizzati durante la campagna elettorale e sintetizzati nel trittico: Efficienza, Efficacia ed Economicità, restano semplicemente nobili concetti. “Annamo bene, ma proprio bene”, direbbe Sora Lella.  Parafrasando: “Mentre a Roma si recupera (taglio dei vitalizi) a Grotte si consuma (gettoni di presenza), a meno che i consiglieri vi rinuncino.

 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *